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Alcool, bevitori vecchi e nuovi
di Francesca Calloni
Il 2008 è stato per la Coldiretti, l'anno del sorpasso dell'Italia sulla Francia per quanto riguarda la vendemmia e la produzione di vino. I nostri prodotti vinicoli stanno vivendo in questi ultimi anni un aumento di fama e di consumi. Ma sempre di più gli organi d'informazione (tv e quotidiani soprattutto) pongono l'accento sui problemi alcool correlati, in aumento soprattutto tra i giovani (dai 15 anni in su) e le donne. L'Italia vanta una tradizione vinicola che sfocia e si lega a quella culinaria, rendendo il vino una presenza necessaria, quasi indispensabile in ogni tavola. Il consumo di alcool, però in passato era, molto più di oggi legato alla convivialità, oppure per contro al tentativo di lenire le delusioni e i disagi di una vita fatta di povertà e fame.
Oggi invece, le motivazioni legate all'abuso di alcool da parte delle generazioni più giovani sembrano essere più sfuggenti, il livello di vita degli italiani è infatti decisamente migliorato rispetto all'immediato dopoguerra, senza però portare ad un consumo più responsabile di bevande alcooliche. In realtà ciò che è accaduto negli ultimi 10 anni ha fatto scattare una serie di campanelli d'allarme sia a livello governativo che sociale, nel tentativo di trovare soluzioni al dilagare di questo fenomeno. Tra le varie ricerche e articoli (che si trovano nella sezione: per saperne di più), più o meno autorevoli, appaiono i numeri e le statistiche, ma manca spesso una domanda fondamentale: perché? Perché i giovani italiani, pur comprendendo molti dei rischi legati all'abuso di sostanze alcooliche, non riescono però a razionalizzare in comportamenti se non assennati, perlomeno prudenti? (perché sfrecciare a più di 100 all'ora se già si sa di non essere in grado di andare a 50 all'ora in sicurezza?)
Credo che qualche spunto di riflessione vada cercato non solo nella fascinazione "alcoolica" proposta da pubblicità e prodotti televisivi, ma anche e soprattutto in coloro che cercano di educare, e crescere questi giovani, poiché: "I giovani, non sono altro che il prodotto più rappresentativo del mondo adulto; è il "distillato" finale di tutte le paure, le incoerenze, i disagi, le tensioni, l'aggressività, la superficialità, le debolezze di uomini e donne che li hanno preceduti e che offrono loro costanti modelli di riferimento e gesta da imitare." (Luc Thibault "Giovani e alcool, lettera aperta). La spinta al consumo sempre più affrancata dalla fruizione e dal bisogno ha creato tutta una serie di "finte" necessità: il cellulare ultimo modello, la macchina fuoristrada (anche se il tragitto più lungo è da casa al supermercato), lo zaino ultimo modello, le scarpe di tale marca assolutamente indispensabili e così via).
Tutti questi oggetti sono diventati via via indispensabili, e determinanti per l'affermazione del se e lo sviluppo della propria personalità. L'approccio "nuovo" dei giovani rispetto all'alcool si inserisce a mio parere in queste forme di consumismo, andando a crearne uno nuovo: quello alcoolico . Ciò che è davvero peculiare nel caso italiano è l'emergere di modalità di assunzione molto simile a quella presente in paesi di tradizione anglosassone, (dove però l'alcool è proibito): l'assunzione solitaria, non legata quindi al gruppo, perlomeno non direttamente. I ragazzi bevono da soli, fondamentalmente per ubriacarsi, perciò prediligono superalcoolici, che garantiscono risultati più veloci, e la quantità rispetto alla qualità. L'ubriachezza viene vissuta in modo quasi ambivalente, si sa che non è bello ubriacarsi, e non fa bene, ma se lo si fa oltre a "sentirsi bene" si è anche guardati dal gruppo con rinnovata ammirazione, (come dire due al prezzo di uno).
C'è quindi una strana dicotomia legata alla questione alcool, e in particolare alcool e giovani, da una parte ci sono campagne legate alla sensibilizzazione e all'informazione rispetto alla questione del consumo e abuso di alcool, dall'altra ancor oggi, in molte regioni d'Italia (in particolare Veneto, Friuli e Trentino), l' alcoolismo è considerato un male minore, una debolezza che sfocia nel ridicolo, senza comprendere i pesanti risvolti futuri, sia dal punto di vista medico (cirrosi ad esempio), dal punto di vista della sicurezza (basta vedere le cronache degli ultimi mesi sugli incidenti stradali), ma soprattutto dal punto di vista della società, poiché i giovani di oggi saranno gli adulti di domani, che governeranno il nostro paese. speriamo non tra un bicchiere e l'altro.
PER SAPERNE DI PIU':
Giovani e alcol - La prevenzione dei rischi derivanti dall'abuso di bevande alcoliche attraverso iniziative di informazione e promozione della salute
Alcool e giovani: ecco le statistiche
Italia batte Francia nella Vendemmia 2008, conquistiamo anche il primato vitivinicolo
Coldiretti: Vino, storico sorpasso Italia su Francia in vendemmia 2008

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