Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                  ANNO II Num. 37 del 20 Ottobre 2008

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Aliano, la Lucania di Carlo Levi

 

di Dario De Cristofaro

 

Un artista al confino. E’ il maggio del 1935 quando Carlo Levi, pittore e scrittore tra i più raffinati del panorama artistico italiano del novecento, viene arrestato per la seconda volta con l’accusa di sospetta attività antifascista e mandato al confino politico in Lucania. I due anni di esilio forzato a contatto con la popolazione autoctona ispireranno quello che sarà il suo romanzo di maggior successo, Cristo si è fermato a Eboli, straziante e lucida testimonianza di un mondo antico, emarginato ai confini dello Stato e della Storia, dove neppure la parola di Cristo sembra mai essere arrivata.

 

“-Noi non siamo cristiani, - essi dicono, - Cristo si è fermato a Eboli- . Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo... Ma la frase ha un senso molto più profondo, che, come sempre, nei modi simbolici, è quello letterale. Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia”. Così, spinto da una attenta curiosità priva di pregiudizi, Carlo Levi inizierà a raccontare di questo mondo dimenticato, di “questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terreno, che sta per sempre nelle cose”.

 

La notorietà raggiunta come scrittore con la pubblicazione di Cristo si è fermato a Eboli, uscito presso Einaudi nel 1945, non deve far dimenticare quella che fu la vera grande passione di Carlo Levi, la pittura. L’esperienza al confino risulta molto proficua anche in questo ambito, inducendolo alla scelta di un realismo pittorico, inteso in senso strettamente esistenziale. Molti soggetti da lui dipinti riflettono infatti la sua sentita partecipazione ai problemi socioeconomici del Mezzogiorno. La volontà dello scrittore di tornare un giorno dagli abitanti di Gagliano verrà esaudita solo dopo la sua morte, avvenuta il 4 gennaio del 1975: Carlo Levi è sepolto nel cimitero di Aliano, la Gagliano del suo libro, tra coloro che chiamò “i suoi contadini”.

 

Gagliano, l'odierna Aliano.“Il paese, a prima vista, non sembra un paese, ma un piccolo insieme di casette sparse, bianche, con una certa pretesa nella loro miseria. Non è in vetta al monte, come tutti gli altri, ma in una specie di sella irregolare in mezzo a profondi burroni pittoreschi...” Al momento dell’arrivo è così che appare agli occhi di Carlo Levi il piccolo paese di Gagliano, oggi Aliano, un comune di poco più di mille abitanti nella provincia di Matera. Immersa nel paesaggio lunare dei calanchi, enormi colline rocciose erose dal vento e dalla pioggia, Aliano è ancora oggi isolata tra le creste dei suoi burroni e, sebbene i "sentieri" descritti da Levi siano stati attualmente asfaltati, l'impressione di inoppugnabilità che si prova osservando il paese dalla valle conferisce al luogo un'aria misteriosa e austera che stimola la curiosità ed invita alla sua graduale scoperta.

 

Per chi si addentra nel paese, la casa in cui dimorò Levi giace ancora là, in via di Cisterna, spoglia come allora eppur ricca di memoria. Adibita a museo, raccoglie lettere, documenti, disegni, oltre alle preziose litografie originali, realizzate dallo scrittore durante il periodo di confino.
Sempre presso l’abitazione in cui soggiornò lo scrittore, al piano terra si trova il Museo della Civiltà Contadina che espone utensili, macchinari ma anche aspetti della vita quotidiana dei contadini della terra lucana.

 

Infine, il Parco letterario “Caro Levi”, istituito recentemente in onore dello scrittore torinese, con la finalità di tutelare e valorizzare le aree del territorio che furono fonte di ispirazione per la scrittura e la pittura, permette di riscoprire, con gli occhi che furono di Carlo Levi, attraverso rappresentazioni teatrali all’aperto e percorsi guidati, le sensazioni e le emozioni descritte nel famoso libro.

 

Come arrivare. Da Matera, con l’automobile, percorrere la Strada Statale 7, fino alle svincolo per la Strada Statale 407. Continuare poi per la Strada Statale 103 fino allo svincolo per la Strada Statale 598. Svoltare infine in via Cisterna.

 

Foto: www.zerodelta.net/immagini/aliano_veduta.jpg

 

 

 

 

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