Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 46 del 22 Dicembre 2008

 

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Telestrada: la web tv dei senza dimora

 

di Antonio Borzì

 

Catania nell'ultimo periodo è balzata al centro delle cronache politiche ed economiche per il precario stato delle finanze cittadine. La pluriennale gestione Scapagnini ha lasciato un buco, che si fatica a quantificare con precisione, nelle casse del capoluogo etneo. Nei mesi scorsi le principali strade sono rimaste al buio per dei problemi nel pagamento dei debiti comunali nei confronti dell'enel e di luce per i cittadini catanesi se ne vede ben poca. Una situazione che vede, come spesso accade, un allargamento della forbice che divide i ricchi dai poveri. Le famiglie che stavano appena sopra la soglia di povertà stanno vedendo aggravarsi sempre più la propria posizione e, sembra quasi inutile sottolinearlo, coloro i quali già non riuscivano ad arriva alla fatidica quarta settimana stanno affondando in questo pessimo quadro.

 

La caritas diocesana di Catania. Come spesso accade nelle situazioni di difficoltà chi sta in condizioni migliori si prodiga per aiutare quelli in difficoltà. Un aiuto importante per la comunità catanese è sempre arrivato dall'azione della Caritas che, nella sede vicina la stazione centrale di Catania, accoglie le richieste dei senzatetto fornendo dei preziosi e indispensabili aiuti. La sede, a due passi dalla stazione, è in uno dei cuori pulsanti della città dove si registrano il maggior numero di senzatetto ed extracomunitari non in regola.

 

Telestrada. La caritas di Catania è andata oltre. Ha deciso di espandere i propri aiuti donando non solo mezzi di prima necessità ma anche una voce alle persone in difficoltà che risiedono nel capoluogo etneo. Ampliando l'esperienza di “scarp de tenis”, il mensile della caritas, nella sede di Catania è nata: telestrada.

 

Per comprendere i motivi e le modalità di nascita di questa esperienza abbiamo intervistato Gabriella Virgillito direttore responsabile e vera anima dell'inziativa:

 

Com'è nata l'esperienza di telestrada?
L'idea è nata dalla redazione di Catania di Scarp de tenis: il mensile di strada nazionale della Caritas Italiana, abbiamo pensato di usare un modo più immediato della carta stampata per raggiungere la gente, la tv e soprattutto il web ci è sembrato il modo migliore, ci è sembrato che l'impatto delle immagini riesca a coinvolgere molto di più¹ la gente sulle nostre storie. Telestrada è realizzata interamente dalla redazione, ci riuniamo presso l'Help Center della stazione, luogo molto simbolico perchè è il centro di prima accoglienza della Caritas perciò lo abbiamo scelto per le riunioni di redazione.

 

Chi contribuisce a realizzare questo progetto?
Il team è composto da persone senza fissa dimora o in grave stato di necessità, persone povere, che non possono pagarsi un pranzo e quindi mangiano alle mense per i poveri. C' è un segretario di redazione, un fotoreporter, i redattori di strada. Inoltre ci sono i volontari e due operatori della Caritas, uno si occupa dell'aspetto amministrativo e diffusionale del giornale, infatti Scarp de tenis viene venduto dai senza fissa dimora i quali trovano anche una fonte di reddito grazie alla vendita, si chiama Giovanni Calleri e l'altra sono io, una giornalista, curo la comunicazione per Caritas Catania, coordino la redazione di Scarp de tenis per le pagine locali di Catania e anche Telestrada. Abbiamo anche sostenitori esterni del progetto come Lello Analfino dei Tinturia, nostro testimonial ufficiale, anche lui redattore di strada. Leader di una band tutta siciliana che ha fatto emigrare la propria musica in tutta Italia. Li abbiamo scelti per una comunanza di interessi e di intenzioni!
Inoltre, tutte le musiche dei nostri documentari sono state concesse da un musicista, si tratta di Mauro Masà, molto noto per essere uno dei più sensibili interpreti delle canzoni di Lucio Battisti, in realtà lui è anche un bravo compositore, quindi gli siamo molto grati per le belle musiche che ci ha permesso di utilizzare.

 

Un' esperienza che nasce e si sviluppa dal basso dunque. Come riuscite a sostenere tutte le difficoltà che posso nascere dalla realizzazione di un simile progetto?
Non abbiamo grandi mezzi ma i servizi vengono bene perchè raccontiamo storie che conosciamo, volti che incontriamo ogni giorno per strada o nei luoghi di ricovero, le dimore, le mense per i poveri, sono nostri amici, gente di strada, ci riconoscono, ci accettano, da noi si fanno riprendere perchè sanno che non tratteremo i loro racconti con pietismo ma con dignità. Diffondiamo le notizie attraverso il nostro sito www.telestrada.it che è on line dal 13 dicembre 2008 e anche attraverso le tv locali che ci ospitano periodicamente: Antenna Sicilia e Rai 3 regionale. Noi vogliamo raccontare la vita di strada con un occhio diverso rispetto alla normale informazione. La nostra è un'opera che nasce dal basso e che, proprio per questo, ha un taglio differente. Il fattore di novità è rappresentato dall'assoluta mancanza di mediazione che rende le nostre storie autentiche e differenti.

Un normale progetto editoriale o ha ci sono anche altri fini?
Il progetto non ha solo scopi giornalistici di informazione, ma anche sociali, l'obiettivo è il reinserimento sociale e lavorativo dei senza fissa dimora che vi partecipano. Ovviamente le nostre notizie e video-documentari trattano dei temi del sociale, della solidarietà, ma anche musica, cultura in generale, cinema, abbiamo stretto amicizia con registi che ci hanno messo a disposizione le loro opere, per esempio Ricky Farina, un regista di Milano, autore di tre bellissimi video ritratti (Silvano Agosti, Alda Merini e Roby Rosi), Francesco Villa, autore di un film sui clochard della stazione di Milano dal titolo “Happy mania” e Daniele Consoli, un regista catanese che ha fatto un documentario sul quartiere di Librino (un quartiere della periferia di Catania, molto disagiato), tutti questi video sono già on line su www.telestrada.it.Vogliamo raggiungere tutti: la gente, le istituzioni, chi è potente e può fare qualcosa per cambiare le cose, i ricchi che possono dare il loro superfluo.

 

Un'esperienza dunque che, nonostante sia ancora “neonata”, ha ben chiari i propri obiettivi. Un esempio chiaro di come si possa fare del “citizen journalism” anche in Italia dando una voce chiara e precisa ai più deboli.


 

 

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