Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 42 del 24 Novembre 2008

 

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Crumb incontra Kafka

 

di Matteo Chiavarone

 

Interessante davvero questo Kafka, biografia a fumetti partorita dalla matita e dal genio di Robert Crumb, uno dei più grandi disegnatori del nostro tempo. L'atmosfera è quella tipica dei personaggi dell'autore di Fritz il gatto, pura fantasia onirica tra l'underground, il surrealismo e tratti di realismo condito di ironia. Il disegno sporco e confuso traccia la via di un racconto che va avanti per immagini, prima accompagnando le didascalie per poi lasciarle e seguire diverse vie di fuga, cercando quasi altri referenti, differenti contesti, altrettante considerazioni. Vi è del visionario in Crumb: rottura degli schemi, immaginazione, insofferenza.

 

Su Kafka si è scritto e detto molto negli anni, ma quasi nessuno è mai riuscito a mettere in luce alcuni tratti come in quest'opera. Crumb è riuscito a raccontare un viaggio, un viaggio difficilissimo come quello rappresentato dalla vita del grande autore praghese: la vita di un uomo destinato a diventare un aggettivo, quel "kafkiano" troppo spesso abusato nel linguaggio quotidiano. Una vita che è infelicità, malattia, dolore, ipocondria, imperituro senso di inadeguatezza nei confronti del padre, ossessione per l'igiene da tutto ciò che è carne, da tutto ciò che è vivo. Kafka prima ancora che per il suo genio è raccontato attraverso i suoi limiti, attraverso il suo mondo così difficile da interpretare, attraverso le paure del mondo circostante.

 

Se l'impressione è quella di un incubo Crumb fa di tutto per rappresentarlo e vi riesce benissimo. La vita all'interno del ghetto di Praga, i conflitti intestini, l'odio per gli ebrei, l'odore della tragedia imminente che avrebbe portato all'autodistruzione consapevole dell'Europa fanno da sfondo ad un'opera quasi totalmente espressionista, la realtà perde ogni forma di oggettività per lasciare posto ad un soggettivismo astratto. E così per le opere citate: i viaggi cerebrali di Kafka diventano viaggi collettivi, gli incubi da rarefatti si fanno palpabili, i pensieri, anche i più folli, i più negativi, ottengono la loro ragione d'esistenza.

 

L'angoscia e il dolore di un Gregor Samsa, modesto impiegato tramutato di punto in bianco in un repellente scarafaggio, atto a rappresentare involontariamente l'emarginazione alla quale il “diverso” viene tragicamente condannato dalla società, o di un Signor K., stimato uomo d'affari gettato in un processo in cui le colpe dell'accusato saranno omesse fino al momento tragico della morte, sono l'angoscia e il dolore di Franz Kafka stesso, di un uomo vissuto con una costante e totale incertezza nel corpo. Crumb non fa altro che prendere queste paure e disegnarle, il sentimento di diversità e l'ipocondria, aggiunta a dei malanni reali, sono caricate di nuove forze così come di carica erotica viene espressa la paura delle donne, della loro carica sensuale, umorale e totalmente terrena.

 

Crumb sembra aver capito Kafka, parlando di lui sembra che conosca la strada da percorrere per raggiungere i suoi pensieri, per catturare i suoi fantasmi, per ricreare il suo mondo. C'è voluto del tempo, davvero troppo, per avere quest'edizione di un'opera nata quindici anni fa, ma questo volume vale davvero, interessante per chi conosce la vita di questo genio appartenuto al secolo appena concluso, indispensabile per chi voglia avvicinarsi a lui soltanto ora. I disegni di Crumb e i testi che ricordiamo essere di David Zane Mairowitz ci permettono di far incontrare mondi diversi, l'underground e l'Europa prima delle due guerre su tutti, o forse ci parlano solo di uno scrittore. Ma lo fanno molto meglio di molte pagine di critica letteraria.

 

Robert Dennis Crumb, nato a Philadelphia nel 1943, nel 1962 si trasferisce a Cleveland,in Ohio, dove si avvicina creativamente al vasto movimento del comix underground. A metà degli anni sessanta, abbandonato il lavoro di illustratore di cartoline, si stabilisce a San Francisco, in California, che di lì a pochi anni sarebbe diventata la capitale del movimento di contestazione, e dà vita a una serie di fumetti underground intitolata Zap Comix, dove mette in risalto per la prima volta il suo stile irriverente capace di mescolare un tratto per certi versi disneyano a storie e dialoghi sessualmente e politicamente scorretti. Tra i suoi personaggi più famosi di questo periodo spiccano Mr Natural e Fritz il gatto, personaggio quest’ultimo a cui viene dedicato addirittura un film a cartoni animati. Diventato amico della cantante Janis Joplin, ne disegna la copertina dell’album Cheap Thrills, inaugurando una collaborazione col mercato discografico alternativo che troverà sfogo anche in alcuni album suonati da Crumb stesso e da altri amici fumettisti. Nel 1990, a riconoscimento di una fama ormai consolidata su scala internazionale, una serie di sue tavole entra nel Museum of Modern Art di New York. Quattro anni più tardi il suo nome, sempre amato dai fan ma sempre lontano dai grandi mezzi d’informazione, torna alla ribalta grazie al film-documentario Crumb, diretto dall’amico Terry Zwigoff; più o meno nello stesso periodo l’artista decide di trasferirsi con la famiglia nel sud della Francia, da dove continua a sfornare libri a tema e raccolte di rarità discografiche. Nel 1999 gli viene attribuito il Grand Prix della città francese di Angoulême per l’insieme della sua vasta opera creativa.



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