Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                  ANNO II Num. 31 del 4 Agosto 2008

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Arquà, il borgo di Francesco Petrarca

 

di Federica Salvo

 

Ed effettivamente fu un "bel morir" quello di Francesco Petrarca, che si spense ad Arquà tra il 18 e il 19 Luglio 1374, mentre era intento ad analizzare un testo di Virgilio.

 

Una vita tra la Toscana, la Francia (Avignone), il Belgio, la Germania; una vita per gli autori classici; una vita per Laura , suo grande amore seppur ostacolato da una carriera ecclesiastica intrapresa più che altro per ragioni economiche. Amante dei viaggi, alla ricerca della cultura e del sapere, Petrarca vagabondò per la penisola italiana per quasi tutta la sua vita giungendo a Roma, Parma, Milano. Da qui si spostò nel 1361 per sfuggire alla peste, e fu in questo momento che "abbracciò" e conobbe il Nord-est. Dapprima a Padova, poi a Venezia, poi a Verona ed infine nella tranquilla Arquà, paesino sito sui Colli Euganei dove si trasferì nel 1370 con tutti i suoi libri e da cui mai si spostò, se non raramente. Instaurò un solido legame con la famiglia dei Peraga, che gli stette sempre accanto. Anche nel giorno dei funerali di Petrarca che furono celebrati dal frate Bonaventura Badoer Peraga. Le spoglie del poeta sono conservate nella chiesa parrocchiale di Arquà Petrarca, secondo la sua volontà.

 

Arquà, Petrarca e la sua storia. In latino Arquatum, in volgare Arquada, questo paesino della provincia padovana ha origini che risalgono sicuramente al periodo medievale, considerata innanzitutto la presenza di Petrarca attorno al 1300. Tuttavia alla fine del XIX secolo è stato scoperto un sito risalente all'epoca preistorica che copre i territori di Arquà e del vicino Monselice. Dunque vi fu inizialmente lo stanziamento dei Veneti, poi dei Romani - il territorio faceva parte della Decima regione -. In un documento si è attestata l'esistenza di un antico castello normanno, le cui mura oramai sono scomparse e che avrebbe rappresentato il fulcro del borgo medievale. Successivamente alla morte di Petrarca tantissimi veneti hanno deciso di stanziarsi in questo caratteristico paesino, arricchendolo così dei vere e proprie opere d'arte dell'architettura. Lo stesso poeta ha detto di Arquà: "Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo". Il paesino riuscì ad elevarsi al rango di comune nel 1866, quando il Veneto fu annesso all'Italia; nel 1868 il nome Arquà fu modificato in Arquà Petrarca.

 

Uno dei borghi più belli d'Italia. La casa del Petrarca ha una struttura che affonda le sue radici nel lontano 1369, quando fu donata al poeta da Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova. Costituito da due corpi, Petrarca adibì la parte situata a sinistra a casa familiare, mentre la parte di destra ad alloggio per la servitù. Grazie ad un nobile padovano, Valdezocco, le pareti della casa sono state decorate con affreschi che rappresentano il Canzoniere, i Trionfi e l' Africa, alcune tra le opere più rinomate del poeta. L'ultimo proprietario della casa, il cardinale Silvestri, ha donato l'unità abitativa al comune di Padova nel 1875. La tomba del poeta invece è di proprietà del comune di Arquà Petrarca. Essa ricorda le tombe romane ed ha un epitaffio scritto in latino, voluto da Petrarca stesso: "FRIGIDA FRANCISCI LAPIS HIC TEGIT OSSA PETRARCE; SUSCIPE VIRGO PARENS ANIMAM; SATE VIRGINE PACE. FESSAQ(UE) IAM TERRIS CELI REQUIESCAT IN ARCE". L'Oratorio SS Trinità ha origini antichissime ed era molto amato da Petrarca che vi si recava spesso a pregare. Attorno al 1300 fu ingrandito ed affrescato. Accanto ad esso si erge la Loggia dei Vicari , luogo di riunione, attorno al '200, tra i capifamiglia del paese e i Vicari, scoperchiata da diversi secoli e solo recentemente recuperata. I Vicari erano i governatori di Arquà per conto della Serenissima.

 

Gli eventi. Diverse sono le manifestazioni culturali e tradizionali ad Arquà Petrarca. Da ricordare la Festa di Maggio in cui rivivono le antiche arti e gli antichi mestieri del periodo medievale; il Moscato Arquà Festival Jazz ha luogo la prima settimana di settembre e vede come protagonista il miglior vino dei Colli Euganei, il Moscato appunto, accompagnandone la degustazione con le note del jazz. L'ultima settimana di Settembre invece si ha la Festa del Biologico, in cui si espongono appunto prodotti biologici e genuini. Infine, l'ultima domenica di Novembre vi sarà la Festa dell'Olio Novello, essendo uno dei prodotti tipici e più rinomati di Arquà. Quest'anno si terrà la quarta edizione.

 

Come arrivare . Uscire dall'autostrada A13 Padova-Bologna al casello di Monselice e seguire la direzione per Padova fino a quando non si giunge ad un semaforo. A quel punto svoltare a sinistra per arrivare al Borgo. Andare sempre dritto costeggiando il lago e al bivio che ad un tratto si presenterà innanzi svoltare a sinistra: sarete nello splendido centro storico!

 

Foto: http://www.arquapetrarca.com

 

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