| Decrescita,meno
Pil più benessere
di
Gaia Angelo
Considerare
la decrescita una condizione felice? Potrebbe sembrare
una contraddizione invece è il paradigma di un nuovo sistema
di valori e di una nuova prospettiva economica e produttiva. L'emergenza
della catastrofe ambientale, verso la quale i processi produttivi
ci stanno trascinando, potrebbe essere frenata dallo sviluppo
di nuove tecnologie sostenibili e, soprattutto, dall'adozione
di comportamenti più logici e responsabili. La decrescita
non deve essere vista come una rinuncia, una riduzione del benessere,
un ritorno al passato, piuttosto come una scelta consapevole,
un miglioramento della qualità della vita, una rispettosa
attenzione per il futuro.
Il 15 dicembre 2007 a Rimini
il Movimento per la Decrescita Felice si costituisce ufficialmente
come Associazione.Si tratta di imprese e professionisti che lavorano
e creano occupazione proponendo prodotti e tecnologie che consentono
una drastica riduzione dei consumi.
Maurizio Pallante, Presidente
dell'associazione per la decrescita felice.
Professore,ci spieghi il concetto di “decrescita
felice”.
Parlare di decrescita non è del tutto strano. Molti movimenti
e molte organizzazioni oggi pongono questo tema al centro della
loro attività. Essa rimette in discussione il paradigma
culturale sul quale si è fondata la cultura dei paesi occidentali.
Potremmo definire la crescita una sorta di super ideologia su
cui si sono basate le forze politiche ed economiche del 900.Il
nostro movimento ha associato alla decrescita l'aggettivo felice
non per “indorare la pillola”, come si suol dire,
ma per sottolineare che la decrescita ci propone nuovi orizzonti
di vita, decisamente migliori a quelli attuali. La crescita è
la somma dei beni che una società è in grado di
produrre, quindi più beni ci sono e meglio si sta. In realtà
non è così. La crescita misura la quantità
di merci e non di beni che vengono scambiati in denaro. Merci
e beni sono concetti diversi. Ci sono delle merci che non sono
beni e beni che non sono merci.
Ci faccia un esempio.
Dunque:quando noi usiamo la nostra auto per spostarci da un punto
all'altro consumiamo benzina e consumando benzina aumentiamo il
PIL. Se per compiere lo stesso tragitto troviamo code e intasamenti
consumiamo più benzina e quindi aumentiamo ancora di più
il PIL. Ma andate voi a dire alle persone imbottigliate nel traffico
che stanno aumentando il loro benessere.
Che cos'è la parabola dello yogurt?
E' una parabola che rappresenta perfettamente i paradossi dei
sistemi di produzione e commercio di oggi. Paragoniamo lo yogurt
merce, cioè acquistato nei supermercati, e lo yogurt bene,cioè
autoprodotto, fatto in casa. In realtà non esiste la produzione
dello yogurt perché lo yogurt è il risultato di
un processo naturale. Primo paradosso. Lo yogurt che si compra
percorre 1500 km secondo i miei calcoli,prima di arrivare sulle
nostre tavole, 8000 addirittura secondo una ricerca tedesca(poi
mi dicono che sono troppo pessimista). Se lo producessimo in casa
nostra non ci sarebbero emissioni inquinanti prodotte dai camion
che trasportano questa merce e ci sarebbe meno traffico. Secondo
paradosso. Inoltre se comprassimo lo yogurt al supermercato avremmo
il problema dello smaltimento del vasetto,del cartoncino e dell'
alluminio. A casa nostra non produrremmo nessun rifiuto. Terzo
paradosso. (La soluzione al problema dei rifiuti non è
solo la raccolta differenziata ma la diminuzione dei rifiuti).
Infine le sostanze conservanti uccidono i fermenti lattici vivi.
Quarto paradosso. Poi la differenza di costo tra 5 euro al litro
di yogurt acquistato contro un euro al litro di yogurt fatto in
casa. Ultimo paradosso. .Ci sarebbe però una diminuzione
del Pil perché venderebbero di meno i produttori di yogurt,
d packaging per gli yogurt, i trasportatori e chi si occupa di
smaltimento dei rifiuti. Decrescita abbinata però a un
netto miglioramento delle condizioni di vita.
Quali sono i rapporti tra la decrescita
e la tecnologia?
Nel meccanismo della crescita lo scopo della tecnologia è
aumentare la produzione. Nella logica della decrescita l'obiettivo
della tecnologia è diminuire energia, materie prime e rifiuti
necessari alla produzione. In Alto Adige e in Germania non consentono
di costruire case che consumano più di 7 litri annui di
gasolio per metro quadrato. Le case in Italia consumano 20 litri
di gasolio per metro quadrato di gasolio all'anno. Ora,se abbiamo
case che consumano di meno diminuiscono le importazioni di fonti
fossili e quindi c'è decrescita. Ma il corpo umano sta
meglio in una casa che consuma di meno che non per forza deve
essere meno riscaldata ma solo costruita meglio. Infatti il corpo
umano scambia il 70 % dell'energia per irraggiamento con le pareti
e il 30% con il volume dell'aria riscaldata. Se sto in una stanza
con una temperatura più bassa ma con le pareti più
calde sto meglio che in una stanza con le pareti più fredde
ma una temperatura più alta. Dovremmo puntare quindi a
costruire case ben coibentate, potremmo risparmiare notevolmente
sulla bolletta e stare meglio, limitando oltretutto i danni all'ambiente.
PER SAPERNE DI PIU’:
http://www.decrescitafelice.it/
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