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Maggiani
e Alloisio: Storia della meraviglia
di
Matteo Chiavarone
C’è
uno scrittore, Maurizio Maggiani, e c’è
un cantautore, Giampiero Alloisio, e ci sono
delle storie, o meglio ce n’è una, ed è una
storia bellissima, è la Storia della meraviglia
(Feltrinelli 2008), un sogno posto a termine della società
dell’acciaio, come a far scomparire tutto il brutto del
mondo in cui viviamo. Uno spettacolo, un libro, un cd. E soprattutto
una voglia incredibile di parlare, di sussurrare, di respirare
libertà nella grandezza della nostra vita.
Dodici
canzoni e tre monologhi. Uno sfondo: Genova. Ed è una Genova
incredibile, pregna di poesia, come il suo nobile affacciarsi
sul mare. La Genova dal gusto antico di Umberto Bindi
s’incontra con la nuova Genova di Fossati, con i carrugi,
col porto, con le migliaia di colori che si muovono per le vie
della città. Un progetto artistico ambizioso,
luoghi che si intrecciano, perché dalla città della
Lanterna si trovano le strade che portano a New York, a Troia,
a Stalingrado, alla contemporanea Gerusalemme.
A
conti fatti si tratta di un viaggio attraverso la storia,
un itinerario onirico attraverso grandi e piccoli momenti sospesi
nel tempo. Un viaggio personalissimo, ora intimo ora universale,
un viaggio alla ricerca dello stupore, della
voglia di stupirsi, meravigliarsi, sgranare gli occhi per acquisire
nuove emozioni. Le canzoni sono le tappe di questo
viaggio, una ad una come un cammino volutamente e appositamente
lento, come se si raggiungesse il futuro attraverso la
memoria del passato.
All’interno
del disco c’è un po’ di tutti e due, di questi
autori al tempo stesso così simili e così diversi,
c’è l’impostazione del romanziere e la leggerezza
del musicista, un po’ di anarchia, un po’ di fantasia
e un po’ di riflettuta maturità. Il risultato sono
delle canzoni che ti entrano dentro con un linguaggio
semplice ma ricco di echi che creano diversi significati; i monologhi,
intensi, hanno la forza del racconto ma la magia delle favole,
delle poesie. C’è molto di buono in questo lavoro,
voglia, innovazione, impegno, ma soprattutto capacità.
La capacità di raccontare. E non è
poco.
Gian
Piero Alloisio (Ovada 1956) ha scritto, dal 1975 al 2000,
prosa, canzoni e sceneggiature: con Francesco Guccini (ricordiamo
la notissima Venezia), Giorgio Gaber (Trilogia de Una donna tutta
sbagliata, “Biglietto d’oro Novità italiana”
e quattro film per Rai Due), Arturo Brachetti, Claudio Lolli,
AMT - Assemblea Musicale Teatrale, Eugenio Finardi e Gaber-Jannacci
(La strana famiglia). E’ tra i fondatori del Teatro della
Tosse – Fondazione Luzzati. Ha partecipato a Faber, amico
fragile (BMG 2002). È stato direttore artistico del Carnevale
di Viareggio dal 2006 al 2008; attualmente dirige la Mega Compagnia
Teatro di Carnevale. Il suo dramma storico I templari, ultimo
atto con Paolo Graziosi (Palcoscenico, Rai Due 2007 ha avuto due
nomination per l’Oscar “Premio Persefone Teatro in
TV”).
Maurizio
Maggiani, nato a Castelnuovo Magra nel 1951, da genitori
di modesta condizione, abita a Genova e vanta un curriculum da
scrittore americano dei tempi eroici: è stato maestro carcerario,
maestro di bambini ciechi, operatore cinematografico, aiuto regista,
montatore, fotografo, pubblicitario, costruttore di pompe idrauliche,
impiegato comunale. Legge di tutto, da Dylan Thomas a Stephen
King. Ha sempre vissuto nella regione in cui è nato, ma
intimamente si sente apolide, un cittadino del mondo. Ha scritto
racconti su riviste italiane, spagnole, francesi, tedesche e inglesi.
È editorialista per “Il secolo XIX” e scrive
per “la Stampa”.
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