Il germogliatore: una tendenza vegan salutare

by ghigliottina on

Il germogliatore non è altro che un contenitore in plastica, terracotta o vetro che svolge la funzione di serra per i semini che farà germogliare.
Per evitare che si formino muffe e mantenere una buona areazione, la “serra” è composta da cestelli forati sovrapponibili a più strati.

Prima metterli a germogliare, i semi vanno tenuti per 12/24 ore in ammollo in semplice acqua.
Una volta trascorso il tempo indicato basta scolare i semi dall’acqua e posizionarli sui ripiani del germogliatore: mantenere in un luogo caldo ma non esposti al sole e vaporizzare con acqua un paio di volte al giorno.
Nel giro di 24 ore o al massimo un paio di giorni, si vedranno spuntare le radichette e subito le prime foglioline: da quel momento si possono consumarli.

E’ molto importante controllare che non si formino ristagni di acqua e mantenere una buona circolazione d’aria: questo è quello che eviterà che i semi marciscano e la formazione delle muffe.
I costi del germogliatore variano molto da modello a modello e partono dai 20 euro per arrivare ai 250 euro.
Si trovano diversi modelli anche online.

Non tutti i semi germogliati sono adatti all’alimentazione. In genere si utilizzano cereali e legumi.
Grazie al mondo vegano riscopriamo la potenza dei germogli che sono l’esempio pratico della forza che la natura utilizza per produrre energia.
I germogli si ottengono con un costo molto basso, sono ricchi di enzimi, oligoelementi e vitamine oltre a risultare di facile digestione.
Già nel 2700 a.C., nel “Grande Erbario della Medicina Cinese” erano citati i germogli di soia crudi per la cura di edemi, crampi, male alle ginocchia, problemi polmonari, disturbi della digestione, ecc.

Durante la germinazione avviene una trasformazione e aumentano gli acidi nucleici, gli oligoelementi i sali minerali che rendono il tutto più assimilabile da parte dell’organismo.
Le vitamine possono aumentare del 100% e la vitamina A, in particolare, può crescere del 370% in tre giorni.
La presenza di ferro e vitamina B12 li rende indicati per evitare carenze in chi segue una dieta vegetariana, ma non solo, sono adatti anche a chi ha un’alimentazione sbilanciata.

I semi da far germogliare si trovano facilmente e in genere consistono in: ceci, lenticchie, fagioli, riso, avena, soia, fave, orzo, grano, segale, miglio, farro, finocchio, aglio, quinoa, broccolo, porro, lino, cipolla, sedano, senape, rapa, zucca e tantissimi altri.
Non consumare germogli di patata che possono creare serie problematiche.

Una volta ottenuti i germogli, i metodi di consumo sono i più svariati: in insalata, crudi da guarnizione, abbinati a frutta secca e chicchi di melograno, in meravigliose e corroboranti zuppe, saltati in padella, abbinati ad altre verdure in involtini o polpette.
Un metodo semplice e gustoso per ottenere sempre il massimo dalla natura.

Written by: ghigliottina

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