Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 44 - 8 Dicembre 2008

 

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di Stefano Giovinazzo

 

 


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Viaggio al centro di gravità: scopriamo Riposto

 

di Federica Salvo

 

«La mia parte assente si identificava con l'umidità.» da “Arabian song


Che poesia! Che suoni! Franco Battiato e’ il maestro della musica italiana – senza togliere nulla agli altri -, ma è anche poeta, pittore e regista. E’ colui che i miei genitori mi “costringevano” ad ascoltare e che io cercavo di decifrare tutti i giorni, perché le sue parole, per quanto mi fossero aliene, evocavano certe emozioni. In particolare il verso «Da una finestra di ringhiera mio padre si pettinava, l'odore di brillantina s'impossessava di me.» (tratto da “Mal d’Africa”) mi ha sempre incuriosito, probabilmente per la sua eleganza; anche un oggetto assolutamente materiale, la brillantina, ossia il gel per capelli, è riempita di un significato allegorico che lo rende quasi astratto, evanescente.


E’ il potere di Franco Battiato, cantautore avanguardista, da sempre in grado di attirare una vasta fetta di pubblico grazie alle sue melodie e ai suoi testi colti e ricercati. Spazia dalla filosofia occidentale a quella orientale, dall’etnografia alla sociologia, dalla politica di ogni giorno ai massimi sistemi, dall’aspetto sessuale a quello sentimentale. Nato nel 1945 e trasferitosi a Milano a vent’anni, egli si fece notare con la canzone di protesta. Con Gregorio Alicata fondò infatti un duo, “Gli ambulanti”, che si esibiva davanti alle scuole all’orario di uscita, suscitando curiosità negli studenti e poi anche in Giorgio Gaber che lo aiuta ad entrare nella casa discografica “Jolli”. Non fu l’unica di cui fece parte: nel 1968 entrò nella “Philips” dove incise canzoni più “sentimentali” e dove iniziò a sperimentare. Ma fu solo quando passò all’etichetta “Bla Bla” che cominciò la ricerca “elettronica” e il rock d’avanguardia. Fu comunque con l’ “Emi” che arrivò a produrre e vendere molti dischi, tra cui il famosissimo “L’era del cinghiale bianco” (1979). E poi: “Patriots”, “La voce del padrone” e tanti tanti altri album.


Riposto, il “centro di gravità permanente" di Battiato. Nato a Jonia, oggi Riposto, un paesino nella provincia di Catania. Si chiamava Jonia appunto perché è situato sulla costa del Mar Ionio. Il suo porto è tra i più grandi, infatti viene definito “Porto dell’Etna”. Storicamente, le vicende del paese sono strettamente connesse a quelle di Giarre e di Mascali, appartenenti tutte alla stessa contea. Risposto aveva un po’ il ruolo di “cantina”, perché ivi venivano depositate prodotti agricoli, raccolti e grandi quantità di vino (da qui il nome Riposto, “ripostiglio”). Nel XVIII secolo vi fu un’ondata migratoria di messinesi, scappati dalla loro città per la peste. Nel 1841 il borgo Riposto divenne autonomo e conobbe un discreto sviluppo commerciale ed economico. Infatti vi erano lì le sedi consolari di Svezia, Romania, Norvegia, Uruguay, Francia, Basile, Gran Bretagna.


Nel 1939 fu riunita a Giarre col nome Giarre-Riposto: dalla fusione dei due nacque Jonia durante il periodo fascista. Nel 1945 i due paesi furono nuovamente divisi dopo aver preso in considerazione le diverse origini e vocazioni.


Arte. Di particolare interesse è la Basilica neoclassica di Riposto, costruita tra il XVIII e il XIX secolo dedicata a San Pietro. Al suo interno vi sono diversi dipinti di pittori siciliani, un organo francese del 1800 e un elegante pulpito. Purtroppo non sono mai stati realizzati il campanile e diverse statue marmoree. La prima chiesa ad esser stata costruita è stata quella della Madonna della Lettera, che fu ricostruita per quattro volte: la prima nel periodo arabo-normanna, la seconda nel periodo spagnolo, la terza nel 1700 e l’ultima volta nel 1868.


Come arrivare. Uscire da Catania ed imboccare l’autostrada A18, direzione Messina. Dopo il casello Catania nord, imboccare l’E45 in direzione Giarre. Dopo aver attraversato Giarre, uscire dal paese attraverso Corso Italia ed entrare a Riposto.


Foto: www.alqasar.altervista.org


 

 

 

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