Antonio
Giuliani in “Sono di un altro pianeta”
di
Marzia Apice
Dal
2 dicembre 2008 all’11 gennaio 2009, Antonio Giuliani
torna in scena al Teatro Parioli con uno spettacolo
del tutto nuovo, diverso dai monologhi con cui negli anni abbiamo
imparato a conoscerlo: stiamo parlando di “Sono di un
altro pianeta”, commedia che ha scritto (con Maurizio
Francabandiera e Alessandro Barca), diretto e ovviamente interpretato.
Per uno come lui, così abituato a fare il mattatore, a
intrattenere da solo il pubblico con raffiche di battute e gestualità
tipicamente romane, deve essere stato davvero un bel cambiamento,
in un certo senso quasi una sfida, quello di ritrovarsi sul palco
in una commedia diciamo “strutturata”, con un inizio,
uno svolgimento e una fine, accanto ad altri attori. Eh sì,
perché Giuliani questa volta non è solo a scorrazzare
sulla scena: con lui un gruppo di bravi attori (Pippo Lorusso,
Fulvio Calderoni, Francesca Milani, Oriana Pollio, Alessandro
Bordi) che il comico ha scelto personalmente proprio per dare
spazio ai giovani che, con costanza e passione, scelgono il teatro
come ragione di vita.
Ma,
come è naturale, il motore trainante di Sono di
un altro pianeta è Antonio Giuliani, nei panni
di se stesso. La trama è tutto un programma:
siamo al Parioli e il comico romano sale sul palco per iniziare
il suo monologo; ma, mentre va avanti lo spettacolo, viene per
così dire risucchiato da un’astronave che lo porta
in giro per lo spazio. In un ambiente irreale e fantascientifico,
il povero Antonio dovrà fare i conti con degli alieni buffi
e strampalati, capaci per fortuna di parlare l’italiano,
anche se a modo loro. Dopo un momento comprensibile di smarrimento,
il comico non si perde d’animo perché è convinto
di essere vittima di uno scherzo organizzato da qualche trasmissione
televisiva. Ma si sbaglia di grosso. Gli alieni infatti lo hanno
davvero rapito e con una motivazione più che seria: vogliono
che Giuliani insegni loro a ridere, liberandoli finalmente dall’unica
cosa che conoscono, ossia la tristezza. Impresa difficile, ma
non impossibile per chi sulla comicità basa non solo il
proprio mestiere ma anche il proprio modo di vivere…
Sono
di un altro pianeta è un’opera in cui la scenografia
(che cambia forma tra il primo e il secondo atto), gli effetti
audio e luci, ma anche le musiche e le coreografie contribuiscono
insieme a far nascere momenti di comicità e permettono
la realizzazione di un prodotto uniforme. La battuta più
efficace è spesso affidata alla bocca di Giuliani,
ma anche gli altri personaggi riescono dare il proprio apporto
comico, strappando risate sincere al pubblico in sala.
Se
c’è una morale in questo spettacolo è sicuramente
positiva: l’allegria e la capacità di ironizzare
sugli eventi che si verificano nella quotidianità
sono gli unici strumenti che abbiamo per poter superare i momenti
di sconforto e per vivere meglio le nostre vite. Basterebbe solo
ricordarlo un po’ più spesso…
INFO:
TEATRO
PARIOLI - VIA GOISUE’ BORSI 20 – ROMA -
www.teatroparioli.it
|