Persepolis,
libertà in bianco e nero
di
Matteo Chiavarone
Dopo
il fumetto, il film. E ora anche un volumetto, libro più
DVD, a celebrare il grandissimo successo di “Persepolis”
(Bur 2007, all'interno della collana 24/7). La storia, nata come
una sorta di autobiografia a fumetti grazie alla penna e al genio
di una tanto giovane quanto brava artista iraniana, Marjane
Satrapi, e portata sugli schermi come film di animazione
rigorosamente in bianco e nero dalla stessa autrice, coadiuvata
dal francese Vincent Parannoud, ha il grandissimo merito
di leggere con ironia e intelligenza una pagina serissima della
nostra storia contemporanea.
Sì
perché la storia di una bambina, diventata prima ragazza
e poi donna, non è una storia individuale di una
persona ma lo specchio di una sfera, quella femminile, e di un
paese, l'Iran, ai tempi dello Scià e del regime
integralista del Khomeini. L'autrice, che ai tempi dello Scià
aveva quattro anni, riesce a trovare un punto di osservazione
tutto personale: vedere così da vicino la rivoluzione
islamica, patire le assurdità e le scelleratezze di un
fondamentalismo quanto mai ottuso, toccare con mano la guerra
con l'Iraq per poi assistere dall'esilio europeo di Vienna all'acuirsi
della situazione, il trasferimento nella moderna e cosmopolita
Parigi fino a raggiungere la propria personalissima maturità.
All'interno
del libro si ripercorrono le tappe che hanno permesso di trasformare
il fumetto in un'opera cinematografica e si documentano
i riscontri ottenuti sia in Occidente sia soprattutto in Iran
e nel mondo arabo. Novanta pagine di contenuti speciali, su cui
spiccano le interviste alla stessa Satrapi, a Parannoud, alle
voci del film dell'edizione originale e di quella uscita in Italia,
agli animatori, ai compositori delle musiche (splendida la colonna
sonora di Olivier Bernet). Il volume si può sezionare in
più parti ma ognuna di essa ci riconduce a quel senso profondo
di realtà, realtà che troppo spesso coincide
con la follia, invariabile di un processo storico quanto mai attuale.
La
crudeltà della storia diventa però un viaggio del
tutto onirico e fiabesco e gli occhi ingenui di Marjane
diventano i nostri occhi, il nostro sguardo incredulo, alle sfaccettature
del mondo che abbiamo davanti. Un film che è poesia
pura, autentica, persino audace. Se non è un capolavoro,
poco ci manca; guardando e riguardando il film si sente quel qualcosa
che si prova soltanto di fronte alle opere d'arte. La scelta del
cartone animato risulta quasi obbligata ed estremamente gradita,
il progetto originario non è capovolto, persistono la grazia
e il realismo della forma nonché la forza delle immagini.
Ogni
scena riesce nel gioco di riflesso della vita, prima rappresentazione
dei sentimenti e dei pensieri e poi consapevolezza delle azioni.
Si prova lo stesso stupore della bambina nel cambiamento,
dal nido familiare, moderno e liberale, alle dure persecuzioni;
l'ingresso forzato all'interno della storia, la consapevolezza
di una nuova situazione tanto triste quanto immodificabile. Il
bianco e nero delle immagini privilegia lo scorrere del racconto,
le ombre, le linee, i ritmi ricchi di divertimento, sovrappongono
realtà e sogno, passato e presente, cronaca e gioco. I
contenuti extra del DVD (making of, scene tagliate e trailer italiano)
aggiungono poco e niente al valore del film ma meritano di essere
visti per analizzare meglio il film e studiarne la realizzazione.
Marjane
Satrapi è nata sulle rive del Mar Caspio, a Rasht,
il 22 novembre 1969, e ha vissuto a Teheran, Vienna, Strasburgo
e Parigi. Nel 2003 pubblica "Broderies" (in
italiano, "Taglia e cuci"), che viene nominato
per la categoria di "Miglior album" al Festival di Angoulême
2004, premio con cui verrà coronato nel 2005 il suo terzo
albo, la storia autoconclusiva "Poulet aux prunes,
pubblicato in Francia nel e ancora inedito in Italia. Accanto
a queste opere più celebri e diffuse, Marjane Satrapi dal
1977 scrive e illustra libri per i bambini, e ha inoltre collaborato
con numerose riviste nella realizzazione di illustrazioni, più
(in "Internazionale") o meno (in "Flair")
a sfondo politico e sociale.
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