Crisi
Usa: anche gli stati soffrono
di
Fabrizio Galassi
In
America la crisi finanziaria non sta colpendo solo le banche e
le imprese ma anche gli Stati federali. La regola dice che ogni
Stato deve chiudere il bilancio annuale in pareggio a differenza
del bilancio federale nazionale che può essere in deficit.
L’Istituto di ricerca economica “Center on
Budget and Policy Priorities” rivela in una ricerca
che 41 Stati sono oggi a rischio deficit o lo saranno l’anno
prossimo se non metteranno in atto azioni correttive. Per questo
molti di essi hanno provveduto a tagliare le spese, utilizzare
riserve patrimoniali di scorta o aumentare le tasse.
Gli
Stati che non stanno sperimentando difficoltà di deficit
sono sempre più un eccezione. New Mexico, Alaska e Montana,
ricchi di materie prime, hanno visto una crescita delle entrate
fiscali legate alle tariffe energetiche come conseguenza dell’aumento
dei prezzi del petrolio. Ora che i listini del petrolio sono in
calo anche le entrate di questi Stati diminuiranno.
Gli
ultimi dati del Rockefeller Institute mostrano,
infatti, come le entrate fiscali delle amministrazioni locali
siano drasticamente calate tra luglio e settembre. Il calo del
mercato immobiliare ha comportato un calo delle entrate fiscali
relative alle tasse legate alle proprietà immobiliari.
Se la disoccupazione dovesse poi peggiorare ci sarebbe un deterioramento
anche sul versante delle tasse legate al reddito con conseguente
ripercussione sulle imposte sui consumi.
Un
altro modo a disposizione degli Stati di evitare il deficit di
bilancio è quello di attingere a delle riserve come quelle
dei “rainy day funds”. In periodi
di crisi, gli Stati possono utilizzare una parte dei surplus di
bilancio di anni precedenti. Alcuni Stati però come Arkansas,
Colorado, Illinois, Kansas e Montana non hanno questi fondi a
disposizione. Per loro quindi, se calano le entrate fiscali, la
strada principale al risanamento è rappresentata proprio
dal taglio delle spese pubbliche.
Quali
spese si taglieranno per portare il bilancio in pareggio? Se il
Governo Federale nazionale non dovesse comunque intervenire tempestivamente
con regolamentazioni efficaci e ingenti finanziamenti, gli Stati
taglieranno importanti voci di spesa sociale. Per esempio già
17 Stati hanno implementato o stanno studiando misure di tagli
alle agevolazioni per famiglie meno abbienti e riduzioni di sussidi
ad anziani e disabili. Tagli sono previsti anche per spese legate
al sistema sanitario, previdenziale e scolastico. Inoltre 10 stati
hanno programmato una riduzione della forza lavoro impiegata nelle
amministrazioni locali.
Probabilmente
questa manovra di tagli alla spesa locale sarà concentrata
nei prossimi 2-3 anni così come accadde dopo la crisi del
2001 quando gli Stati diminuirono la spesa tra il 2002 ed il 2004,
riducendo il piano di sussidi all’infanzia o il programma
di copertura sanitaria a 1 milione di persone. In quei due anni
più della metà degli Stati scelsero, inoltre, di
ridurre drasticamente i sussidi per i libri di testo e per le
borse di studio, il personale scolastico e i servizi di trasporto.
Questa
crisi sarà più dura di quella del 2001. La disoccupazione,
ad esempio, era del 6,3% mentre oggi ha già toccato quota
6,5%. Nella scorsa recessione, il governo federale fornì
20 miliardi di dollari per aiutare gli Stati in crisi. L’imponenza
di questa crisi, suggerisce che il prossimo piano di aiuti fiscali
a livello centrale dovrà essere molto più corposo
di quello del 2003. Un errore che non dovrà commettere
l’amministrazione Obama, infine, è quello degli aiuti
ritardati. Un problema del governo Bush fu che gli aiuti arrivarono
molti mesi dopo l’inizio della recessione perdendo così
di efficacia. Bush era visto come un presidente poco lungimirante
e poco preparato. Dal giorno dell’insediamento, Obama deve
dimostrare nei fatti che la rottura con il passato sarà
un processo concreto e non solo uno slogan molto motivante.
PER
SAPERNE DI PIU':
http://www.cbpp.org/
“State budget troubles worsen”
http://www.cbpp.org/staff/elizabeth-mcnichol.htm
" Elizabeth McNichol
http://www.cbpp.org/staff/iris-lav.htm
" Iris J. Lav “State revenues plummet” by Nicholas
Johnson and Andrew Nicholas
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