Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                  ANNO II Num. 38 del 27 Ottobre 2008

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Cassine, l’eco poetica di Luigi Tenco

 

di Federica Salvo

 

E lontano, lontano nel mondo
in un sorriso sulle labbra di un altro
troverai questa mia timidezza
per cui tu mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto,
l'aria triste che tu amavi tanto.

 

Tratto da “Lontano lontano”.

 

Poche frasi, tratte da una canzone, che rivelano la timidezza, la dolcezza e la tristezza di Luigi Tenco, cantautore italiano vissuto ahimè solo ventinove ma intensi anni. Nato il 21 Marzo 1939, orfano di padre, trascorse la sua infanzia a Cassine – dove nacque -, poi a Ricaldone e infine in Liguria dove frequentò dapprima il liceo classico e dopo quello scientifico. In questo periodo si avvicinò al mondo della musica, fondando prima la Jerry Roll Boys Jazz Band e poi i Diavoli del Rock: in entrambe le band era presente anche Bruno Lauzi. Fu uno tuttavia il gruppo col quale raggiunse la notorietà: I Cavalieri, fondato nel 1959 e in occasione del quale adottò un nome d’arte, Gigi Mai. Nel 1961 uscì il suo primo 45 giri come solista e poco dopo entrò in contatto anche col mondo del cinema, cantando nel film “La cuccagna” La ballata dell’eroe di Fabrizio De Andrè.

 

Tenco conobbe a Roma Dalida, con la quale intraprese una relazione non solo amorosa ma anche professionale: nel 1967, infatti, si presentarono al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, mal giudicata dalla critica e dallo stesso cantante. Fu proprio al Festival di Sanremo che avvenne la tragedia: nella notte tra il 26 e il 27 Gennaio Dalida attorno alle 2.00 di notte trovò il corpo esanime di Tenco nella dependance dell’hotel in cui alloggiavano. La morte è avvolta nel mistero, in particolare per quanto riguarda l’ora del decesso e anche perché le dinamiche sono incerte: si dice che si suicidò sparandosi un colpo alla tempia sinistra, sebbene egli non fosse mancino. Inoltre vi sono stati troppi pasticci durante le investigazioni: testimonianze discordanti, assenza di rilievi fotografici sul luogo, mancata effettuazione dell’autopsia e via dicendo. Comunque una cosa è certa: il caso è stato archiviato definitivamente nel 2006 con la certezza del suicidio.

 

La morte prematura ed enigmatica, l’estro indiscutibile di un genio della musica, il profondo fascino di un uomo malinconico hanno fatto di Luigi Tenco un mito, che difficilmente l’Italia potrà dimenticare.

 

Cassine, alla sinistra della Bormida. Il comune piemontese di Cassine si trova nella provincia di Alessandria ed è sito in collina. E’ stato accertato che vi sono stati degli insediamenti preromani nella pianura attraversata dal Bormida: si trattava degli Statielli, di origine ligure. Nel 173 a.C. il territorio Cassinese divenne parte del Municipio Acquae Statiellae. Solo a partire dall’anno 1164 il paese fu donato a Guglielmo di Monferrato da Federico I, ma ben presto il comune di Alessandria rivendicò il possesso di Cassese, tra l’altro col consenso dello stesso. Nel basso medioevo divenne un borgo fortificato che più volte fu messo sotto assedio, per esempio da Carlo V e dai Francesi nel XVII secolo. Difatti poco dopo Cassine fu ammesso nel regno sabaudo. Attorno al XIX e XX secolo vi fu l’esigenza di allargare il territorio, e così vennero create le attuali Piazza Cadorna e Piazza San Sebastiano.

 

Chiesa di Santa Caterina. Sebbene alcuni documenti dimostrino che essa risalga al XV secolo, la Chiesa è stata completata solo nel XVIII secolo ad opera dell’architetto Caselli. Al suo interno vi sono dipinti di Gambini e una statua probabilmente del Maragliano .
Chiesa di San Giacomo. Presenta degli elementi tipici dell’arte romanica . Risalente al XII secolo, essa è stata rimaneggiata circa tre secoli dopo e n’è una prova tangibile un’immagine della Madonna con Bambino risalente appunto al XV secolo.

 

S.O.S arte. La Chiesa di San Francesco – 1200/1300 –, eretta per volontà dei Minori Conventuali Francescani, è ricca di affreschi trecenteschi nella cappelletta di San Michele e di affreschi tardogotici in quella di San Giovanni. Nel 1997 la chiesa è stata saccheggiata di ben otto dipinti, il più vecchio dei quali risale al XIX secolo. Una vera perdita per Cassine, considerata la bellezza di certe opere. L’elenco completo lo potete trovare all’indirizzo: http://www.nillimeg.com/cassine/le_8_opere_trafugate.htm .

 

Foto: www.emmeti.it


 

 

 

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