| Roma,
sfida tra i campioni del joystick
di
Gabriele Niola
Si
è svolto all'Auditorium di Roma il Gameland 2008, un
torneo internazionale di videogiochi con un montepremi di 80.000
euro a cui hanno partecipato i più grandi videogiocatori
da tutta Europa. Le discipline erano ProEvolution Soccer 2009,
Gears Of War 2, Call Of Duty IV, Guitar Hero III e Halo 3. Come
nelle Olimpiadi ogni disciplina aveva un'organizzazione diversa,
giocatori diversi, premi diversi e premiazioni diverse. Tutto
si è svolto nei garage dell'Auditorium agghindati per l'occasione
con temi e luci cyberpunk, una cornice decisamente più
che convincente. Mentre infatti all'esterno andava avanti la parte
fieristica a perta a tutti, nei sotterranei potevano entrare solo
i giocatori (per iscriversi bastava pagare i 15€ del biglietto)
i quali singolarmente o divisi in squadre si sono affrontati in
3 giorni di sfide ed eliminazioni. Ovviamente c'erano molti primatisti
mondiali. Intere squadre molto note o singoli giocatori che sono
star internazionali come Monkey, recentemente laureatosi campione
del mondo di Guitar Hero al World Cyber Game che a Roma ha nuovamente
battuto in finale l'italiano Lo7_.
Data
la posizione dell'evento gli italiani erano la nazionalità
più rappresentata, ma nonostante questo non abbiamo fatto
man bassa di premi. Un secondo posto appunto a Guitar
Hero e un primo posto a PES2009 (battendo il campione
d'Europa) sono tutto quello che possiamo vantare. Impossibile
competere con gli Olandesi e gli Inglesi nei giochi militari.
Specialmente perché molti di essi erano ad un altro livello
di professionalità. In Italia non c'è molto la mentalità
da torneo di videogiochi dunque mancano anche gli sponsor, molte
squadre straniere invece erano sponsorizzate e vestite con magliette
che sembravano tute da piloti di Formula Uno. Case di videogiochi
ma anche costruttori di hardware fino a marchi noti come Intel,
avevano portato diverse squadre pagando tutto e prendendo parte
della vincita. Gli altri si sono invece pagati da soli la trasferta
sperando in un buon piazzamento e quindi nella possibilità
di trovare uno sponsor per il prossimo torneo.
A
ciò si aggiunge che la struttura stessa dei giochi militari
sfavorisce l’Italia. Mentre infatti Guitar Hero
e PES2009 sono giochi individuali da fare uno contro uno, i giochi
militari come Halo, Gears Of War e Call Of Duty sono fatti in
squadra, 5 contro 5, con tanto di team manager che non gioca ma
sta dietro ai giocatori per coordinarli. Qualcosa in cui evidentemente
noi non riusciamo bene. Infine alcuni tra i nostri migliori, come
la squadra di Lapo Matteoni, arrivata quinta ai World Cyber Games,
erano stati reclutati per l'organizzazione. La poca esperienza
italica in materia infatti ha reso necessaria la consulenza di
molti giocatori di prestigio, sia per l'organizzazione che per
l'arbitraggio. Molti erano gli arbitri incaricati di controllare
che le partite si svolgessero regolarmente, che i giocatori non
si scaldassero troppo e che, per alcuni giochi, non facessero
mosse non consentite.
Non
tutto però si è svolto senza problemi.
Mentre i tornei militari infatti sono finiti in orario e quello
di Guitar Hero ha anche visto una spettacolare finale su grande
schermo, quello di PES2009 ha risentito di terribili problemi
organizzativi che hanno fatto ritardare l'inizio delle partite
di 8 ore nell'ultima giornata. Gli umori dei giocatori erano dei
peggiori. Specialmente quelli degli stranieri che si lamentavano
di come nessuno dell'organizzazione parlasse italiano. Tutto doveva
finire alle 20 con una cerimonia e l'abbandono del luogo alle
22. Eppure solo alle 18 si cominciano a giocare i 64esimi di finale.
Così molti giocatori di altri paesi che avevano preso il
volo proprio per le 22 sono stati costretti ad abbandonare senza
poter avere la possibilità di vincere i soldi con i quali
si sarebbero ripagati il costo della trasferta. Inoltre alle 22
come da contratto vengono staccate le luci dei garage (lasciando
solo quelle di sicurezza) e soprattutto il riscaldamento. In breve
non c'è più differenza tra dentro e fuori e molti
cominciano a smontare le parti non utilizzate dell'allestimento.
Tutto
questo fa infuriare gli animi e in molti cominciano a non rispettare
più le regole in primis quella per la quale non si parla
e non si fa tifo durante le fasi di gioco di una partita ma solo
durante le pause. Il fenomeno assume proporzioni tali (specialmente
a favore degli italiani contro gli stranieri) che verso la mezzanotte
l'organizzazione si vede costretta a cacciare tutti e finire il
torneo a porte chiuse. Accade così che la grande finale
si svolge alle 2 del mattino alla presenza di pochissime persone
molte delle quali vigili del fuoco, su uno schermo di medie dimensioni
(l'unico ancora acceso) e in silenzio.
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