| Ferpi,
convegno sulla Comunicazione
di
Antonio Borzì
Lo
splendido Monastero dei Benedettini dal 3 al 5 dicembre ha fatto
da sfondo ad una serie di interventi inerenti il mondo della comunicazione
e delle relazioni pubbliche. Il dibattito è stato alimentato
da numerosi interventi di specialisti del settore e professori
della facoltà catanese. La prima giornata ha visto la presentazione
della Ferpi (Federazione Relazione Pubbliche Italiana)
con tutta la serie di compiti e funzioni svolte nel corso degli
anni. Dopo questo primo contatto il dibattito è entrato
nel vivo.
La
differenza fra comunicazione e informazione è
stata una delle colonne portanti del dibattito della prima giornata
e soprattutto della seconda. Per chiarire questa differenza partiremo
dalle due definizioni fornite dalla versione elettronica dello
Zanichelli 2008.
Informazione.
Si dice informazione un qualsiasi dato o elemento che permette
di venire a conoscenza di un fatto o una situazione; in accezione
più generale il termine indica l'intero sistema di comunicazione
con cui l'opinione pubblica viene messa a conoscenza di quel che
accade. Un'informazione su persone e avvenimenti specifici data
direttamente dalle persone coinvolte o indirettamente da un mezzo
di comunicazione di massa si definisce invece notizia.
Comunicazione.
Il fatto di trasmettere un'informazione, di portare qualcosa a
conoscenza di altri si definisce genericamente comunicazione.
Se la comunicazione riguarda eventi importanti riportati in modo
formale o addirittura solenne si parla piuttosto di annuncio.
Notificazione è invece parola del linguaggio giuridico
che designa i procedimenti giudiziari portati a diretta conoscenza
del destinatario.
È
facile notare dunque come lo stesso Zanichelli non differenzi
in modo netto le due definizioni facendo cadere in errore il lettore.
Gli specialisti sono stati particolarmente attenti a chiarire
questo punto. Giuseppe Idonea, presidente di
“Simedit” società di comunicazione e relazione
pubbliche, ne differenzia i compiti stabilendone anche una gerarchia:
“E' necessario- afferma Idonea- distinguere
i compiti del comunicatore con quelli del giornalista. Mentre
il giornalista da l'informazione, il team di comunicazione deve
stabilire le vie principali che devono seguire queste notizie.
Questo compito è fondamentale affinchè la comunicazione
sia convincente ed efficace. L'intero mondo giornalistico è
guidato da strategie comunicative ben precise ma, la grande massa
di informazioni da cui siamo colpiti, non riesce a farcele distinguere.”
Marketing
e relazioni pubbliche. Altra differenza chiarita nel
corso del dibattito è stata quella fra marketing e relazioni
pubbliche. Incentrato su questa tematica è stato l'intervento
di Roberto Laurentini responsabile direttore
e responsabile di marketing per la Rlconsulting Srl. Il marketing,
con una serie di azioni che reagiscono all'ascolto dei bisogni,
punta ad ottenere risultati nel breve periodo. Le relazioni pubbliche
svolgono interventi e strategie che, potenziando l'immagine dell'azienda,
abbiano un risultato proficuo nel lungo periodo. Mentre è
ben visibile il lavoro del settore marketing quello delle relazioni
pubbliche è un lavoro dietro le quinte.
Un
punto critico è stato riscontrato, come ha sottolineato
Amanda Jane Succi (responsabile Ferpi Sicilia
e professionista del settore), dall'incontro di diverse professionalità
all'interno del mondo della comunicazione con una mancanza di
compiti e funzioni ben definite all'interno dell'azienda. Le piccole
e medie imprese, che rappresentano il motore dell'economia italiana,
difficilmente hanno settori specializzati in marketing e relazioni
pubbliche. Nei casi in cui siano presenti tali organi riuniscono
queste funzioni, che sono molto differenti, attorno a pochi professionisti
che in questo modo devono svolgere compiti ad essi non congeniali.
Il
mondo della comunicazione oggi. Al centro dell'intervento
di Giancarlo Panico, delegato nazionale Ferpi,
è stato il mondo della comunicazione che coinvolge soprattutto
i nuovi mezzi di comunicazione e i giovani. Il proliferare di
nuovi social network o di mezzi di comunicazione come gli istant
messenger (msn, skype etc) ha portato ad una grande sovrabbondanza
informativa. Ci troviamo di fronte ad un passaggio da
opinione pubblica ad opinione pubblicata. I lettori non
rielaborano più le notizie dei mezzi d'informazione ma
le assumono come reali. Insomma la classica espressione “l'ha
scritto il giornale quindi è vero”. Cosa che,
dinanzi ad un'informazione che rielabora comunicati stampa nell'80%
dei casi, può assumere contorni preoccupanti.
Le
soluzioni future. Panico nel corso del suo intervento
propone delle vie da seguire per poter attuare una corretta comunicazione.
Una comunicazione eticamente corretta, sottolineata anche da Idonea
nel corso del suo intervento, è il punto fondamentale dal
quale partire. Inoltre si deve passare, e sta già avvenendo,
da un sistema unidirezionale che vede il pubblico come oggetto
di comunicazione ad uno scambio con il pubblico soggetto di essa.
Nel
corso degli interventi sono stati forniti consigli agli studenti.
Da questo punto di vista fondamentale è stata la funzione
di Margherita Verdirame (preside del corso di
laurea in Scienze della Comunicazione) che moderando il dibattito
ha permesso agli studenti proficui interventi e domande nei confronti
degli specialisti intervenuti.
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