Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                  ANNO II Num. 40 del 10 Novembre 2008

 

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Certaldo e la Val d'Elsa del Boccaccio

 

di Federica Salvo

 

«Umana cosa è l'aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li quali già hanno di conforto avuto mestiere, e hanno trovato in alcuni: fra' quali, se alcuno mai n'ebbe bisogno, o gli fu caro, o già ne ricevette piacere, io son uno di quegli


Si apre così l’opera più elevata di Giovanni Boccaccio, il Decameron, che è divenuta famosa in tutto il mondo ed è stata anche oggetto di emulazione da parte di altri scrittori che tuttavia non sono riusciti a scavare così a fondo nell’animo umano.


Il luogo di nascita di Boccaccio è incerto: si pensa sia nato a Firenze o Certaldo nel 1313. Sicuramente l’infanzia la trascorse a Firenze, dove studiò le lingue classiche, scoprendo una particolare predilezione per il latino. Da autodidatta imparò la letteratura e se ne appassionò, ma il padre per lui aveva altre ambizioni: il commercio. Per cui lo “spedì” a Napoli ove il Boccaccio adolescente cominciò a studiare il mestiere di banchiere. L’inizio fu molto difficile: Boccaccio fallì nel campo del commercio e anche nell’ambito del diritto canonico, nel quale il padre contava molto pur di fargli imparare un mestiere. Quando tutto a Napoli sembrò andare meglio, tra vita di corte e lussi sfrenati, Boccaccio dovette tornare a Firenze per il tracollo finanziario del padre. Durante la sua gioventù compose diverse opere di stampo classicheggiante: il Filostrato, il Filocolo, il Teseida e altre, ma fu solo nel periodo della sua maturità, a Firenze, che compose l’opera già citata in precedenza e che influenzò moltissimi autori di quel periodo – tra cui lo stesso Geoffrey Chaucer - : il Decameron. Il nome deriva dal greco antico e vuol dire letteralmente “dieci giorni” perché appunto la trama si svolge in un lasso di tempo ristretto. Dieci sono anche i protagonisti – sette ragazze e tre uomini – che raccontano dieci novelle di stampo umoristico ed erotico-bucolico mentre in città imperversa la peste bubbonica.


I motivi ricorrenti nelle novelle sono: la follia per amore, il contrasto tra natura e fortuna, l’amore visto in un’ottica di profondo dolore, la virtù e l’erotismo. Proprio per la presenza di questo tema il Decameron sarà censurato e avrà una scarsa considerazione sino al XX secolo. Dopo una vita travagliata, rimpiangendo una Napoli fatta di corte e di sfizi, si ritirerà a Certaldo, dove negli ultimi anni si preoccupò di commentare pubblicamente i versi della Divina Commedia e dove finirono i suoi giorni. Era il 1375.


Certaldo, scorcio sulla Valdelsa. Situato nella valle percorsa dal fiume Elsa, in provincia di Firenze, di Certaldo se ne conosce l’esistenza già a partire dal periodo etrusco-romano per la presenza di necropoli ed altri reperti. Il nome quasi certamente deriva dal latino cerretum altus che si riferisce agli alberi di cerro. Nel 1164 fu citata in un documento di Federico Barbarossa anche se il mastio inserito all’interno del Palazzo del Vicario risale senza dubbio al periodo gotico o longobardo. La cittadina di Certaldo s’ingrandì molto attorno al 1202, quando la vicina città di Senifonte fu rasa al suolo dai fiorentini. Tra il XVII e il XVIII secolo si costruì il borgo nuovo nella zona sottostante al castello e fu in quel momento che Certaldo divenne una cittadina a vocazione artigianale. Con la costruzione, alla fine del XIX secolo, della linea ferroviaria che conduce a Siena nacquero diverse industrie e proliferarono molte attività commerciali.


Durante le guerre mondiali, in particolar durante la seconda, il paese subì diversi bombardamenti. Anche la casa del Boccaccio fu distrutta per poi essere ricostruita nel secondo dopoguerra.
Eventi. Al celeberrimo autore de Decameron sono dedicate diverse iniziative, come una rassegna gastronomica di slow food, la Boccacesca, e il Premio letterario Giovanni Boccaccio che viene assegnato ogni anno, nel mese di Settembre. Tra i vincitori dell’ambito premio ricordiamo Enzo Biagi, Alberto Bevilacqua e Indro Montanelli.


Una caratteristica manifestazione è la Cena Medievale che si svolge nel Borgo Alto. Atmosfere del 1300, abiti e pietanze di quel periodo riportano i partecipanti nel mondo boccacciano, fatta di banchetti e allegre compagnie.


Foto: http://www.siena-agriturismo.it


 

 

 

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