| Il
3d è tra di noi
di
Gabriele Niola
Jeffrey
Katzenberg è venuto a Roma. Jeffrey Katzenberg
è uno dei nomi più grossi di Hollywood, padre padrone
della Dreamworks dalla sua fondazione, già ai vertici della
Disney negli anni '90 e produttore di successo negli anni '80
(è suo anche I Predatori Dell'Arca Perduta). Il nuovo pallino
di Jeffrey Katzenberg è il cinema in 3D, lo sta cercando
di far adottare in tutto il mondo ed è proprio questo che
è venuto a mostrare a Roma.
Con
il piglio dell'imbonitore da fiera ha intrattenuto una platea
di giornalisti sulla nuova tecnologia di proiezione tridimensionale,
completamente diversa da quella dei nostri padri, e completamente
priva delle controindicazioni che avevano pregiudicato il successo
delle precedenti. Ha dimostrato ciò che ha detto con 15
minuti in anteprima di Mostri Contro Alieni, il nuovo film della
Dreamworks (ovviamente in 3D) che uscirà in Aprile. L'idea
è che un'immagine vale 1000 parole "e un'immagine
in 3D ne vale 3000" come dice lui. Eppure ciò che
tutti quanti abbiamo visto non ci ha fatto saltare sulla poltrona.
Abbiamo visto il cinema in tre dimensioni funzionare davvero ma
questo non ci ha stupiti. L'effetto che risulta è come
se lo schermo acquistasse una vera profondità, come se
diventasse una finestra e quindi tutto ciò che vediamo
continuasse anche dietro di lui. Sembra come se, potendo andare
a toccarlo, la mano passasse oltre.
Eppure
tutto questo non l'abbiamo visto "usato". Quando
siamo passati dal bianco e nero al colore o dal muto al sonoro
i primi film erano solo film colorati o film con i suoni e non
film che fanno un certo uso cinematografico del colore e un certo
uso del suono. In sostanza la nuova tecnologia non va solo mostrata
ma anche utilizzata per creare senso e questo è ciò
che non si è visto e che del resto, per gli esempi già
fatti non si può pretendere da subito.
Le
sale capaci di proiettare film simili aumentano sempre di più
anche nel nostro paese. Quando uscirà il nuovo
film Dreamworks arriverà in 60 sale su tutto il territorio,
almeno una per ogni grande centro più molte altre sparse
soprattutto al nord. Il dato è importante perchè
uno degli obiettivi primari del 3D è riportare la gente
al cinema, donandogli un'esperienza nuova e irripetibile a casa.
Il 3D è il nuovo stimolo per creare affezione con la sala
secondo Katzenberg, gli esercenti ci sperano e per questo ammodernano
i loro cinema. Certo l'ammodernamento costa e molto, ma tale è
il giro di soldi e l'intento di Hollywood di puntarci che le case
di produzione stesse finanziano tale ammodernamento con i soldi
che risparmiano grazie alla distribuzione digitale. In questo
poi giocherà un ruolo fondamentale l'inaspettata recessione.
Sia per i costi legati a fare il 3D, sia soprattutto per i costi
legati all'andarlo a vedere. Si perchè il biglietto per
uno spettacolo 3D costerà un po' di più: 5 dollari
di più in America e circa 3€ di più da noi.
Un sovrapprezzo non da poco che potrebbe creare seri problemi
una volta che il 3D smetta di diventare una meraviglia tecnologica
o una novità e rientri nella normalità.
Eppure
Katzenberg è fiducioso e dice che dovunque si proietti
in 3D accanto ad un cinema 2D la gente sceglie sempre il 3D e
azzarda che tutta la nostra vita sarà in 3D, il cinema
è solo la punta dell'iceberg. Parole forti, ma tutte le
innovazioni fanno strano all'inizio. Quel che è
vero è che il 3D bloccherà la pirateria,
poiché il 90% di essa arriva dalle sale, dai film ripresi
abusivamente con le videocamere al cinema e riprendere un film
3D non ha senso perchè senza occhiali quello che si vede
è un'immagine raddoppiata e sfocata. Eppure sappiamo tutti
che la pirateria è solo momentaneamente fermata, qualcuno
da qualche parte troverà un modo prima o poi. Ma ci vorrà
un po'.
Intanto
dalla Dreamworks ci credono e ci puntano. Hanno già
annunciato che da Mostri Contro Alieni in poi tutti i loro film
saranno prodotti in 3D, e altri big com Lucas, Spielberg, Cameron,
Jackson e via dicendo lavorano a progetti 3D. Sono loro la generazione
che dovrebbe creare una grammatica del linguaggio cinematografico
in 3D, una cosa non semplice nè scontata che però
è l'unica a poter garantire la sopravvivenza del mezzo.
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