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Lavoro:
un nuovo contratto per tutti
di
Alessandro Cascia
Il libro di Tito Boeri e Pietro Garibaldi “Un nuovo
contratto per tutti” (Chiarelettere, 2009)
sta facendo molto discutere in queste ultime settimane. Merita
l’attenzione dell’intera classe politica,
sindacale ma anche imprenditoriale e
di tutti coloro che vogliono capire quale complessa nube avvolge
il mercato del lavoro italiano negli ultimi anni.
Luigi
Einaudi, 2° Presidente della Repubblica Italiana, usava dire:
“Conoscere per deliberare”
ed i due autori fanno un’analisi attenta e completa del
fenomeno lavoro, delle sue alienazioni con dati e numeri che tolgono
ogni dubbio al dramma che non può proseguire ad essere
attuato. Non è solo una questione di rispetto nei confronti
delle giovani generazioni ma è soprattutto una questione
economica e di una sana visione del mercato.
La
disoccupazione sembra essere diminuita negli
ultimi anni ma gli autori ci aiutano a guardare attraverso i dati
che ci vengono presentati spesso senza molta logica o “correttezza”.
Gli italiani sono insoddisfatti dei loro lavori, hanno un salario
in media più basso di quelli della media europea, e solo
il 10 % riesce a trasformare un contratto a tempo in un contratto
a tempo indeterminato. Tra un lavoro a ”finto”
progetto e l’altro passa molto tempo a volte e solo il 20
% riesce ad ottenere qualche piccolo sussidio di disoccupazione,
mentre in Francia i sussidi raggiungono il 75 % delle persone
senza lavoro, in Germania l’ 80 % e nei paesi del Nord Europa
il 90 % dei senza lavoro riceve un sussidio di disoccupazione!
A
parità d’istruzione e d’età, il gap
salariale tra uomini e donne è di circa un quarto,
cioè gli uomini guadagnano in media il 25 % in più
delle donne, che hanno anche “l’aggravante ”
di poter diventare mamme!!! Ci sono davvero di tutti i colori,
ma viverle poi sul campo simili difficoltà sono ancora
più drammatiche ed è per questo che il paese ha
bisogno di classi dirigenti che facciano sul serio! La proposta
del contratto unico prevede un contratto a tempo indeterminato
per tutti con una prima fase di inserimento che dura fino a 3
anni, e la seconda fase che inizia dai 3 anni per un continuo
percorso di stabilizzazione ed incentivi, con l’introduzione
di un salario minimo….
Mario
Draghi il 31 Maggio 2006 ha dichiarato: “Motivi
di efficienza e di equità richiedono che sia ridotta la
segmentazione del mercato, stabilendo regole più uniformi,
in base a cui il rapporto di lavoro acquisisca stabilità
con il passare del tempo”. Pungenti e determinati
i 2 autori credono fortemente nella loro proposta e vi consigliamo
vivamente la lettura di questo piacevolissimo testo, qui vi lasciamo
con un frammento significativo: "Per la spesa
corrente lo Stato sborsa ogni anno più di 500 miliardi
di euro. Una seria riforma costerebbe poco più dell'1 per
cento di questa montagna di risorse. Chi si oppone non lo fa perché
non ci sono i soldi, ma perché preferisce dare più
risorse alle regioni che saranno decisive nella prossima tornata
elettorale". --> a pag. 126
Tito
Boeri è professore ordinario all’Università
Bocconi di Milano e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti.
Ideatore e coordinatore del sito www.lavoce.info,
è anche editorialista de “la Repubblica”. Tra
le sue più recenti pubblicazioni: Contro i giovani (con
Vincenzo Galasso), Mondadori; Come sta cambiando l'Italia (con
Richard Baldwin e Giorgio Barba Navaretti), Il Mulino.
Pietro
Garibaldi è professore ordinario di Economia politica
all’Università di Torino. Ha lavorato come economista
al Fondo Monetario Internazionale. È direttore del Collegio
Carlo Alberto, fondato dall’Università di Torino
e dalla Compagnia di San Paolo. Redattore del sito www.lavoce.info,
è anche editorialista de “La Stampa”.
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