Certaldo e
la Val d'Elsa del Boccaccio
di Federica Salvo
«Umana
cosa è l'aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna
persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li
quali già hanno di conforto avuto mestiere, e hanno trovato
in alcuni: fra' quali, se alcuno mai n'ebbe bisogno, o gli fu
caro, o già ne ricevette piacere, io son uno di quegli.»
Si apre così l’opera più elevata di Giovanni
Boccaccio, il Decameron, che è divenuta famosa
in tutto il mondo ed è stata anche oggetto di emulazione
da parte di altri scrittori che tuttavia non sono riusciti a scavare
così a fondo nell’animo umano.
Il luogo di nascita di Boccaccio è incerto: si pensa sia
nato a Firenze o Certaldo nel 1313. Sicuramente
l’infanzia la trascorse a Firenze, dove studiò le
lingue classiche, scoprendo una particolare predilezione per il
latino. Da autodidatta imparò la letteratura e se ne appassionò,
ma il padre per lui aveva altre ambizioni: il commercio. Per cui
lo “spedì” a Napoli ove il Boccaccio adolescente
cominciò a studiare il mestiere di banchiere. L’inizio
fu molto difficile: Boccaccio fallì nel campo del commercio
e anche nell’ambito del diritto canonico, nel quale il padre
contava molto pur di fargli imparare un mestiere. Quando tutto
a Napoli sembrò andare meglio, tra vita di corte e lussi
sfrenati, Boccaccio dovette tornare a Firenze per il tracollo
finanziario del padre. Durante la sua gioventù compose
diverse opere di stampo classicheggiante: il Filostrato, il Filocolo,
il Teseida e altre, ma fu solo nel periodo della sua maturità,
a Firenze, che compose l’opera già citata in precedenza
e che influenzò moltissimi autori di quel periodo –
tra cui lo stesso Geoffrey Chaucer - : il Decameron.
Il nome deriva dal greco antico e vuol dire letteralmente “dieci
giorni” perché appunto la trama si svolge in un lasso
di tempo ristretto. Dieci sono anche i protagonisti – sette
ragazze e tre uomini – che raccontano dieci novelle di stampo
umoristico ed erotico-bucolico mentre in città imperversa
la peste bubbonica.
I motivi ricorrenti nelle novelle sono: la follia
per amore, il contrasto tra natura e fortuna, l’amore visto
in un’ottica di profondo dolore, la virtù e l’erotismo.
Proprio per la presenza di questo tema il Decameron sarà
censurato e avrà una scarsa considerazione sino al XX secolo.
Dopo una vita travagliata, rimpiangendo una Napoli fatta di corte
e di sfizi, si ritirerà a Certaldo, dove
negli ultimi anni si preoccupò di commentare pubblicamente
i versi della Divina Commedia e dove finirono i suoi giorni. Era
il 1375.
Certaldo, scorcio sulla Valdelsa. Situato nella
valle percorsa dal fiume Elsa, in provincia di
Firenze, di Certaldo se ne conosce l’esistenza già
a partire dal periodo etrusco-romano per la presenza di necropoli
ed altri reperti. Il nome quasi certamente deriva dal latino cerretum
altus che si riferisce agli alberi di cerro. Nel 1164 fu
citata in un documento di Federico Barbarossa anche se il mastio
inserito all’interno del Palazzo del Vicario
risale senza dubbio al periodo gotico o longobardo. La cittadina
di Certaldo s’ingrandì molto attorno al 1202, quando
la vicina città di Senifonte fu rasa al suolo dai fiorentini.
Tra il XVII e il XVIII secolo si costruì il borgo nuovo
nella zona sottostante al castello e fu in quel momento che Certaldo
divenne una cittadina a vocazione artigianale. Con la costruzione,
alla fine del XIX secolo, della linea ferroviaria che conduce
a Siena nacquero diverse industrie e proliferarono molte attività
commerciali.
Durante le guerre mondiali, in particolar durante la seconda,
il paese subì diversi bombardamenti. Anche la casa del
Boccaccio fu distrutta per poi essere ricostruita nel secondo
dopoguerra.
Eventi. Al celeberrimo autore de Decameron sono
dedicate diverse iniziative, come una rassegna gastronomica di
slow food, la Boccacesca, e il Premio
letterario Giovanni Boccaccio che viene assegnato ogni
anno, nel mese di Settembre. Tra i vincitori dell’ambito
premio ricordiamo Enzo Biagi, Alberto Bevilacqua e Indro Montanelli.
Una caratteristica manifestazione è la Cena Medievale che
si svolge nel Borgo Alto. Atmosfere del 1300, abiti e pietanze
di quel periodo riportano i partecipanti nel mondo boccacciano,
fatta di banchetti e allegre compagnie.
Foto: http://www.siena-agriturismo.it
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