Il
Natale siamo noi
di
Stefano Giovinazzo
E’
ormai giunta al terzo anno consecutivo l’iniziativa “Il
Natale siamo noi”, promossa dall’On. Antonio
Palmieri, per “rispondere all'azione di quanti demoliscono
le nostre tradizioni e impediscono a tutti i bimbi, italiani e
stranieri, di capire meglio chi sono, quali sono le radici del
nostro popolo e del nostro Paese”. Nel 2006 Palmieri
raccolse oltre 21.000 firme sulla petizione online, che consegnò
a marzo 2007 al segretario generale della presidenza della Repubblica,
come si vede nel sito.
Ma scopriamo alcune ragioni che spiegano il perché fare
il presepe a scuola fa bene a tutti gli studenti.
- La conoscenza reciproca alimenta il dialogo e il rispetto.
Gli studenti immigrati di religione non cristiana vengono rispettati
di più se noi non cancelliamo i simboli della nostra tradizione
e della religione storicamente maggioritaria nel nostro Paese
e non li priviamo della possibilità di conoscere un pezzo
della storia e della cultura del Paese nel quale vivono e del
quale un domani potrebbero diventare cittadini.
- I musulmani non sono offesi dalla celebrazione del Natale. Al
contrario, il Natale ha le caratteristiche per essere
una festa condivisa, in quanto l'Islam venera Maria e
considera Gesù l’ultimo profeta prima di Maometto.
In numerosi Paesi a maggioranza islamica, il Natale (cattolico
o ortodosso) è considerato festa nazionale.
-
“Rispettare” gli studenti immigrati
non cristiani non può significare discriminare quelli cristiani.
Non è corretto discriminare i molti studenti immigrati
di religione cattolica o più in generale cristiana, impedendo
loro di festeggiare a scuola il Natale. D’altronde essi
potrebbero arricchire la nostra cultura, “insegnandoci”
il modo in cui il Natale viene festeggiato nei loro Paesi d’origine.
- Non si può “tutelare” la minoranza limitando
i diritti della maggioranza. Vivere in una società multiculturale
non comporta le necessità di rendere i bambini italiani
“orfani” della loro origine, privandoli della possibilità
di conoscere un simbolo della storia religiosa, culturale, artistica,
popolare italiana. Rispettare le diversità non significa
negare le differenze ma imparare a farle convivere in
armonia e rispetto.
- Natale è la festa che ricorda l’evento storico
della nascita di Gesù Cristo. Questo evento sta
alla radice della nostra civiltà al punto tale
che noi contiamo gli anni a partire da esso. A prescindere dall’adesione
alla religione cattolica, negare il Natale di Gesù significa
negare l’origine della nostra civiltà. E’ un
atto violento: non a caso furono i nazisti i primi a sostituire
il Natale con la Festa della Luce.
- Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di diventare
cristiano. Il presepe è simbolo di amore e di accoglienza,
segno di pace e di fratellanza universale. memoria del sorgere
del cristianesimo, religione del nostro paese e fondamento dei
valori universali propri di ogni essere umano: libertà,
uguaglianza, pari dignità tra uomo e donna. Sono le basi
su cui costruire una integrazione autentica, basata sul rispetto
reciproco.
- La laicità è un metodo, non è
un contenuto. Essere laici non significa essere anticristiani
ma approcciare in modo ragionevole la realtà e impedire
che una posizione prevalga in modo violento sulle altre. La vera
laicità include, non esclude, apre al confronto, non chiude
fuori dalla porta culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza
il meglio.
- La “neutralità religiosa”
offende tutti. Se si toglie dalla scuola il presepe e il riferimento
alla nascita di Gesù, per logica conseguenza va tolto ogni
riferimento a ricorrenze come il Ramadan o Halloween (è
la contrazione di All Hallows Eve che significa "vigilia
di Tutti i Santi", la Festa di tutti i Santi); senza dimenticare
che lo stesso “laico” Babbo Natale, che in molte scuole
porta i doni “al posto” di Gesù Bambino, in
realtà è Santa Klaus, cioè San Nicola.
- Tolto il presepe, Natale rimane esclusivamente una festa
del consumismo, fatta di regali e di abbuffate, priva
di valori e di insegnamenti. E’ a questo che vogliamo educare
gli studenti delle nostre scuole?
Iniziativa lodevole che mira a costruire più che a distruggere,
ad aggregare invece di allontanare, che si erge ad atto d’amore
allontanando odio e mancanza di rispetto verso gli altri e le
altre ragioni.
Antonio Palmieri è nato a Milano il 14
febbraio 1961 ed è deputato nelle liste del PDL dal 22
aprile 2008. Laureato in filosofia, specializzazione in comunicazione
è esperto di marketing, comunicazione ed internet.
PER SAPERNE DI PIU’:
Fai il tuo presepe: http://www.agescicapua4.it/capua4/LC/maniabili_presepe_da_ritagliare.htm
|