Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 42 del 24 Novembre 2008

 

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Il dramma dei morti in strada.
Intervista a Elena Valdini

 

di Stefano Giovinazzo

 


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Bellagio, ove il futurismo si fermò

 

di Federica Salvo

 

«Poeti, pittori, scultorie musicisti futuristi d'Italia! Finché duri la guerra, lasciamo da parte i versi, i pennelli, gli scalpelli e le orchestre! Son cominciate le rosse vacanze del genio! Nulla possiamo ammirare, oggi, se non le formidabili sinfonie degli shrapnels e le folli sculture che la nostra ispirata artiglieria foggia nelle masse nemiche.» (da "Guerra sola igiene del mondo").

 

Una scrittura rossa, schizofrenica, fatta di tatto e di suoni. E’ questa l’arte di Filippo Tommaso Marinetti, letterato, drammaturgo ed editore nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876 e promotore di un movimento d’avanguardia, il Futurismo. Dopo aver abbandonato gli studi di legge si dedicò interamente alla letteratura, sperimentando diversi stili e tipi di scrittura. Negli anni tra il 1905 e il 1909 diresse la rivista “Poesia” che, solo in un secondo momento, divenne un vero e proprio movimento artistico che prese la denominazione di Futurismo il cui manifesto fu pubblicato il 9 Febbraio 1909 in un quotidiano veronese, “L’Arena”, a scapito di quelle voci che dicono che sia stato pubblicato per la prima volta sulla prima pagina de “Le Figaro”.

 

I primi tre articoli del Manifesto futurista rivolgono un’accusa alla letteratura di fine Ottocento, che esaltava “l’immobilità penosa, l’estasi e il sonno”; l’arte futurista invece esalta “il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”. Già nel terzo articolo si annuncia una certa violenza e determinazione, che contraddistingueranno il movimento e che in seguito influenzeranno la letteratura nazional-fascista del Novecento. Aveva appena finito di scrivere “Il quarto d’ora di poesia della XMas” che una crisi cardiaca lo colse: era il 2 dicembre 1944 e Marinetti si trovava nell’hotel Excelsior, a Bellagio, sulle rive del lago di Como.

 

Bellagio, storia del vertice del triangolo lariano. I primi abitanti della zona furono gli Insubri, almeno fino all’invasione dei Galli che, attorno al 600 a.C. , si installarono a Como e a Milano. I Galli su fusero con i primi abitanti e ne assorbirono i costumi e le tradizioni. Nel 196 a.C. in quella stessa zona arrivarono i Romani, guidati dal console Claudio Marcello, che “vinsero” il territorio nella battaglia di Camerlata. Ai tempi di Giulio Cesare arrivarono nei pressi di Bellagio tantissimi coloni greci, facendo del paese un crogiolo di etnie. Bellagio era rinomata già in tempi antichi: ne parlò Virgilio nelle “Georgiche” e Plinio il Giovane vi si recava per le vacanze estive.

 

Nel 568 d.C. i Longobardi guidati da Alboino invasero la Pianura Padana e anche le zone limitrofe al lago di Como. Con l’arrivo dei Franchi la Lombardia fu suddivisa in contee - Bellagio apparteneva a quella di Milano – e in tal modo si dette al via al feudalesimo. Dopo la dominazione degli Ottoni di Germania cominciò una lunga guerra che durò dieci anni per la successione vescovile nella Diocesi di Como durante la quale Bellagio mise a disposizione di Milano la sua flotta. Ma ciò non servì a vincere la guerra e così Como si ritrovò assoggettata a Milano – cosa che durò per vari decenni -.

 

Il “molo 14”, festa di una diocesi. La prima domenica di maggio nella frazione di San Giovanni, presso Bellagio si tiene la festa del “Molo 14”, aperto a tutti i quattordicenni i quali si suddividono in “mozzi”, “rematori”, “cambusieri”. Essi devono essere “vaccinati” per le varie malattie – che sarebbero i peccati – che potrebbero prendere gli uomini del mare. Il Vescovo in questa occasione si traveste persino da pirata, con tanto di benda ed uncino! Tuttavia la festa non si chiude qui, ma termina con i “Due giorni giovani” in cui i ragazzi raccontano del loro cammino spirituale.

 

PER SAPERNE DI PIU':

 

http://www.comune.bellagio.co.it

 

 

 

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