Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 45 del 15 Dicembre 2008

 

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Sarzana, il fatal confino di Guido Cavalcanti

 

di Dario De Cristofaro

 

Guido Cavalcanti fiorentino”.“Riluce dietro a costoro il delicato Guido Cavalcanti fiorentino, sottilissimo dialettico e filosofo del suo secolo prestantissimo. Costui per certo, come del corpo fu bello e leggiadro, come di sangue gentilissimo, così ne’ suoi scritti non so che più che gli altri bello, gentile e peregrino rassembra, e nelle invenzioni acutissimo, magnifico, ammirabile, gravissimo nelle sentenze, copioso e rilevato nell’ordine, composto, saggio e avveduto, le quali tutte sue beate virtù d’un vago dolce e peregrino stile, come di preziosa veste, sono adorne.”
In una epistola a Federico d’Aragona così Lorenzo de’ Medici, signore di Firenze, descrive il suo illustre concittadino Guido Cavalcanti, sommo poeta e libero pensatore, sempre dedito a “cercare se trovar si potesse che Iddio non fosse”.

 

Il personaggio. Sdegnoso e solitario ma di animo cortese, Guido Cavalcanti fu, per molti, il più grande e drammatico poeta del Dolce Stil Novo, uno dei culmini della poesia medievale europea. Troppo spesso adombrato dalla figura dell’Alighieri, Cavalcanti riuscì a descrivere, con una lucidità che potremmo definire moderna, quell’ amoroso regno, governato da Amore e dalla donna amata, e le emozioni, spesso devastanti, in cui incorrono i cuori gentili:“Voi che per li occhi mi passaste ‘l core / e destaste la mente che dormia, / guardate all’angosciosa vita mia, / che sospirando la distrugge Amore.” A differenza di Dante, Guido non sviluppò mai quell’aspetto salvifico della donna angelo, che vide il suo massimo esempio nella Beatrice della Commedia. Per Cavalcanti la donna è inferno e paradiso insieme, è morte fisica ma anche gioia contemplativa, in una costante battaglia tra amore sensibile e amore ideale che non avrà mai fine, ma solo un eterno sconfitto, il poeta, il “cor gentile”.

 

Oltre ad esser stato poeta e pensatore, Guido fu, senza dubbio, una delle personalità di rilievo della scena politica fiorentina della seconda metà del Duecento. Nato da nobile famiglia guelfa di parte bianca, partecipò precocemente alla vita politica della città, inimicandosi ben presto la fazione dei Guelfi neri, ed in particolare, il loro capo Corso Donati. La violenza degli scontri tra le due fazioni opposte costrinse i Priori del Comune a prendere provvedimenti contro i capi più riottosi e violenti. Guido era uno di questi. Fu allontanato da Firenze il 24 giugno del 1300 e costretto all’esilio presso Sarzana, da cui tornerà qualche mese dopo a cause delle gravi condizioni di salute che lo porteranno alla morte, avvenuta tra il 27 e il 29 agosto dello stesso anno.

 

Sarzana. Malsana zona di confino al tempo di Cavalcanti, Sarzana è oggi il secondo comune più popoloso della provincia di La Spezia, con i suoi oltre ventunomila abitanti, subito dopo il capoluogo spezzino. Da sempre crocevia di importanti vie di comunicazione tra Liguria, Toscana e Emilia Romagna, la città sorge ai piedi della collina di Sarzanello, sovrastata da una delle due meravigliose fortezze costruite a difesa di queste terre. Sebbene i rinvenimenti archeologici della zona testimonino la presenza di insediamenti già nel neolitico, la toponomastica del luogo non sembrerebbe tradire le origini romane del luogo, come anche la struttura tipica dei castra romani, con la struttura a croce dettata dal cardo e dal decumano, rilevabili ancora in parte nel borgo più antico. L’espansione urbanistica della cittadina, di cui si può trovare riscontro nell’odierna divisione in quartieri, si ebbe soprattutto agli inizi del XIII secolo, quando papa Innocenzo III ordinò di spostare la sede vescovile dalla vicina Luni, ormai spopolata, a Sarzana.

 

Arte. La Cattedrale di Santa Maria, in stile romanico-gotico con la facciata in marmo bianco, fu iniziata nel lontano 1204 e portata a termine nel 1474. Al suo interno ospita la più antica croce dipinta italiana, opera del Maestro Guglielmo, datata 1138 e definita opera fondamentale della pittura romanica. La fortezza di Firmafede, detta la Cittadella fu costruita nel 1249, insieme alla cinta muraria della citta', dai Pisani alleati coi Sarzanesi. Nel 1487 fu completamente distrutta durante la Guerra di Serrezzana dai fiorentini, che successivamente la ricostruirono secondo il progetto di Lorenzo de' Medici. L'altro castello, la fortezza di Sarzanello, domina tutta la valle del fiume Magra dall'omonima collina e fu di importanza strategica fondamentale per la storia della città durante la Guerra di Serrezzana. E' la struttura difensiva più antica della città in quanto la sua esistenza è testimoniata già a partire dal 1076.

 

Oggi. Sarzana si caratterizza, oltre che per le sue ricchezze storiche e monumentali, anche per una dinamica e vivace vita culturale. Eventi quali il Festival della Mente, rassegna dedicata alla creatività, e come anche il Festival Internazionale del Teatro di Strada ravvivano ogni anno l’atmosfera di questa graziosa cittadina ligure. Atmosfera resa gradevole anche dalla tradizione culinaria del luogo, caratterizzata dalla fusione di cucina ligure e cucina toscana in un connubio di salato e dolce, tra una focaccia e un’ottima Spungata sarzanese.

 

Come arrivare.Sarzana ha due stazioni ferroviarie, Sarzana e Luni, lungo la linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra La Spezia e Pisa. In automobile, prendendo l’autostrada A12 si può uscire al casello autostradale Sarzana.



 

 

 

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