Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 43 del 1 Dicembre 2008

 

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Il 3d è tra di noi

 

di Gabriele Niola

 

Jeffrey Katzenberg è venuto a Roma. Jeffrey Katzenberg è uno dei nomi più grossi di Hollywood, padre padrone della Dreamworks dalla sua fondazione, già ai vertici della Disney negli anni '90 e produttore di successo negli anni '80 (è suo anche I Predatori Dell'Arca Perduta). Il nuovo pallino di Jeffrey Katzenberg è il cinema in 3D, lo sta cercando di far adottare in tutto il mondo ed è proprio questo che è venuto a mostrare a Roma.

 

Con il piglio dell'imbonitore da fiera ha intrattenuto una platea di giornalisti sulla nuova tecnologia di proiezione tridimensionale, completamente diversa da quella dei nostri padri, e completamente priva delle controindicazioni che avevano pregiudicato il successo delle precedenti. Ha dimostrato ciò che ha detto con 15 minuti in anteprima di Mostri Contro Alieni, il nuovo film della Dreamworks (ovviamente in 3D) che uscirà in Aprile. L'idea è che un'immagine vale 1000 parole "e un'immagine in 3D ne vale 3000" come dice lui. Eppure ciò che tutti quanti abbiamo visto non ci ha fatto saltare sulla poltrona. Abbiamo visto il cinema in tre dimensioni funzionare davvero ma questo non ci ha stupiti. L'effetto che risulta è come se lo schermo acquistasse una vera profondità, come se diventasse una finestra e quindi tutto ciò che vediamo continuasse anche dietro di lui. Sembra come se, potendo andare a toccarlo, la mano passasse oltre.

 

Eppure tutto questo non l'abbiamo visto "usato". Quando siamo passati dal bianco e nero al colore o dal muto al sonoro i primi film erano solo film colorati o film con i suoni e non film che fanno un certo uso cinematografico del colore e un certo uso del suono. In sostanza la nuova tecnologia non va solo mostrata ma anche utilizzata per creare senso e questo è ciò che non si è visto e che del resto, per gli esempi già fatti non si può pretendere da subito.

 

Le sale capaci di proiettare film simili aumentano sempre di più anche nel nostro paese. Quando uscirà il nuovo film Dreamworks arriverà in 60 sale su tutto il territorio, almeno una per ogni grande centro più molte altre sparse soprattutto al nord. Il dato è importante perchè uno degli obiettivi primari del 3D è riportare la gente al cinema, donandogli un'esperienza nuova e irripetibile a casa. Il 3D è il nuovo stimolo per creare affezione con la sala secondo Katzenberg, gli esercenti ci sperano e per questo ammodernano i loro cinema. Certo l'ammodernamento costa e molto, ma tale è il giro di soldi e l'intento di Hollywood di puntarci che le case di produzione stesse finanziano tale ammodernamento con i soldi che risparmiano grazie alla distribuzione digitale. In questo poi giocherà un ruolo fondamentale l'inaspettata recessione. Sia per i costi legati a fare il 3D, sia soprattutto per i costi legati all'andarlo a vedere. Si perchè il biglietto per uno spettacolo 3D costerà un po' di più: 5 dollari di più in America e circa 3€ di più da noi. Un sovrapprezzo non da poco che potrebbe creare seri problemi una volta che il 3D smetta di diventare una meraviglia tecnologica o una novità e rientri nella normalità.

 

Eppure Katzenberg è fiducioso e dice che dovunque si proietti in 3D accanto ad un cinema 2D la gente sceglie sempre il 3D e azzarda che tutta la nostra vita sarà in 3D, il cinema è solo la punta dell'iceberg. Parole forti, ma tutte le innovazioni fanno strano all'inizio. Quel che è vero è che il 3D bloccherà la pirateria, poiché il 90% di essa arriva dalle sale, dai film ripresi abusivamente con le videocamere al cinema e riprendere un film 3D non ha senso perchè senza occhiali quello che si vede è un'immagine raddoppiata e sfocata. Eppure sappiamo tutti che la pirateria è solo momentaneamente fermata, qualcuno da qualche parte troverà un modo prima o poi. Ma ci vorrà un po'.

 

Intanto dalla Dreamworks ci credono e ci puntano. Hanno già annunciato che da Mostri Contro Alieni in poi tutti i loro film saranno prodotti in 3D, e altri big com Lucas, Spielberg, Cameron, Jackson e via dicendo lavorano a progetti 3D. Sono loro la generazione che dovrebbe creare una grammatica del linguaggio cinematografico in 3D, una cosa non semplice nè scontata che però è l'unica a poter garantire la sopravvivenza del mezzo.

 

 

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