Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                  ANNO II Num. 39 del 3 Novembre 2008

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Lungo i percorsi del papa eremita Celestino V

 

di Dario De Cristofaro

 

Pietro del Morrone. Era il 29 agosto del 1294 quando il frate eremita Pietro del Morrone venne incoronato papa con il nome di Celestino V, nell’abbazia di Santa Maria di Collemaggio presso L’Aquila. Circa quattro mesi dopo, il 13 dicembre dello stesso anno, Celestino V rinunciò al soglio papale adducendo a motivo di tale sorprendente gesto la fragilità del suo corpo, ormai troppo anziano, e la necessità di un ritorno alla vita contemplativa. Suo successore al trono di Pietro fu il tanto temuto Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani.

 

Passato alla storia come il papa del “gran rifiuto”, sebbene non sia di sicura interpretazione il riferimento dantesco a Celestino V, Pietro del Morrone fu prima di tutto uomo dalla forte vocazione ascetica nonché camminatore infaticabile. Nato da famiglia contadina in terra molisana, fu avviato alla vita monastica sin da giovane, ma altrettanto presto ebbe il sopravvento in lui quell’istinto ramingo che lo infiammò per quasi tutta la vita. Alternando periodi di estremo isolamento, soprattutto sui monti della Maiella, ma anche in altre località dell’Italia centrale e meridionale, a momenti di contatto con il mondo, Pietro del Morrone cominciò a farsi conoscere per la sua ferrea condotta di vita e per i miracoli che compieva lungo il cammino, divenendo ben presto guida spirituale della congregazione dei “Fratelli penitenti dello Spirito Santo” che fecero proprio della Maiella il centro propulsore del movimento.

 

Gli eremi di Celestino V. E’ l’Italia centrale e meridionale quella che fu luogo privilegiato del cammino ascetico del frate molisano. Un percorso ideale, che, partendo dalla Maiella, tocca Roma, Napoli e Benevento, sul versante tirrenico, per poi raggiungere, attraverso gli Appennini, la penisola garganica e i paesi della costa adriatica, in un viaggio circolare tra Abruzzo, Lazio , Campania, Molise e Puglia.

 

Per chiunque volesse rivivere i “luoghi celestini”, la guida Gli eremi di Celestino V, redatta da Riccardo Carnovalini e da Roberta Ferraris per Terre di Mezzo Editore, si presenta come un’indispensabile compagna di viaggio. I due autori propongono infatti un percorso in ventinove tappe, accuratamente descritte, da percorrere a piedi e su vie ferroviarie secondarie, nei luoghi che furono cari a Pietro del Morrone. In ventinove giorni, partendo da Roma, chiunque potrà attraversare cinque delle regioni più verdi d’Italia e visitare città dal fascino indiscusso come Sulmona, Napoli e Benevento, oltre che luoghi di rara solitudine come l’eremo di Santo Spirito presso Roccamorice o come l’eremo di San Giovanni all’Orfento, per poi far ritorno nuovamente nella Città Eterna.

 

Ognuna delle ventinove tappe è accompagnata da dettagliate informazioni, quali il tempo di percorrenza, il livello di difficoltà del percorso e i consigli essenziali riguardanti il vitto e l’alloggio. Le parti del tragitto da compiere a piedi sono illustrate da pratiche cartine facilmente leggibili anche dai meno esperti. Infine, una breve sezione nelle pagine iniziali, intitolata “In viaggio”, presenta una panoramica generale di tutto l’itinerario celestino con consigli indispensabili quali l’equipaggiamento, il costo complessivo e le notizie riguardanti i treni e tutti i mezzi pubblici che verranno utilizzati lungo il cammino.

 

Riccardo Carnovalini è nato a La Spezia nel 1957. Camminatore di professione, ha compiuto lunghi viaggi a piedi da un capo all’altro della penisola. Vive e lavora con Roberta Ferraris, compagna di vita e di viaggi, in una cascina nelle Alte Langhe, poco distante da Ceva.

 

Foto: http://www.libreriauniversitaria.it

 

 

 

 

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