Crumb
incontra Kafka
di
Matteo Chiavarone
Interessante
davvero questo Kafka, biografia a fumetti partorita
dalla matita e dal genio di Robert Crumb, uno dei più grandi
disegnatori del nostro tempo. L'atmosfera è quella tipica
dei personaggi dell'autore di Fritz il gatto, pura fantasia onirica
tra l'underground, il surrealismo e tratti di realismo condito
di ironia. Il disegno sporco e confuso traccia la via
di un racconto che va avanti per immagini, prima accompagnando
le didascalie per poi lasciarle e seguire diverse vie di fuga,
cercando quasi altri referenti, differenti contesti, altrettante
considerazioni. Vi è del visionario in Crumb: rottura
degli schemi, immaginazione, insofferenza.
Su
Kafka si è scritto e detto molto negli anni, ma quasi nessuno
è mai riuscito a mettere in luce alcuni tratti come in
quest'opera. Crumb è riuscito a raccontare un viaggio,
un viaggio difficilissimo come quello rappresentato dalla vita
del grande autore praghese: la vita di un uomo destinato a diventare
un aggettivo, quel "kafkiano" troppo spesso abusato
nel linguaggio quotidiano. Una vita che è infelicità,
malattia, dolore, ipocondria, imperituro senso di inadeguatezza
nei confronti del padre, ossessione per l'igiene da tutto ciò
che è carne, da tutto ciò che è vivo.
Kafka prima ancora che per il suo genio è raccontato attraverso
i suoi limiti, attraverso il suo mondo così difficile da
interpretare, attraverso le paure del mondo circostante.
Se
l'impressione è quella di un incubo Crumb fa di tutto per
rappresentarlo e vi riesce benissimo. La vita all'interno
del ghetto di Praga, i conflitti intestini, l'odio per gli ebrei,
l'odore della tragedia imminente che avrebbe portato all'autodistruzione
consapevole dell'Europa fanno da sfondo ad un'opera quasi totalmente
espressionista, la realtà perde ogni forma di oggettività
per lasciare posto ad un soggettivismo astratto. E così
per le opere citate: i viaggi cerebrali di Kafka diventano
viaggi collettivi, gli incubi da rarefatti si fanno palpabili,
i pensieri, anche i più folli, i più negativi, ottengono
la loro ragione d'esistenza.
L'angoscia e il dolore di un Gregor Samsa, modesto impiegato tramutato
di punto in bianco in un repellente scarafaggio, atto a rappresentare
involontariamente l'emarginazione alla quale il “diverso”
viene tragicamente condannato dalla società, o di un Signor
K., stimato uomo d'affari gettato in un processo in cui le colpe
dell'accusato saranno omesse fino al momento tragico della morte,
sono l'angoscia e il dolore di Franz Kafka stesso, di
un uomo vissuto con una costante e totale incertezza nel corpo.
Crumb non fa altro che prendere queste paure e disegnarle, il
sentimento di diversità e l'ipocondria, aggiunta a dei
malanni reali, sono caricate di nuove forze così
come di carica erotica viene espressa la paura delle donne, della
loro carica sensuale, umorale e totalmente terrena.
Crumb
sembra aver capito Kafka, parlando di lui sembra che conosca la
strada da percorrere per raggiungere i suoi pensieri, per catturare
i suoi fantasmi, per ricreare il suo mondo. C'è
voluto del tempo, davvero troppo, per avere quest'edizione di
un'opera nata quindici anni fa, ma questo volume vale
davvero, interessante per chi conosce la vita di questo genio
appartenuto al secolo appena concluso, indispensabile per chi
voglia avvicinarsi a lui soltanto ora. I disegni di Crumb e i
testi che ricordiamo essere di David Zane Mairowitz ci permettono
di far incontrare mondi diversi, l'underground e l'Europa prima
delle due guerre su tutti, o forse ci parlano solo di uno scrittore.
Ma lo fanno molto meglio di molte pagine di critica letteraria.
Robert
Dennis Crumb, nato a Philadelphia nel 1943, nel 1962
si trasferisce a Cleveland,in Ohio, dove si avvicina creativamente
al vasto movimento del comix underground. A metà degli
anni sessanta, abbandonato il lavoro di illustratore di cartoline,
si stabilisce a San Francisco, in California, che di lì
a pochi anni sarebbe diventata la capitale del movimento di contestazione,
e dà vita a una serie di fumetti underground intitolata
Zap Comix, dove mette in risalto per la prima volta il suo stile
irriverente capace di mescolare un tratto per certi versi disneyano
a storie e dialoghi sessualmente e politicamente scorretti. Tra
i suoi personaggi più famosi di questo periodo spiccano
Mr Natural e Fritz il gatto, personaggio quest’ultimo a
cui viene dedicato addirittura un film a cartoni animati. Diventato
amico della cantante Janis Joplin, ne disegna la copertina dell’album
Cheap Thrills, inaugurando una collaborazione col mercato discografico
alternativo che troverà sfogo anche in alcuni album suonati
da Crumb stesso e da altri amici fumettisti. Nel 1990, a riconoscimento
di una fama ormai consolidata su scala internazionale, una serie
di sue tavole entra nel Museum of Modern Art di New York. Quattro
anni più tardi il suo nome, sempre amato dai fan ma sempre
lontano dai grandi mezzi d’informazione, torna alla ribalta
grazie al film-documentario Crumb, diretto dall’amico Terry
Zwigoff; più o meno nello stesso periodo l’artista
decide di trasferirsi con la famiglia nel sud della Francia, da
dove continua a sfornare libri a tema e raccolte di rarità
discografiche. Nel 1999 gli viene attribuito il Grand Prix della
città francese di Angoulême per l’insieme della
sua vasta opera creativa.
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