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“Il seme della colpa”

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Un noir francese che prova ad esplorare il mondo della medicina.

Il seme della colpa (Meridiano Zero, 2009) è un noir francese di un autore molto apprezzato oltralpe, Christian Lehmann, che prova ad esplorare il mondo della medicina mettendo di fronte le due facce di questo mestiere, quella gerarchica e avida dei grandi istituti ospedalieri e quella genuina ed onesta degli ambulatori. In questa dicotomia, comunque non esasperata, si inserisce, come un germe, il bisogno di notorietà, lo star system che una volta sfiorato non si riesce ad abbandonare.

Il protagonista è l’agente esterno, il germe, che subisce un suo personale processo di metamorfosi che non si compie mai appieno: prima da dottore appassionato e tutto sommato onesto (se non consideriamo l’omertà quando racconta di “aver visto” e “non detto”) a scrittore e poi personaggio di successo della tv francese, poi l’inverso (da “epurato” del piccolo schermo a medico). E come un germe, infetta quello che tocca nonostante le intenzioni di “redenzione”.

La quotidianità di Laurent Sheller, questo il suo nome, è interrotta da una telefonata. Una voce di donna che gli chiede aiuto. Si tratta della moglie di un suo vecchio amico accusato di aver praticato l’eutanasia su una paziente. Il passato che ritorna e che mette in mostra quello che lui, volente o nolente, è diventato. Riaffiorano personaggi di un tempo che fu e non è più, di un tempo che è stato lasciato da parte senza troppi rimpianti. Un tempo che ora sembra voler essere riacciuffato, fino quasi a voler sovrapporsi ad esso.

L’autore mette in campo le carte che vuole scoprire, procede molto velocemente, prova a spiegare le logiche del senso di colpa, le conseguenze sull’animo umano, ma non sempre riesce nel suo intento. Il romanzo scorre tranquillamente ed è, tutto sommato ben strutturato, ma manca di slanci che permetterebbero un salto in avanti. Molti motivi sono soltanto accennati, altri non sfruttati appieno (il problema dell’eutanasia o dei farmaci messi in vendita nonostante “effetti indesiderati” abbastanza gravi potevano, per esempio, essere molto più approfondito). Tutto si muove intorno al protagonista, alla sua vicenda personale e ai suoi risvolti psicologici, ma i suoi aspetti più interessanti, quelli “pestiferi”, non sono mai troppo approfonditi.

Se è vero infatti che, anche alla fine, il suo “modo di essere” rimane sempre parallelo a quello dell’amico, lontano dalle luci della ribalta e vicino alle sofferenze della gente, il germe-Laurent Sheller tocca il suo “altro”, sovrapponendosi ad esso in una ambiguità volutamente non delineata (cosa succede tra lui e la donna nella camera da letto?). Ma ci troviamo, in fondo, di fronte ad un libro che è un casellario di finestrelle che si aprono velocissime, che attraverso la ricerca della verità o delle verità (quella reale, quella pensata e quella voluta), e ci conducono in un terreno melmoso e contraddittorio. Quello dell’animo umano.

Christian Lehmann nasce a Parigi nel 1958. Diventa medico generico nel 1985. Da allora affianca la sua professione con quella di scrittore e giornalista. Oltre a essere autore di gialli e noir è un apprezzato scrittore per bambini.

Autore: Christian Lehmann
Titolo: Il seme della colpa
Editore: Meridiano Zero
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 13,50 euro
Pagine: 160

Commenti

Commenti (1)

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  1. sandro scrive:

    Vuoi mettere con la colpa del seme?

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