Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                   ANNO II Num. 39 del 3 Novembre 2008

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Universitari o rivoluzionari?

 

di Francesca Calloni

 

Le proteste del mondo della scuola e dell'università, di cui oggi leggiamo sui giornali, non mostrano solo un disagio legato all'odierno, ma trovano radici nel concetto stesso di università, e nella sua storia legata alla libertà intellettuale, all'autonomia e al ruolo sociale che queste istituzioni hanno rivestito in Italia fin dall'antichità.
Università: (dal latino universitas) un'istituzione costituita da un gruppo di strutture scientifiche finalizzate alla didattica e alla ricerca. (http://it.wikipedia.org/wiki/Università"http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0). Fin dall'antichità gli uomini hanno sentito il bisogno di approfondire il sapere e la conoscenza attraverso il confronto aperto. La prima università, che fa propria questa spinta alla conoscenza nasce in Italia, più precisamente a Bologna, quando nel 1088 (data convenzionale) un gruppo di studenti e insegnanti inizia a incontrarsi per approfondire vari temi legati alla conoscenza e alla scienza. Ma è solo l'inizio.

 

Nel 1158 Federico I promulga la Costitutio habita, con il quale si sancisce che l'università è il luogo in cui la ricerca si sviluppa in modo indipendente da ogni altro potere. Questa affermazione sarà fondamentale per lo sviluppo e la crescita delle università nel territorio italiano e non solo. Attorno al 1222 nasce un altro centro ancora oggi importante per l'educazione universitaria: Padova. A partire dalla seconda metà del 1300 l'idea universitaria si diffonde in tutta Europa e nascono centri di studio ancora oggi attivi e rinomati. I centri universitari nati in questo periodo sono caratterizzati da un'estrema autonomia, i “programmi” gli argomenti delle lezioni sono decisi in accordo tra studenti e insegnanti, e questi ultimi vengono pagati mediante la raccolta di collette tra gli studenti stessi.

 

Con la nascita del nuovo stato italiano, sorge la necessità di rendere più uniforme l'offerta scolastica e universitaria e così nel 1862 con la riforma De Sanctis si attua la prima “riforma” scolastica della storia d'Italia. La seconda grande riforma avviene nel 1923, ad opera di Giovanni Gentile, grazie al quale l'accesso all'università viene subordinato alla frequentazione dei licei, uniche scuole superiori che permettono l'entrata nel mondo universitario. Nello stesso anno viene costituito il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), primo ente italiano per il coordinamento e la promozione della ricerca. Durante il periodo fascista le università, proprio in quanto luoghi di diffusione del sapere e soprattutto della libertà di pensiero, vengono attaccate e sottomesse alle leggi razziali, causando una prima “fuga di cervelli”, nel tentativo di liberarsi dal clima di repressione ormai presente in tutto il territorio nazionale. Nonostante i tentativi, le università restano comunque centri importanti per l'educazione, la formazione dello spirito critico, e la lotta alla dittatura. Un esempio tra tutti è quello dell'Università patavina, il cui rettore Concetto Marchesi, nel 1943, invita gli studenti a lottare contro il fascismo, (per le attività antifasciste svolte l'Università di Padova verrà insignita della medaglia d'oro al valor militare).

 

Con il dopoguerra le università, autonome solo in teoria, conservano ancora la struttura rigida imposta in precedenza dalla dittatura fascista, ma i tempi stanno per cambiare, e proprio dalle università e dalla scuola partirà una nuova spinta al rinnovamento. Dopo i primi accenni di rivolte studentesche nel 1967, l'Italia l'anno successivo viene travolta dalla spinta rivoluzionaria del '68, che coinvolgerà non più solo gli studenti universitari, stanchi ormai di sottostare a leggi e regole datate e non al passo con i tempi, ma anche gli studenti delle scuole secondarie. Questa nuova spinta innovatrice verrà soddisfatta ( ma non del tutto) dalla riforma del 1969, con la quale vengono liberalizzati gli accessi, non più subordinati alla frequenza del liceo, ma alla frequenza di una qualsiasi scuola secondaria superiore. L'Italia sta cambiando, le nuove classi sociali, chiedono non solo diritti nel mondo del lavoro, ma nuove opportunità per i propri figli: aspirano all'educazione, alla conoscenza e alle nuove opportunità che lo studio universitario può fornire. La riforma del 1969 è quindi la prima riforma che nasce dal basso: dagli studenti, che chiedono un nuovo modo di “fare scuola”, più attivo, partecipato e consapevole, non semplice trasmissione di sapere, ma una sorta di ritorno alle origini, quando studenti e professori quasi alla pari creavano insieme la propria università.

 

Dopo la riforma del 1969 si dovranno aspettare molti anni per essere testimoni di una nuova riforma, nonostante le richieste di miglioramento da parte degli studenti non si siano mai fermate. La riforma dell'università attuata alla fine degli anni 90 non raccoglie i suggerimenti e le idee che gli studenti hanno riguardo all'università, poiché punta semplicemente al”europeizzazione” degli atenei, (anche se non è molto chiaro cosa si intenda con questo termine). Ciò che emerge dalle ultime spinte riformiste è la sempre minore importanza data al ruolo sociale e politico della formazione universitaria, quale luogo di condivisione e scambio di idee. Si cerca di cambiare dimenticando la propria storia, ma soprattutto scordando che per crescere è fondamentale avere nutrimento, (leggi soldi) per poter garantire un servizio pubblico efficiente, efficace ed accessibile, per fornire strumenti adeguati ai giovani italiani che domani plasmeranno il futuro della nostra Italia.

 

Foto: http://www.comuni-italiani.it

 

PER SAPERNE DI PIU':

 

Intervento del Rettore di CA'Foscari all'Assemblea di venerdì 24

 

http://it.youtube.com/watch?v=OjZTD_43HV8

 

http://it.youtube.com/watch?v=iiKvM4-Lol8&feature=related

 

http://it.youtube.com/watch?v=5yfT1fNNDK0&feature=channel

 

centro interuniversitario per la storia delle università italiane:

 

http://www.cisui.unibo.it/"http://www.cisui.unibo.it/

 

Università nel medioevo:

 

http://www.universinet.it/facolta-notizie.html"


http://www.universinet.it/facolta-notizie.html

 



 

 

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