| Vedelago:
riciclare tutto è oggi possibile
di
Gaia Angelo
La
Società Centro Riciclo Vedelago srl gestisce
dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti
ai fini del recupero di materiali. L'attività consiste
nel ricevere le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani
e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione
merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione
volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole
tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità
di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione
o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli
produttivi.
Il centro è in grado di soddisfare le più recenti
tendenze pianificatorie ambientali in tema di recupero di materiali
dai rifiuti e assicurare alti livelli di garanzie ambientali sia
per le tipologie dei rifiuti trattati che per le caratteristiche
proprie dell'impianto. Infatti non è previsto il trattamento
di rifiuti putrescibili o con contaminanti particolari bensì
di rifiuti secchi riciclabili provenienti da raccolte differenziate
ben definite. Permette inoltre di annullare quasi totalmente la
produzione di rifiuti residuali in quanto è prevista la
collocazione sul mercato di tutte le tipologie trattate e conferite
solo in presenza di sicura utilizzazione in uscita.
Carla
Poli,responsabile del centro di riciclo “Vedelago”
di Treviso.
Dott.ssa
Poli,ci spieghi come opera “Vedelago”
L'obiettivo
della nostra azienda è sempre stato quello di chiudere
il ciclo della tipologia di rifiuti che qui vengono conferiti.
Sono sia rifiuti industriali che rifiuti urbani. Tutto materiale
assolutamente riciclabile che prima finiva nelle discariche o
veniva incenerito. Il nostro centro, dopo tre anni di
sviluppo, è in grado di riciclare il 99% dei rifiuti.
Il nostro impianto trasforma tutto il materiale in un granulato
a matrice prevalentemente plastica. Questo granulato è
ricercatissimo sia dalle industrie di estrusione della plastica,
sia dall'industria dell'edilizia. Nel primo caso vengono realizzati
dei bancali interamente in plastica da riciclo oppure le sedute
delle sedie che prima venivano fatte in legno. Nel secondo caso
vengono impiegati nella produzione di cemento in percentuali dal
20% al 30%,in sostituzione della tradizionale sabbia di cava.
Il tutto migliorando le prestazioni di questi prodotti finiti.
Questi sono i risultati di anni di ricerca e di esperimenti condotti
insieme ai ricercatori dell'Università di Padova.
Quanti
impianti avete in Italia?
Siamo
soci con 14 comuni in Sardegna dove stiamo realizzando un centro
gemello a questo di Vedelago. Gli amministratori dei 14 comuni
con a capo quello di Tergu sono venuti in visita e hanno approvato
in toto la nostra tecnologia e i nostri processi dando il via
alla costruzione del nuovo centro di riciclaggio. Poi stiamo collaborando
con il comune di Colleferro dove ci sono degli imprenditori privati
che stanno realizzando un impianto simile. Siamo stati contattati
direttamente da loro, a dimostrazione che il passaparola è
spesso la migliore strategia di marketing.
Cosa
fate per farvi conoscere?
Abbiamo
cominciato dall'informazione nelle scuole, l'educazione ambientale
per noi è fondamentale; poi siamo passati alla sensibilizzazione
e alla comunicazione a tutta la popolazione così da avere
a monte dei comportamenti socialmente responsabili da parte dei
cittadini. Il nostro obiettivo primario rimane il raggiungimento
dei “Rifiuti Zero” prima ancora della raccolta differenziata.
Cosa
dovremmo fare, secondo lei, per far fronte all'emergenza rifiuti?
Chiamare oggi una bottiglia di plastica o di vetro “rifiuto”
è un'assurdità. Bisogna educare sulle amministrazioni
che puntano sui termovalorizzatori più che sulla raccolta
differenziata porta a porta.
Quali
sono i tempi e i costi del vostro impianto?
Non possiamo pensare di andare a prendere il materiale in Lombardia
o in Piemonte. Ci sono abitudini diverse da zona a zona. Per esempio
in Sardegna abbiamo problemi diversi perchè sono prevalentemente
consumatori di bottiglie di vetro e meno di plastica. A noi arrivano
direttamente i rifiuti dalla raccolta differenziata e quindi più
vetro. Come costi, i bilanci sono pubblici. Noi abbiamo
investito circa 5 milioni di euro in tutta l'operazione,
bisogna tenere conto che dell'investimento fanno parte i capannoni
e i macchinari. Macchinari che però noi non compriamo pronti
all'uso, dobbiamo comunque sostenere dei soldi di carpenteria
per adattarli alle nostre necessità, in relazione anche
al tipo di materiale che ci arriva. A conferma della validità
dei nostri processi vi dico che la Svizzera ha già ordinato
3 impianti come anche i coreani e i tedeschi.
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