Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 43 del 1 Dicembre 2008

 

 Focus

Il dramma dei morti in strda.
Intervista a Elena Valdini

 

di Stefano Giovinazzo

 


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La dittatura di Siam Barre
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La Chiesa contro Robin Hood

 

di Susanna D'Aliesio

 

Il libro segue passo dopo passo i pontefici che si sono avvicendati da Gregorio VII (1073-1085) a Giovanni Paolo II, e ci offre una sbirciatina dietro le quinte “delle aspirazioni ad un potere sempre più grande che furono causa degli scismi dell’XI e del XVI secolo”, delle guerre di espansione e delle politiche di mantenimento di uno stato a carattere monarchico che spesso e volentieri pretende di essere universale.

 

Da qualche decennio stiamo assistendo all’ondata di secolarizzazione forse anche a causa dell’immagine poco trasparente ed enigmatica circa le ricchezze e le politiche ecclesiastiche, già Paolo VI introduceva una logica di chiusura mirata a riprendere le briglie di un cavallo poco educato. Giovanni Paolo II e “il pastore tedesco” Benedetto XVI seppur con modi diversi il primo faceva un marketing legato all’imponenza e alla gestione del fenomeno della globalizzazione, l’ultimo riporta la Chiesa ad un’idea antica e forse antiquata, sicuramente non progressista ma tradizionalista e fortemente conservatrice.

 

Nel libro sono liquidati due argomenti in fretta e furia che meriterebbero di essere approfonditi: lo Ior, la banca del Vaticano, e la morte di Giovanni Paolo I, il Papa che scomparse 30 giorni dopo essere stato eletto. Alcune fonti sussurrano che la morte del Papa fu legata alla sua volontà di spodestare Paul Marcinkus dallo Ior. Due paralleli sono possibili con questo libro: “La Questua” di Curzio Maltese e “Opus dei segreta” di Ferruccio Pinotti, due visioni che meritano di essere prese in considerazione.

 

Gli interrogativi fondamentali sui quali si muove il lavoro dell’autore sono: se una Chiesa improntata fortemente su un modello autoritario come quello attuale sia in realtà in grado di parlare di democrazia in senso stretto e se la chiusura della visione del pontefice in carica riguardo tematiche come il sesso, l’aborto o l’omosessualità ed esempio sia la giusta strada da percorrere per illuminare una “società profondamente disorientata”. Aggiungo un interrogativo: non vi sentireste presi in giro da un organo che a voi dice di demonizzare il denaro ma lui in realtà lo usa per alimentare se stesso e che spende una minima parte dell’ 8 per mille per i poveri e la maggior parte lo tiene per sé?

 

Rudolf Lill è un professore emerito di storia moderna all’università di Karlsruhe. Membro dal 1962 al 1974 dell’Istituto Storico Germanico di Roma ha successivamente insegnato in diverse università tedesche e italiane, tra cui quelle di Bonn, Colonia, Passau, Roma La Sapienza, Firenze. E’ stato segretario generale del centro italo-tedesco Villa Vigoni. e presidente ell’associazione italo-tedesca di Colonia e di Karlsruhe. E’ autore di numerose pubblicazioni sulla storia della Germania e dell’Italia e le relazioni tra i due paesi a partire dal XVIII secolo, sulla storia del papato e dei rapporti Stato-Chiesa.




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