Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 42 del 24 Novembre 2008

 

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Crisi Usa: anche gli stati soffrono

 

di Fabrizio Galassi

 

In America la crisi finanziaria non sta colpendo solo le banche e le imprese ma anche gli Stati federali. La regola dice che ogni Stato deve chiudere il bilancio annuale in pareggio a differenza del bilancio federale nazionale che può essere in deficit. L’Istituto di ricerca economica “Center on Budget and Policy Priorities” rivela in una ricerca che 41 Stati sono oggi a rischio deficit o lo saranno l’anno prossimo se non metteranno in atto azioni correttive. Per questo molti di essi hanno provveduto a tagliare le spese, utilizzare riserve patrimoniali di scorta o aumentare le tasse.

 

Gli Stati che non stanno sperimentando difficoltà di deficit sono sempre più un eccezione. New Mexico, Alaska e Montana, ricchi di materie prime, hanno visto una crescita delle entrate fiscali legate alle tariffe energetiche come conseguenza dell’aumento dei prezzi del petrolio. Ora che i listini del petrolio sono in calo anche le entrate di questi Stati diminuiranno.

 

Gli ultimi dati del Rockefeller Institute mostrano, infatti, come le entrate fiscali delle amministrazioni locali siano drasticamente calate tra luglio e settembre. Il calo del mercato immobiliare ha comportato un calo delle entrate fiscali relative alle tasse legate alle proprietà immobiliari. Se la disoccupazione dovesse poi peggiorare ci sarebbe un deterioramento anche sul versante delle tasse legate al reddito con conseguente ripercussione sulle imposte sui consumi.

 

Un altro modo a disposizione degli Stati di evitare il deficit di bilancio è quello di attingere a delle riserve come quelle dei “rainy day funds”. In periodi di crisi, gli Stati possono utilizzare una parte dei surplus di bilancio di anni precedenti. Alcuni Stati però come Arkansas, Colorado, Illinois, Kansas e Montana non hanno questi fondi a disposizione. Per loro quindi, se calano le entrate fiscali, la strada principale al risanamento è rappresentata proprio dal taglio delle spese pubbliche.

 

Quali spese si taglieranno per portare il bilancio in pareggio? Se il Governo Federale nazionale non dovesse comunque intervenire tempestivamente con regolamentazioni efficaci e ingenti finanziamenti, gli Stati taglieranno importanti voci di spesa sociale. Per esempio già 17 Stati hanno implementato o stanno studiando misure di tagli alle agevolazioni per famiglie meno abbienti e riduzioni di sussidi ad anziani e disabili. Tagli sono previsti anche per spese legate al sistema sanitario, previdenziale e scolastico. Inoltre 10 stati hanno programmato una riduzione della forza lavoro impiegata nelle amministrazioni locali.

 

Probabilmente questa manovra di tagli alla spesa locale sarà concentrata nei prossimi 2-3 anni così come accadde dopo la crisi del 2001 quando gli Stati diminuirono la spesa tra il 2002 ed il 2004, riducendo il piano di sussidi all’infanzia o il programma di copertura sanitaria a 1 milione di persone. In quei due anni più della metà degli Stati scelsero, inoltre, di ridurre drasticamente i sussidi per i libri di testo e per le borse di studio, il personale scolastico e i servizi di trasporto.

 

Questa crisi sarà più dura di quella del 2001. La disoccupazione, ad esempio, era del 6,3% mentre oggi ha già toccato quota 6,5%. Nella scorsa recessione, il governo federale fornì 20 miliardi di dollari per aiutare gli Stati in crisi. L’imponenza di questa crisi, suggerisce che il prossimo piano di aiuti fiscali a livello centrale dovrà essere molto più corposo di quello del 2003. Un errore che non dovrà commettere l’amministrazione Obama, infine, è quello degli aiuti ritardati. Un problema del governo Bush fu che gli aiuti arrivarono molti mesi dopo l’inizio della recessione perdendo così di efficacia. Bush era visto come un presidente poco lungimirante e poco preparato. Dal giorno dell’insediamento, Obama deve dimostrare nei fatti che la rottura con il passato sarà un processo concreto e non solo uno slogan molto motivante.

 

PER SAPERNE DI PIU':

 

http://www.cbpp.org/ “State budget troubles worsen”

 

http://www.cbpp.org/staff/elizabeth-mcnichol.htm " Elizabeth McNichol

 

http://www.cbpp.org/staff/iris-lav.htm " Iris J. Lav “State revenues plummet” by Nicholas Johnson and Andrew Nicholas


 

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