Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 45 del 15 Dicembre 2008

 

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Roma, sfida tra i campioni del joystick

 

di Gabriele Niola

 

Si è svolto all'Auditorium di Roma il Gameland 2008, un torneo internazionale di videogiochi con un montepremi di 80.000 euro a cui hanno partecipato i più grandi videogiocatori da tutta Europa. Le discipline erano ProEvolution Soccer 2009, Gears Of War 2, Call Of Duty IV, Guitar Hero III e Halo 3. Come nelle Olimpiadi ogni disciplina aveva un'organizzazione diversa, giocatori diversi, premi diversi e premiazioni diverse. Tutto si è svolto nei garage dell'Auditorium agghindati per l'occasione con temi e luci cyberpunk, una cornice decisamente più che convincente. Mentre infatti all'esterno andava avanti la parte fieristica a perta a tutti, nei sotterranei potevano entrare solo i giocatori (per iscriversi bastava pagare i 15€ del biglietto) i quali singolarmente o divisi in squadre si sono affrontati in 3 giorni di sfide ed eliminazioni. Ovviamente c'erano molti primatisti mondiali. Intere squadre molto note o singoli giocatori che sono star internazionali come Monkey, recentemente laureatosi campione del mondo di Guitar Hero al World Cyber Game che a Roma ha nuovamente battuto in finale l'italiano Lo7_.

 

Data la posizione dell'evento gli italiani erano la nazionalità più rappresentata, ma nonostante questo non abbiamo fatto man bassa di premi. Un secondo posto appunto a Guitar Hero e un primo posto a PES2009 (battendo il campione d'Europa) sono tutto quello che possiamo vantare. Impossibile competere con gli Olandesi e gli Inglesi nei giochi militari. Specialmente perché molti di essi erano ad un altro livello di professionalità. In Italia non c'è molto la mentalità da torneo di videogiochi dunque mancano anche gli sponsor, molte squadre straniere invece erano sponsorizzate e vestite con magliette che sembravano tute da piloti di Formula Uno. Case di videogiochi ma anche costruttori di hardware fino a marchi noti come Intel, avevano portato diverse squadre pagando tutto e prendendo parte della vincita. Gli altri si sono invece pagati da soli la trasferta sperando in un buon piazzamento e quindi nella possibilità di trovare uno sponsor per il prossimo torneo.

 

A ciò si aggiunge che la struttura stessa dei giochi militari sfavorisce l’Italia. Mentre infatti Guitar Hero e PES2009 sono giochi individuali da fare uno contro uno, i giochi militari come Halo, Gears Of War e Call Of Duty sono fatti in squadra, 5 contro 5, con tanto di team manager che non gioca ma sta dietro ai giocatori per coordinarli. Qualcosa in cui evidentemente noi non riusciamo bene. Infine alcuni tra i nostri migliori, come la squadra di Lapo Matteoni, arrivata quinta ai World Cyber Games, erano stati reclutati per l'organizzazione. La poca esperienza italica in materia infatti ha reso necessaria la consulenza di molti giocatori di prestigio, sia per l'organizzazione che per l'arbitraggio. Molti erano gli arbitri incaricati di controllare che le partite si svolgessero regolarmente, che i giocatori non si scaldassero troppo e che, per alcuni giochi, non facessero mosse non consentite.

 

Non tutto però si è svolto senza problemi. Mentre i tornei militari infatti sono finiti in orario e quello di Guitar Hero ha anche visto una spettacolare finale su grande schermo, quello di PES2009 ha risentito di terribili problemi organizzativi che hanno fatto ritardare l'inizio delle partite di 8 ore nell'ultima giornata. Gli umori dei giocatori erano dei peggiori. Specialmente quelli degli stranieri che si lamentavano di come nessuno dell'organizzazione parlasse italiano. Tutto doveva finire alle 20 con una cerimonia e l'abbandono del luogo alle 22. Eppure solo alle 18 si cominciano a giocare i 64esimi di finale. Così molti giocatori di altri paesi che avevano preso il volo proprio per le 22 sono stati costretti ad abbandonare senza poter avere la possibilità di vincere i soldi con i quali si sarebbero ripagati il costo della trasferta. Inoltre alle 22 come da contratto vengono staccate le luci dei garage (lasciando solo quelle di sicurezza) e soprattutto il riscaldamento. In breve non c'è più differenza tra dentro e fuori e molti cominciano a smontare le parti non utilizzate dell'allestimento.

 

Tutto questo fa infuriare gli animi e in molti cominciano a non rispettare più le regole in primis quella per la quale non si parla e non si fa tifo durante le fasi di gioco di una partita ma solo durante le pause. Il fenomeno assume proporzioni tali (specialmente a favore degli italiani contro gli stranieri) che verso la mezzanotte l'organizzazione si vede costretta a cacciare tutti e finire il torneo a porte chiuse. Accade così che la grande finale si svolge alle 2 del mattino alla presenza di pochissime persone molte delle quali vigili del fuoco, su uno schermo di medie dimensioni (l'unico ancora acceso) e in silenzio.


 

 

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