A
teatro "Viva la Dinamite"
di
Marzia Apice
Il
caustico ingegno di Indro Montanelli “rispolverato”
a teatro. Il teatro Vittoria ospita dal 14 novembre al
14 dicembre Viva la dinamite, un piccolo gioiello di intelligenza
e satira sociale scritto dal grande Indro Montanelli, per la regia
di Filippo Crivelli. Questo testo, scritto nel lontano 1960 e
andato in scena per la prima volta nello stesso anno al Teatro
S. Erasmo di Milano con la presenza straordinaria di Wanda Osiris,
torna finalmente sul palco mostrando ancora oggi la sua grande
attualità.
Un’occasione
per scoprire le affinità tra “reazionari” e
“rivoluzionari”. Questa la trama: Michele
“Bakunin” Bianchi è un giovane anarchico senza
arte né parte che, dopo aver fatto scoppiare una bomba
alla galleria d’arte moderna, si rifugia a casa di “Ceo”,
ricco commendatore milanese. Quest’ultimo decide di salvarlo
dalle grinfie della polizia, anche perché le uniche vittime
che la bomba ha causato sono state le orrende tele spacciate per
opere d’arte in mostra alla galleria. Michele entra dunque
di forza nella rispettabile famiglia del commendatore, provocando
nella casa sul lago di Como dove è ospite quella rivoluzione
che non è riuscito a mettere in pratica fuori. Ben presto
risulterà evidente infatti che la borghesia radical-chic
di cui il commendatore e i suoi familiari fanno parte tratta “i
rapporti spirituali col linguaggio della confindustria”.
Dietro
la maschera del perbenismo e del falso amore
per la cultura, c’è posto soltanto per ipocrisia,
menzogne e ridicoli sotterfugi: così si consuma la vita
dei borghesi, che Michele inchioda alle proprie responsabilità.
Ma gli strali di Montanelli colpiscono anche i cosiddetti rivoluzionari:
anche Michele mostra tutta la sua inconsistenza “politica”.
La rinuncia a quei sogni di libertà e anticonformismo così
largamente sbandierati non sembra costargli molta fatica: in cambio,
il mondo borghese da lui tanto odiato gli offrirà un benessere
economico che il giovane non avrà il coraggio di rifiutare.
Per
ridere e riflettere sulle debolezze dell’uomo.
Attraverso un serrato sistema costruito su prologo, svolgimento
ed epilogo, Montanelli vuole fare luce sulle contraddizioni della
società moderna senza risparmiare nessuno: la sua durissima
critica contro la borghesia si accompagna a quella contro tutti
coloro che si nascondono sotto la bandiera della rivoluzione,
pur rimanendo conformisti. L’uomo è debole, sembra
dirci l’autore, e spesso è vittima di una pochezza
intellettuale disarmante.
Ad
interpretare i “dinamitardi” personaggi descritti
dalla penna bonariamente velenosa di Montanelli un nutrito cast
di attori formato da Viviana Toniolo, Stefano Altieri, Massimiliano
Franciosa, Stefano Messina, Annalisa Favetti, Roberto Della Casa.
Notevole il commento musicale che precede l’inizio dei tre
atti: un meraviglioso, nostalgico tuffo nelle canzoni di un passato
che non c’è più.
PER
SAPERNE DI PIU': TEATRO VITTORIA PIAZZA S. MARIA LIBERATRICE,
10 00153 ROMA tel. 06.5740170
www.teatrovittoria.it
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