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A Roma gli Anni 60 in mostra

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Fino al 31 Luglio in mostra a Palazzo Cipolla le avanguardie artistiche della Dolce Vita.

Anni 60. Anni di grandi trasformazioni politiche, culturali e sociali e di costume. Anni di grande sviluppo per il nostro paese che dopo il dramma e i lutti di una guerra difficile da dimenticare e una difficile fase di ricostruzione, conosce nuove forme di benessere e prosperità, favoriti da una stabile condizione politica e da nuove ed efficaci riforme sociali che permettono all’Italia di iniziare il boom economico che l’avrebbe presto portata tra i dieci paesi più industrializzati del mondo.

Simboli della rinascita oltre le riforme politiche e sociali furono però le riforme culturali, che diedero nuova linfa ad un paese stremato, che  aveva perso i suoi modelli culturali di riferimento ed era in cerca di nuovi elementi che potessero in qualche modo sostituirli. Nelle due principali città italiane, Roma e Milano, l’una capitale politica e simbolo della rinascita “storica”, l’altra capitale industriale e simbolo di una rinascita orientata al “progresso” si svilupparono nuove avanguardie artistiche che serviranno da modello anche per gli anni seguenti.

E’ proprio partendo dalla vena artistica di queste due grandi città in quegli irripetibili anni, che la Fondazione Roma- Arthe, con la collaborazione di Artemisia Group e la partecipazione del Comune di Milano-Settore Cultura e la Fondazione Marconi, ha promosso la mostra “Gli Irripetibili anni 60, un dialogo tra Roma e Milano”, che dal 10 al 31 maggio sarà ospitata nel suggestivo scenario di Palazzo Cipolla a Roma.

L’esposizione verte proprio nel rapporto e nello scambio artistico e culturale tra i due grandi “poli” italiani, come afferma il presidente della Fondazione Roma, Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, che rammenta anche che Roma e Milano erano città laboratorio, dove la vitalità di una società in rapida evoluzione economica e culturale trovava la sua espressione visiva in un scena artistica creativa, dinamica e di valenza internazionale.

Roma, negli anni 60, diventa il centro della vita artistica della nazione mentre l’arte milanese è influenzata dal movimento Avanguardistico Internazionale e in questa creatività antagonista nelle forme e nei colori nascerà la forma artistica che caratterizzerà tutti gli anni 60. Le botteghe e le gallerie d’arte e le numerosi eventi promoss dalle istituzioni pubbliche furono il modo per far conoscere e apprezzare la sperimentazione della “tabula rasa” e del “monocromo”e le nuove forme ispirate al “realisme Noveau” e la “Pop Art.

Autori sconosciuti come Lucio Fontana, Alexander Calder, Gianni Colombo, Pietro Consagra, Piero Dorazio, dei quali sono esposte alcune opere divengono interpreti di questa nuova forma di arte, della quale lo Studio Marconi di Milano sarà uno dei più famosi centri di sviluppo e di diffusione e al quale sono dedicati importanti spazi dell’esposizione. Oltre alle opere d’arte degli artisti sopra citati, video e filmati inediti porteranno il visitatore quasi indietro nel tempo, a diretto contatto con il clima culturale e politico di quegli anni.

Insomma una mostra non solo per gli amanti d’arte ma anche per i numerosi nostalgici di quegli “anni struggenti”, molto importanti per la storia italiana e per le tendenze che ancora oggi accompagnano le nostre giornate.

Maggiori informazioni: www.fondazioneroma.it

Orari: martedì-domenica ore 10-20

Chiuso il lunedi

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