Sarzana,
il fatal confino di Guido Cavalcanti
di
Dario De Cristofaro
“Guido
Cavalcanti fiorentino”.“Riluce
dietro a costoro il delicato Guido Cavalcanti
fiorentino, sottilissimo dialettico e filosofo del suo secolo
prestantissimo. Costui per certo, come del corpo fu bello e leggiadro,
come di sangue gentilissimo, così ne’ suoi scritti
non so che più che gli altri bello, gentile e peregrino
rassembra, e nelle invenzioni acutissimo, magnifico, ammirabile,
gravissimo nelle sentenze, copioso e rilevato nell’ordine,
composto, saggio e avveduto, le quali tutte sue beate virtù
d’un vago dolce e peregrino stile, come di preziosa veste,
sono adorne.”
In una epistola a Federico d’Aragona così Lorenzo
de’ Medici, signore di Firenze,
descrive il suo illustre concittadino Guido Cavalcanti, sommo
poeta e libero pensatore, sempre dedito a “cercare se
trovar si potesse che Iddio non fosse”.
Il
personaggio. Sdegnoso e solitario ma di animo cortese,
Guido Cavalcanti fu, per molti, il più grande e drammatico
poeta del Dolce Stil Novo, uno dei culmini della
poesia medievale europea. Troppo spesso adombrato dalla figura
dell’Alighieri, Cavalcanti riuscì
a descrivere, con una lucidità che potremmo definire moderna,
quell’ amoroso regno, governato da Amore
e dalla donna amata, e le emozioni, spesso devastanti, in cui
incorrono i cuori gentili:“Voi che per li occhi mi passaste
‘l core / e destaste la mente che dormia, / guardate all’angosciosa
vita mia, / che sospirando la distrugge Amore.” A differenza
di Dante, Guido non sviluppò mai quell’aspetto salvifico
della donna angelo, che vide il suo massimo esempio nella Beatrice
della Commedia. Per Cavalcanti la donna è
inferno e paradiso insieme, è morte fisica ma anche gioia
contemplativa, in una costante battaglia tra amore sensibile e
amore ideale che non avrà mai fine, ma solo un eterno sconfitto,
il poeta, il “cor gentile”.
Oltre
ad esser stato poeta e pensatore, Guido fu, senza dubbio, una
delle personalità di rilievo della scena politica fiorentina
della seconda metà del Duecento. Nato da nobile famiglia
guelfa di parte bianca, partecipò precocemente alla vita
politica della città, inimicandosi ben presto la fazione
dei Guelfi neri, ed in particolare, il loro capo Corso
Donati. La violenza degli scontri tra le due fazioni
opposte costrinse i Priori del Comune a prendere
provvedimenti contro i capi più riottosi e violenti. Guido
era uno di questi. Fu allontanato da Firenze il 24 giugno del
1300 e costretto all’esilio presso Sarzana, da cui tornerà
qualche mese dopo a cause delle gravi condizioni di salute che
lo porteranno alla morte, avvenuta tra il 27 e il 29 agosto dello
stesso anno.
Sarzana.
Malsana zona di confino al tempo di Cavalcanti, Sarzana
è oggi il secondo comune più popoloso della provincia
di La Spezia, con i suoi oltre ventunomila abitanti,
subito dopo il capoluogo spezzino. Da sempre crocevia di importanti
vie di comunicazione tra Liguria, Toscana
e Emilia Romagna, la città
sorge ai piedi della collina di Sarzanello, sovrastata
da una delle due meravigliose fortezze costruite a difesa di queste
terre. Sebbene i rinvenimenti archeologici della zona testimonino
la presenza di insediamenti già nel neolitico, la toponomastica
del luogo non sembrerebbe tradire le origini romane del luogo,
come anche la struttura tipica dei castra romani, con la struttura
a croce dettata dal cardo e dal decumano, rilevabili ancora in
parte nel borgo più antico. L’espansione
urbanistica della cittadina, di cui si può trovare
riscontro nell’odierna divisione in quartieri, si ebbe soprattutto
agli inizi del XIII secolo, quando papa Innocenzo III ordinò
di spostare la sede vescovile dalla vicina Luni,
ormai spopolata, a Sarzana.
Arte.
La Cattedrale di Santa Maria, in stile romanico-gotico con la
facciata in marmo bianco, fu iniziata nel lontano 1204 e portata
a termine nel 1474. Al suo interno ospita la più antica
croce dipinta italiana, opera del Maestro Guglielmo, datata 1138
e definita opera fondamentale della pittura romanica. La fortezza
di Firmafede, detta la Cittadella fu costruita nel 1249, insieme
alla cinta muraria della citta', dai Pisani alleati coi Sarzanesi.
Nel 1487 fu completamente distrutta durante la Guerra di Serrezzana
dai fiorentini, che successivamente la ricostruirono secondo il
progetto di Lorenzo de' Medici. L'altro castello, la fortezza
di Sarzanello, domina tutta la valle del fiume Magra
dall'omonima collina e fu di importanza strategica fondamentale
per la storia della città durante la Guerra di Serrezzana.
E' la struttura difensiva più antica della città
in quanto la sua esistenza è testimoniata già a
partire dal 1076.
Oggi.
Sarzana si caratterizza, oltre che per le sue ricchezze storiche
e monumentali, anche per una dinamica e vivace vita culturale.
Eventi quali il Festival della Mente, rassegna
dedicata alla creatività, e come anche il Festival
Internazionale del Teatro di Strada ravvivano ogni anno
l’atmosfera di questa graziosa cittadina ligure. Atmosfera
resa gradevole anche dalla tradizione culinaria del luogo, caratterizzata
dalla fusione di cucina ligure e cucina toscana in un connubio
di salato e dolce, tra una focaccia e un’ottima Spungata
sarzanese.
Come
arrivare.Sarzana ha due stazioni ferroviarie, Sarzana
e Luni, lungo la linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale
compreso tra La Spezia e Pisa. In automobile, prendendo l’autostrada
A12 si può uscire al casello autostradale Sarzana.
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