Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 46 del 22 Dicembre 2008

 

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Bilancio sull’Industria della Comunicazione

 

di Giuditta Angela Mosca

 

Il 18 dicembre a Roma, presso il Tempio di Adriano, si è svolto il sesto Summit sull’Industria della Comunicazione al quale sono intervenuti, oltre agli esponenti della Fondazione Rosselli, anche Giovanna Melandri (PD), Claudio Petruccioli (Rai), Gina Nieri (Mediaset), Pietro Guindani (Vodafone) e molti altri. Un’occasione, per la Fondazione Rosselli, di presentare l’undicesimo Rapporto Iem, che quest’anno ripercorre i cambiamenti del settore dal 1978 al 2008. Ad aprire i lavori delle tavole rotonde è stata la prof.ssa Flavia Barca (Coordinatrice Iem – Fondazione Rosselli) che, proprio con una relazione introduttiva “1987 – 2008: le trasformazioni dell’Industria della Comunicazione in Italia nel contesto europeo” ha delineato un quadro chiaro e preciso sull’andamento dei mercati, le sfide, i rischi e le opportunità che si aprono per il futuro.

 

Questa edizione del rapporto Iem è insieme ordinaria e straordinaria ha commentato la prof.ssa Barcaordinaria perché mantiene la sua mission di offrire dati, trend e raffronti internazionali per tutti i settori che compongono l’industria della comunicazione; straordinaria perché la decisione di celebrare i primi dieci rapporti Iem è stata l’occasione per interrogarsi sulle trasformazioni dell’industria della comunicazione attraverso un’analisi storica, lungo un arco di tempo ventennale, di natura quantitativa e qualitativa”. L’analisi è stata completata da un cd-rom allegato al rapporto che contiene una banca dati con i testi di tutte le edizioni precedenti.

 

Indentificare dei punti di rottura in un’evoluzione storica – ha continuato la prof.ssa Barca – può rappresentare una forzatura, ci sono quattro fenomeni che rappresentano dei punti di svolta importanti nella storia dei media in Italia negli ultimi 20 anni: l’esplosione degli investimenti pubblicitari negli anni ’80; la diffusione del computer, di una cultura digitale e multipiattaforma, quindi la nascita di Internet e lo sviluppo delle reti; la telefonia mobile e, con questa, la possibilità di interazione in ogni momento della giornata ed infine lo sviluppo della pay-tv, sotto la cui spinta tutti i mercati si configurano stabilmente a due versanti e competono per gli investimenti delle imprese, il tempo e la spesa degli spettatori. Questi fattori di rottura o di cambiamento hanno avviato o velocizzato alcuni processi con la conseguenza di lanciare dei settori e contribuire al rallentamento di altri: nel mercato ICT, ad esempio, l’ascesa verticale delle telecomunicazioni mobili, seppur rallentatasi negli anni 2000, ha contribuito ad una lunga fase di stagnazione del mercato delle telecomunicazioni fisse; nella spesa diretta dei consumatori in contenuti audiovisivi, l’ascesa della pay-tv, insieme a fattori come la pirateria, ha contribuito al rallentamento del mercato Home Video."

 

Il risultato complessivo è un’industria della comunicazione che sfiora i 101 miliardi nel 2007, a fronte dei 28,6 miliardi del 1987. L’industria è sempre più condizionata dalle grosse sfide provenienti dal mercato internazionale e le spinte al consolidamento hanno avuto importanti ripercussioni sul mercato italiano nel 2007: Telecom-Telefonica, Vodafone-Tele2, Swisscom-Fastweb, e molti gruppi di comunicazione in Italia fanno riferimento ad azionisti esteri: da Wind, H3g, Sky, ai centri media, alle filiali delle major Usa in cinema, tv, video, musica…. In questo Summit non è mancato il momento delle polemica, oltre ai buoni propositi elencati, Gina Nieri (Mediaset) e Claudio Petruccioli (Rai – Radiotelevisione italiana) hanno suggerito un “corso di aggiornamento per i giornalisti” rei di aver riportato i dati secondo cui, dopo il passaggio al digitale in Sardegna, il gradimento di Rai e Mediaset è sceso al di sotto del 75%.


 

 

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