Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                ANNO II Num. 34-35 del 6 Ottobre 2008

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Guareschi e le atmosfere della Bassa

 

di Dario De Cristofaro

 

Guareschi umorista. Cento anni fa, il 1 maggio del 1908, nasceva a Fontanelle, frazione di Roccabianca, nella provincia di Parma, lo scrittore e grande umorista Giovannino Guareschi. Dal suo genio, oltre ai celebri personaggi di Don Camillo e Peppone, nacquero vignette e slogan con le quali, forse meglio di chiunque altro, lo scrittore riuscì a sintetizzare le incomprensioni e le incoerenza di quell'Italia del dopoguerra, così combattuta tra scelte filo-occidentali e ideali filo-sovietici.

 

"Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no" o anche "100.000 soldati italiani non sono tornati dalla Russia. Mamma, votagli contro anche per me", sono due delle celebri frasi ad effetto accompagnate da disegni, con le quali Guareschi pensò di spronare gli animi del popolo italiano durante la campagna elettorale del 1948. Così, attaccando con aspro umorismo l'allora Fronte Popolare, formato principalmente dall'alleanza tra il Partito Comunista Italiano ed il Partito Socialista Italiano, lo scrittore emiliano riuscì ad influenzare notevolmente le coscienze degli elettori, favorendo la vittoria della Democrazia Cristiana.

 

Questa dicotomia che caratterizzò per molti anni la situazione politica italiana rivive in maniera caricaturale nella serie di racconti, pubblicati da Guareschi a partire dal marzo 1948, che vede come protagonisti di vicende umoristiche il robusto parroco di campagna Don Camillo ed il sindaco comunista Peppone. Tale fu il successo di questi racconti che i libri di Guareschi furono ristampati più volte, permettendo all'autore di divenire lo scrittore italiano più venduto al mondo. La definitiva consacrazione arrivò con la rappresentazione cinematografica di alcuni di questi racconti: le magistrali interpretazioni di Fernandel nei panni di Don Camillo e di Gino Cervi come Peppone fecero il resto, immortalando per sempre nella pellicola uno spaccato di società così fragile e combattuta come fu quella italiana negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

 

La Bassa. "Così vi ho detto, amici miei, come sono nati il mio pretone e il mio grosso sindaco della Bassa.[...]Chi li ha creati è la Bassa. Io li ho incontrati, li ho presi sottobraccio e li ho fatti camminare su e giù per l'alfabeto ". Siamo nella Bassa, la pianura dell'Emilia Romagna, nel tratto che da Parma arriva fino al Po. E' da questa terra che, come ci dice lo stesso Guareschi, prendono vita i personaggi di Peppone e Don Camillo. Così, chi vorrà lasciarsi andare, magari in bicicletta, senza temer di rimanere solo con i proprio pensieri, facilmente potrà rivisitare i "luoghi guareschiani", dove sembra regnare ancora oggi quell'atmosfera speciale, buona per i vivi come per i morti.

 

Il territorio della Bassa non è infatti così ampio come si potrebbe pensare. Partendo da Polesine Parmense si costeggia il Po fino a Brescello per continuare poi all'interno verso i paesini di Soragna, Busseto e soprattutto Roncole Verdi, patria di Giuseppe Verdi e nel cui cimitero si trovano le spoglie di Guareschi.

 

A Brescello, in particolare, piccolo comune ad una ventina di chilometri da Parma, c'è il "Museo Peppone e Don Camillo", allestito nel Centro Culturale San Benedetto e dedicato alle fortunate rappresentazioni cinematografiche degli episodi interpretati magistralmente da Fernandel e Gino Cervi. Il paese infatti fu scelto come set per i film franco-italiani basati sulle storie di Guareschi: là si può verificare con i propri occhi come realmente la chiesa di Don Camillo si trovi di fronte al municipio di Peppone. Nel museo, aperto durante tutta la settimana, oltre a cimeli e fotografie relative ai film, sono conservate anche alcune edizioni del Candido, settimanale del sabato fondato dallo scrittore emiliano, oltre che ad alcune copie delle sue opere.

 

Come Arrivare. Con l'automobile, dal casello autostradale di Parma si può scegliere di prendere la Strada Statale 343 per Colorno o la Strada Statale 62 in direzione Sorbolo. Con il treno da Parma si deve prendere la linea Parma - Suzzara e scendere alla stazione Brescello - Viadana.

 

Foto: http://www.radiobbsi.it/brescello2.jpg

 

 

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