Cassine, l’eco
poetica di Luigi Tenco
di Federica Salvo
E
lontano, lontano nel mondo
in un sorriso sulle labbra di un altro
troverai questa mia timidezza
per cui tu mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto,
l'aria triste che tu amavi tanto.
Tratto da “Lontano lontano”.
Poche
frasi, tratte da una canzone, che rivelano la timidezza, la dolcezza
e la tristezza di Luigi Tenco, cantautore italiano
vissuto ahimè solo ventinove ma intensi anni. Nato il 21
Marzo 1939, orfano di padre, trascorse la sua infanzia a Cassine
– dove nacque -, poi a Ricaldone e infine in Liguria dove
frequentò dapprima il liceo classico e dopo quello scientifico.
In questo periodo si avvicinò al mondo della musica, fondando
prima la Jerry Roll Boys Jazz Band e poi i Diavoli
del Rock: in entrambe le band era presente anche Bruno
Lauzi. Fu uno tuttavia il gruppo col quale raggiunse la notorietà:
I Cavalieri, fondato nel 1959 e in occasione
del quale adottò un nome d’arte, Gigi Mai. Nel 1961
uscì il suo primo 45 giri come solista e poco dopo entrò
in contatto anche col mondo del cinema, cantando nel film “La
cuccagna” La ballata dell’eroe di
Fabrizio De Andrè.
Tenco
conobbe a Roma Dalida, con la quale intraprese
una relazione non solo amorosa ma anche professionale: nel 1967,
infatti, si presentarono al Festival di Sanremo
con la canzone Ciao amore ciao, mal giudicata
dalla critica e dallo stesso cantante. Fu proprio al Festival
di Sanremo che avvenne la tragedia: nella notte tra il 26 e il
27 Gennaio Dalida attorno alle 2.00 di notte trovò il corpo
esanime di Tenco nella dependance dell’hotel in cui alloggiavano.
La morte è avvolta nel mistero, in particolare per quanto
riguarda l’ora del decesso e anche perché le dinamiche
sono incerte: si dice che si suicidò sparandosi un colpo
alla tempia sinistra, sebbene egli non fosse mancino. Inoltre
vi sono stati troppi pasticci durante le investigazioni: testimonianze
discordanti, assenza di rilievi fotografici sul luogo, mancata
effettuazione dell’autopsia e via dicendo. Comunque una
cosa è certa: il caso è stato archiviato definitivamente
nel 2006 con la certezza del suicidio.
La morte prematura ed enigmatica, l’estro
indiscutibile di un genio della musica, il profondo fascino di
un uomo malinconico hanno fatto di Luigi Tenco un mito, che difficilmente
l’Italia potrà dimenticare.
Cassine,
alla sinistra della Bormida. Il comune piemontese di
Cassine si trova nella provincia di Alessandria
ed è sito in collina. E’ stato accertato che vi sono
stati degli insediamenti preromani nella pianura attraversata
dal Bormida: si trattava degli Statielli, di origine ligure. Nel
173 a.C. il territorio Cassinese divenne parte del Municipio Acquae
Statiellae. Solo a partire dall’anno 1164 il paese
fu donato a Guglielmo di Monferrato da Federico I, ma ben presto
il comune di Alessandria rivendicò il possesso di Cassese,
tra l’altro col consenso dello stesso. Nel basso medioevo
divenne un borgo fortificato che più volte fu messo sotto
assedio, per esempio da Carlo V e dai Francesi nel XVII secolo.
Difatti poco dopo Cassine fu ammesso nel regno sabaudo. Attorno
al XIX e XX secolo vi fu l’esigenza di allargare il territorio,
e così vennero create le attuali Piazza Cadorna e Piazza
San Sebastiano.
Chiesa
di Santa Caterina. Sebbene alcuni documenti dimostrino
che essa risalga al XV secolo, la Chiesa è stata completata
solo nel XVIII secolo ad opera dell’architetto Caselli.
Al suo interno vi sono dipinti di Gambini e una statua probabilmente
del Maragliano .
Chiesa di San Giacomo. Presenta degli elementi
tipici dell’arte romanica . Risalente al XII secolo, essa
è stata rimaneggiata circa tre secoli dopo e n’è
una prova tangibile un’immagine della Madonna con Bambino
risalente appunto al XV secolo.
S.O.S
arte. La Chiesa di San Francesco – 1200/1300 –,
eretta per volontà dei Minori Conventuali Francescani,
è ricca di affreschi trecenteschi nella cappelletta di
San Michele e di affreschi tardogotici in quella di San Giovanni.
Nel 1997 la chiesa è stata saccheggiata di ben otto dipinti,
il più vecchio dei quali risale al XIX secolo. Una vera
perdita per Cassine, considerata la bellezza di certe opere. L’elenco
completo lo potete trovare all’indirizzo: http://www.nillimeg.com/cassine/le_8_opere_trafugate.htm
.
Foto:
www.emmeti.it
|