Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                   ANNO II Num. 33 del 15 Settembre 2008

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Com'è andata oggi a scuola? Il rito del rientro

 

di Francesca Zottola

 

Tanta nostalgia per i tempi che furono, poco ottimismo per quelli che saranno. Ecco il clima che ha accompagnato l'apertura delle scuole di tutta Italia . Il Ministro dell'Istruzione è salito in cattedra, un po' per distrarre, un po'per incoraggiare, ma i calendari sono sempre più fitti di assemblee e scioperi e le scuole luogo di volantinaggi e raccolte di firme.

 

Insegnanti sul piede di guerra per il taglio previsto di 87 mila cattedre nei prossimi tre anni e genitori preoccupati dal tempo pieno traballante, insieme, si mobilitano contro il ritorno del maestro unico alle elementari in un uno contro tutti, che la Gelmini sostiene spiegando le sue ragioni fondate sulla riscrittura di qualcosa di già visto. Ebbene sì, si può andare lontano con la memoria o si può guardare oltre i confini italiani ed ecco che l'"effetto Gelmini" non è altro che una rincorsa verso una scuola già vista prima dei movimenti studenteschi, agognata da qualcuno e scongiurata da molti altri, e verso chi, seppur forse solo apparentemente, è già più avanti di noi. I trend, si sa, sono destinati a cambiare e così da Tony Blair a Sarkozy, da Bush all'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni è arrivata già da tempo un'indicazione ben precisa: la scuola fondata sulle conquiste sessantottine va mandata in pensione a favore di un'istituzione basata sulla meritocrazia e l'educazione piuttosto che sull'egualitarismo.

 

A rimanere è il problema della qualità, estendibile da nord a sud, da est a ovest, una qualità che non può e non deve dividere i bambini in serie A e serie B valorizzando la funzione e la dignità dell'insegnare e pretendendo allo stesso tempo preparazione ed entusiasmo. Tra le tante incertezze del decreto non passano inosservate alcune linee concrete basate su criteri di d isciplina, rigore, impegno e serietà. Un vero e proprio revival della scuola vecchio stampo quando il maestro faceva imparare le poesie a memoria e bisognava dargli del 'lei', ma anche quando diventava un punto di riferimento, riconosciuto e riconoscibile, e non si preoccupava solo dei saperi disciplinari, quanto di "insegnare a vivere.

 

E se è vero che "a differenza di 30 o 40 anni fa la società è mutata e le conoscenze si sono moltiplicate. Leggere, scrivere e far di conto non basta più" come sostenuto da Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia Sperimentale a Roma Tre (http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini/rivolta-maestro/rivolta-maestro.html) - è vera anche l'idea base su cui è fondato il nuovo decreto ossia che "il bambino, soprattutto nei primi anni di scuola, ha bisogno di una figura di riferimento. Il maestro guarda alla formazione del bambino, mentre lo specialista di una disciplina guarda alla sua materia".

 

Come riportato su un'interessante ricerca sul mondo della scuola italiana realizzata dal governo Prodi lo scorso Settembre (http://www.pubblica.istruzione.it/news/2007/allegati/quaderno_bianco.pdf), dalla fine degli anni '60 alla metà degli anni '90, si è discusso, senza realizzarle, delle riforme necessarie per trasformare il sistema scolastico italiano in un modello efficace e efficiente e anche quando sono stati approvati dei progetti concreti, questi, non hanno determinato il cambiamento radicale di cui la scuola ha bisogno, ossia una proposta che guardi al medio-lungo periodo.

 

Quel che resta da chiedersi, in questo clima di fermento e insicurezza è: come si ricorderanno il primo giorno di scuola i bambini di prima elementare Anno Scolastico 2008-2009.

 

PER SAPERNE DI PIU':

 

www.pubblica.istruzione.it

 

- Letture:

 

"Lettera a un insegnante" di Andreoli Vittorino - Rizzoli

" Gli ultimi della classe " di Paola Tavella - Feltrinelli

Daniel Pennac e la serie di romanzi che girano attorno a Benjamin Malaussène

 

- Film:

 

"Chiedo asilo", un film di Marco Ferreri (1979)

"Non uno di meno", un film di Zhang Yimou (1999)

"Scoprendo Forrester", un film di Gus Van Sant (2000)

"School of rock", un film di Richard Linklater (2003)

"Les Choristes", un film di Christophe Barratier (2004)

 

 

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