Crisi
economica. Intervista a Benetazzo
di Alessandro
Cascia
E’
ormai inevitabile sentir parlare ovunque di crisi finanziaria,
recessione, crisi economica. Ho spesso la sensazione che ci sia
molta confusione, non solo tra le persone comuni, nell’identificare
ciò che stiamo vivendo. Credi sia un’espressione
troppo forte se dico: “C’è un diffuso analfabetismo
economico-finanziario?”
E’ un’espressione perfettamente coniata! Il popolo
italiano ha il più alto tasso di analfabetismo finanziario
in Europa; basta guardare ai fenomenali episodi degli anni passati
per rendersi conto che il sistema della conoscenza è come
quello di 100 anni fa: chi sa vive meglio! Il conoscitore delle
tematiche economiche, ma soprattutto finanziarie, ne ricava uno
status più elevato, un livello di vita migliore.
Parliamo
dell’attuale crisi: è dunque partita dai plurigettonati
mutui subprime (quelli dati alla gente di strada, gli homeless
- secondo molti)? Con la tua chiarezza e semplicità ci
spieghi cosa sono i mutui subprime? In Italia c’è
qualche situazione simile?
La crisi attuale non viene dai subprime. I mutui subprime esistono
da più di 30 anni, sono mutui erogati a persone che in
una classifica americana chiamata di “credit scoring”
(cioè capacità di credito, potenzialità di
poter sostenere l’impegno assunto) hanno un punteggio più
basso delle altre 2 classi: Prime e Midprime. La Classifica tiene
conto di vari fattori per assegnare il punteggio, i principali
sono: Storia creditizia(come ti sei comportato in altri prestiti),
tipo di credito, la percentuale del debito a confronto con le
tue entrate, ed altri parametri. Perciò un soggetto potrebbe
essere subprime semplicemente perché non ha pagato 2 bollette
in tempo ed è da poco nel mondo del lavoro, pur con una
discreta posizione! In termini percentuali, se un soggetto definito
prime riceve un prestito intorno al 5,89 %, un
subprime è intorno all’8 %. E’
molto diverso da ciò che vi hanno raccontato. In Italia
molti mutui, soprattutto gli ultimi erogati al 100-120 % sono
più a rischio dei subprime, soprattutto quelli erogati
a precari.
Non
facciamo altro che sentire di aziende che chiudono e posti di
lavoro che saltano quotidianamente, provocando un effetto a cascata
terrificante! Siamo in recessione, il mondo del lavoro è
in una crisi impressionante (per i numeri, senza menzionare le
condizioni alienanti), perché? Dove sono le opportunità
del liberismo e della globalizzazione? Lavorare un mese quì
e - dopo una breve pausa - un mese lì, senza imparare nulla,
senza garanzie, diritti e dignità. Era tutto così
imprevedibile?
Tutto era facilmente prevedibile, perché mai così
poche persone hanno parlato, questo è ciò che non
capisco. Ora siamo solo nella fase finale del turbocapitalismo,
il termine “Rischio Argentino” viene usato anche da
alcuni politici, anche se poi vengono corretti. Tra 2 anni torno
quì curioso di vedere se si saranno attuati gli strumenti
socio-economici per sostenere: la contrazione dei fatturati, il
crollo del gettito fiscale, il sostentamento all’elevata
disoccupazione giovanile (che nei prossimi 2 anni potrebbe raggiungere
il 15 %). Sono stati svenduti i posti di lavoro anziché
aiutare le manovalanze a creare appeal, hanno aiutato a smantellare
le industrie per andare a costruire altrove, ecco i risultati!
Le
Banche Centrali stanno tamponando con immissioni di liquidi e
continui tagli sul tasso di sconto. Cos’è in parole
semplici il tasso di sconto che le banche centrali effettuano
e perché dà boccate di ossigeno ai mercati finanziari?
Il
tasso di sconto è il costo del denaro alle banche ed agli
intermediari finanziari per rifornirsi, è il sentiment
del costo medio di indebitamento. Se io sono indebitato, con un
abbassamento dei tassi posso continuare ad indebitarmi sperando
che il momento passi. Trovo che la Bce, seguendo la Fed, nell’abbassare
i tassi non faccia altro che offrire morfina ad un malato terminale,
posticipando ed aumentando le conseguenze nel tempo. Ora dovrebbero
alzarli i tassi, anche se nel breve periodo sarebbe molto difficile,
nel medio-lungo periodo la situazione migliorerebbe decisamente.
Arriveranno molti disagi e problemi nel prossimo futuro, oltre
quelli che vediamo ora.
L’incontro
di stasera organizzato in collaborazione con i ragazzi delle Porte
del Cosmo, che stanno cercando di tamponare quell’analfabetismo
di cui abbiamo parlato prima, si intitola: “La tua Nemica
Banca”; di cosa si tratta? Come si stanno comportando gli
istituti di credito in questo momento particolare?
Ex post, dopo il bubbone, rinegoziano, congelano, aiutano le clientele.
Il sistema bancario si deve patrimonializzare, ha 2 strade: 1)
capitale fresco – cioè invogliare investitori e risparmiatori
ad entrare in partita – e mi sembra cosa ardua in questo
momento. 2) ristrutturazione degli impieghi, per dimostrarsi in
grado di poter restare sul mercato, ma così c’è
il rischio che vadano a tagliare le posizione delle aziende a
rischio o troppo esposte; può attuarsi una carneficina
nei prossimi semestri con le banche che tolgono ossigeno alle
piccole e medie imprese.
Eugenio
Benetazzo è il primo ed unico predicatore finanziario
in Italia, è stato battezzato il Beppe Grillo dell'Economia
ed il Marco Travaglio della Finanza per il suo modo di porsi,
irriverente e dissacratore, caratterizzato da un'analisi lucida
e critica senza eguali basata sulla radiografia ed evoluzione
dell'attuale scenario macroeconomico mondiale.
PER
SAPERNE DI PIU’:
www.leportedelcosmo.org
www.eugeniobenetazzo.com
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Best Before - Preparati al Peggio
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Eugenio Benetazzo - Macro Edizioni - Maggio 2007
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Duri e Puri - Aspettando un nuovo 1929 - Come salvare i propri
risparmi e sopravvivere ad un mutamento di scenario epocale senza
precedenti - Eugenio Benetazzo -Macro Edizioni - Febbraio
2008
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