Ebay:
vendesi giornalista
di Giuditta Angela Mosca
Su E-Bay ormai si
vende di tutto! Potete comprare anche dei simpatici animaletti
strani e curiosi che nella vita aspirano a diventare giornalisti.
In Italia ci sono ben 21 scuole di giornalismo, da qualche tempo
l’Ordine ha deciso di fare ispezioni e controlli per decidere
se rinnovare o meno le convenzioni alle suddette. Ma il problema
non è questo: il punto è che non c’è
alternativa per diventare giornalisti professionisti e, per chi
lo diventa, le possibilità di lavoro sono irrisorie.
Vietare gli stage è un'ottima cosa ma solo se questi continuano
ad essere un’occasione di sfruttamento legalizzato, non
retribuito e senza nessuna chance di lavoro futura. Le
storie da raccontare sono molte. La scorsa settimana
è apparso su E-Bay, il seguente annuncio
di Luca Francescangeli, un giornalista in cerca
di lavoro. “Ebbene sì ci provo anche su E-bay!
Dopo essermi iscritto a decine di siti web, uffici del lavoro
e agenzie interinali, alla peggio non porterà a nulla neppure
questo. Sono precario e disoccupato: direi che non mi può
andare peggio. Ma parliamo di me e della mia voglia di lavorare
che metto qui in vendita. Sono un praticante giornalista di 28
anni con sei anni di gavetta alle spalle, una laurea in scienze
della comunicazione con il massimo dei voti e un master, sempre
in comunicazione. Non sono un “amico degli amici”
ma ho lavorato in giornali di livello, televisioni e uffici stampa
e vorrei avere un'opportunità, quella che ti può
far tornare la speranza e il sorriso. Mi piace il settore editoriale
e ci vorrei rimanere. Sapevo che fare il giornalista senza avere
le spalle “coperte” era difficile, che è una
professione con ingressi stretti, tortuosi e affollati. Ma a un
certo punto devi fare qualcosa o rischi che la salita ti spezzi…
E state tranquilli non sarò esoso sullo stipendio: sono
abituato a tirare la cinghia. Se siete precari anche voi e volete
raccontarmi la vostra storia, io e altri amici abbiamo creato
il blog: noiprecari.blogspot.com. Vogliamo far partire un progetto
per provare a smuovere le acque, ma ci serve aiuto…”.
Fin’ora Luca è stato ospitato in varie trasmissioni,
non ha trovato lavoro ma certamente ha smosso le acque.
Abbiamo
parlato con lui per farci raccontare la sua storia. Puoi parlarci
della tua storia/esperienza come aspirante giornalista?
Sono uno dei tanti che ci prova ogni giorno. Ho una laurea, un
master e tanta passione. Ho iniziato circa sette anni fa e da
allora non mi sono mai fermato. Ho collaborato con quotidiani,
riviste e televisioni, collezionando molto lavoro gratis e qualche
soddisfazione sparsa. In tutto ho fatto 14 mesi di stage in tre
anni e mezzo (cioè da quando mi sono laureato) e 11 mesi
di contratto a termine come praticante. Gli incarichi di maggior
rilievo? Ho lavorato per La Nazione a Firenze (come stagista prima
e poi come praticante) e collaboro con l’edizione Lazio
Nord del Tempo di Roma dal settembre 2002. Vorrei diventare professionista
lavorando, senza fare la scuola di giornalismo. Credo che la scuola
non dia nessuna garanzia di lavoro e neppure di superiore formazione.
Inoltre ha un costo economico e di vita notevole.
Perchè vendersi su E-Bay, quali sono le motivazioni per
questa iniziativa/provocazione? Perché il lavoro
precario è una merce, e allora io mi vendo come un televisore
usato o una lampada. Perché noi precari siamo ingranaggi
anonimi e sostituibili. L’unico parametro preso in considerazione
è il costo, che deve essere più basso possibile.
Avevo due obiettivi: farmi pubblicità (perché davvero
non trovo lavoro) e accendere un riflettore sul problema precari.
E ci sono riuscito.
Cosa pensi dell'Ordine dei Giornalisti, abolirlo o meno?
Non sono un tecnico dell’Ordine, ma ho alcune idee in merito.
Io propendo per l’abolizione, perché penso che oggi
l’Ordine sia rappresentativo solo di una fascia minima di
colleghi e d’interessi privilegiati. L’orizzonte della
professione è cambiato, ma l’Ordine è fermo,
tutela pochi e non applica politiche serie d’acceso o di
promozione della professione. Credo che sia più un impiccio
che un aiuto a chi oggi vuole cominciare questa carriera.
Come
te sono tantissimi i disoccupati e i precari nel settore del giornalismo,
quali pensi siano le motivazioni?
Questa
domanda è il vaso di Pandora. Le cause sono tante, io ti
dico brevemente la mia, ma la risposta non sarà esaustiva.
Prima di tutto, il problema del precariato nei giornali è
la volontà degli editori di tagliare l’unico costo
ancora tagliabile, cioè le risorse umane. Le materie
prime e i macchinari aumentano? Tagliamo il personale. I ragazzi
sono i primi a farne le spese, perché quelli già
assunti da anni hanno contratti a prova di bomba e spesso anche
molto esosi rispetto al lavoro che effettivamente svolgono (dipende
dalle testate comunque, meglio non generalizzare). Inoltre non
esiste un percorso universitario definito per la carriera di giornalista.
Le scuole per me non servono a nulla. Servono corsi di laurea
a numero chiuso, esattamente come gli avvocati, con un periodo
di praticantato sul campo a fine percorso di studi. Questo comporterebbe
una selezione e migliorerebbe le condizioni dei precari. Se ci
sono meno aspiranti, è possibile che si creino più
spazi per chi ce la fa a superare la selezione e rimane nel giro.
Poi ricordiamoci che in Italia grandi testate si permettono di
pagare i collaboratori anche due euro lordi a pezzo e con questo
ho detto tutto….
Il
tuo annuncio ha dato qualche frutto?
Mi
ha portato visibilità (siti internet, quotidiani, televisione
tra cui un’ospitata a “Domenica In”) e tanta
solidarietà di ragazzi e ragazze come me. Per il resto
di lavoro ancora nisba, ma non demordo: sono geloso dei
miei sogni.
Perché
un blog?
Perché
in tanti mi hanno contattato dopo l’inserzione e io volevo
fare qualcosa per tenerci uniti, per discutere di precariato anche
dopo che il ciclone mediatico si fosse quietato.Ho trovato un
amico che mi ha aiutato nella parte informatica e siamo partiti.
Il blog è stata la scelta naturale. Facile, veloce ed economico.
L’ho aperto all’indirizzo noiprecari.blogspot.com.
E’ ancora in fasce, ma sono soddisfatto dei riscontri ottenuti
e mi auguro possa crescere.
PER
SAPERNE DI PIU':
Eleonora
Voltolina cura il bolg
"http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/
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