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In
cammino per Santiago
di
Matteo Chiavarone
“La
via lattea” (Longanesi, 2008) è il
racconto del Cammino di Santiago affrontato da due personaggi
incredibili come Odifreddi e Valzania, nella perfetta dicotomia
di uno ateo e l’altro credente (nel volume per un breve
tratto si aggiunge anche lo storico cattolico Franco Cardini).
Sull’esempio dei protagonisti del film di Brunuel da cui
il libro prende il nome, pellegrini in cammino verso la tomba
di San Giacomo, anche la nostra coppia di camminatori dibatterà
sul valore della religione, sulla figura di Dio, sulla natura
circostante.
Questioni
dottrinali che accompagneranno questi pellegrini d’eccezione
(e accompagneranno noi con loro) per tutto il percorso fino alla
agognata e faticosamente raggiunta meta. Schermaglie verbali,
duelli, scontri tra due persone opposte nel modo di rapportarsi
alla fede ma accomunate da un’intelligenza molto viva, da
una apertura mentale, da un desiderio di non chiudersi in propri
dogmi personali. Il cammino offre lo spunto per parlare sì
di religione e, ovviamente, di scienza, ma anche di filosofia,
etica, storia, arte. Per parlare della vita in tutte le
sfaccettature.
Il
titolo, oltre che il film citato sopra, riprende il fatto che
in Spagna e in Portogallo la galassia che sin dall’antichità
veniva chiamata Via Lattea è nominata proprio “Cammino
di Santiago”, perché indica la via da est ad ovest
che porta al luogo della sepoltura (supposta) di San Giacomo (a
sua volta il Cammino prende il nome della galassia per sottolineare
la sua natura di “via sotto le stelle”). Quante
cose è questo Cammino di Santiago, quante persone
lo hanno percorso, quanto probabilmente ha contribuito ad unire
persone di culture e paesi diversi . A pensarci è uno dei
luoghi d’incontro dell’Europa e fa sorridere che sia
un luogo di fede, di pellegrinaggio, dove volenti o nolenti ci
passano moltissime persone che non credono.
Vissuto
nella primavera di quest’anno, tra la fine di aprile e la
fine di maggio, e raccontato tappa per tappa in una trasmissione
di Radio Tre, questo viaggio è ora riproposto qui con la
forza della scrittura, senza l’immediatezza dell’oralità,
con una riflessione anche a posteriori che dà sistematicità
al lavoro. Gli scontri e i dialoghi vivono ancora della naturalezza
e non perdono certamente la capacità di offrire momenti
di riflessioni, rimane costante il desiderio di partire,
di distaccarsi dalla modernità e dalla vita metropolitana.
Non importa che il viaggio sia un incontro con la fede, una ricerca
di sé stessi, il modo di riflettere sul presente o semplicemente
la voglia di staccarsi da tutto; in quei chilometri, in quell’aria
caldissima, in quelle strade che attraversano campi e paesi si
capisce che ciò che si sta attraversando è un sentiero
comune. E Odifreddi e Valzania, con le loro posizioni apparentemente
così opposte, lo hanno capito benissimo.
Piergiorgio
Odifreddi (1950) ha studiato matematica in Italia, negli
Stati Uniti e in Unione Sovietica, e insegna Logica presso l’Università
di Torino e la Cornell University. Collaboratore di Repubblica,
L’Espresso, Le Scienze e Psychologies, dirige per Longanesi
la collana di divulgazione scientifica «La Lente di Galileo».
Ha vinto nel 1998 il Premio Galileo dell’Unione Matematica
Italiana, nel 2002 il Premio Peano della Mathesis e nel 2006 il
Premio Italgas per la divulgazione.
Sergio
Valzania (1951), autore radiofonico e televisivo, in
RAI dal 1978, attualmente è direttore dei Programmi radiofonici.
Storico, giornalista e saggista, le sue ultime pubblicazioni sono
Jutland. 31 maggio 1916: la più grande battaglia navale
della storia (2004), Austerlitz. La più grande vittoria
di Napoleone (2005), Le radici perdute dell’Europa (2006,
con Franco Cardini), Sparta e Atene. Il racconto di una guerra
(2006), Wallenstein (2007). Ha collaborato con Fausto Bertinotti
alla redazione del volume La città degli uomini (2007).
Dal 2002 insegna all’Università di Genova.
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