Erickson,
un convegno sulla qualità del Welfare
di Giuditta Angela Mosca
“La
Qualità del Welfare, buone pratiche e innovazioni”
è la denominazione del Convegno che si terrà a Riva
del Garda dal 13 al 15 novembre 2008. L’evento è
organizzato dal Centro Studi Erickson e dalla
rivista “Lavoro Sociale” in collaborazione
con varie associazioni di categoria: sociologi, psicologi, educatori,
assistenti sociali e le Università di Bologna, Bolzano,
Cattolica di Milano e Trento. In questi tre giorni di Convegno
si discuterà, in un confronto aperto tra operatori e volontari,
della qualità nel sistema dei servizi e interventi sociali.
La pratica da sempre costituisce fonte di ispirazione e palesa
la qualità di molti servizi e progetti in ambito sociale,
questo convegno sarà il luogo dove teoria e pratica si
incontreranno.
Sotto
la Direzione Scientifica di Pierpaolo Donati,
Università di Bologna, e Fabio Folgheraiter,
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
si alterneranno 30 workshop di approfondimento,
la presentazione delle esperienze innovative condotte nel campo
del lavoro sociale nella Sezione “Interventi Liberi”,
presentazione di software Erickson e testi sui temi trattati.
Il Convegno è aperto ai contributi di operatori professionisti
o volontari che intendano presentare un’esperienza innovativa
condotta nel campo del lavoro sociale e proprio il loro apporto
verrà premiato individuando le migliori esperienze che
saranno inserite in un volume delle Edizioni Erickson, inoltre,
le migliori “prassi” verranno esposte nell’ultima
giornata del Convegno e saranno pubblicate sulla rivista “Lavoro
sociale”. A parlarci meglio del Convegno sarà
Maria Luisa Raineri, Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano, Coordinatore Scientifico del Convegno.
Di
cosa si dibatterà in questo convegno sul Welfare?
Il settore del Welfare di cui ci occuperemo è, in particolare,
quello dei servizi sociali alla persona, i servizi socio-assistenziali.
Il Convegno sarà quindi un'occasione di incontro e di riflessione
per tutti coloro che, a vari livelli e con varie funzioni, si
occupano di questi servizi. Dunque i professionisti che vi lavorano,
cioè assistenti sociali, educatori professionali, psicologi,
eccetera, ma anche persone impegnate nel volontariato. Poi i dirigenti
e gli amministratori degli enti locali, delle cooperative sociali,
delle associazioni di volontariato, più in generale del
settore non-profit: tutti coloro che si occupano
delle politiche sociali e/o della concreta realizzazione degli
interventi di assistenza e di aiuto. I relatori del Convegno sono,
da un lato, studiosi del settore, nell'ambito del lavoro sociale,
della sociologia, della pedagogia, della psicologia, delle politiche
sociali. Oltre a molti studiosi italiani, il Convegno prevede
anche il contributo di alcuni esperti stranieri:
avremo con noi sette ospiti della Gran Bretagna e una studiosa
israeliana. Accanto a questi studiosi, l'anima del Convegno saranno
poi numerosissimi esperti, oltre cento, che lavorano sul campo:
operatori che portano le loro esperienze dirette, in particolare
quelle che appaiono ben riuscite, o particolarmente significative
e promettenti rispetto alla costruzione del welfare, inteso
come benessere delle persone, e miglioramento della vita di chi
è più in difficoltà. Non ultimi
per importanza, abbiamo una serie di contributi e riflessioni
portate dai cosiddetti utenti e familiari esperti: persone che
ben conoscono le difficoltà per averle vissute in prima
persona o nella loro famiglia, conoscono altrettanto bene il mondo
dei servizi e, nel tempo - nonostante le loro difficoltà
ed, anzi, proprio grazie ad esse - hanno maturato una competenza
preziosa sia nel contribuire fattivamente ad aiutare altri, sia
nel proporre idee e miglioramenti agli addetti ai lavori.
Quali saranno le principali tematiche e tavole rotonde?
Di cosa tratteranno?
Il Convegno è articolato così: nelle tre mattinate
sono previste altrettante sessioni plenarie,
con contributi di largo respiro che riguardano tre ambiti principalmente:
-le
politiche socio-assistenziali e l'organizzazione dei servizi,
con particolare attenzione, direi, al tema della sussidiarietà
e al Terzo settore;
-l'etica dell'assistenza e il "cuore"
che, accanto alle competenze tecniche, è indispensabile
per dare anima ai progetti di aiuto, di animazione, di prevenzione;
-la metodologia del lavoro sul campo e gli approcci
che la guidano. Nei due pomeriggi, invece, sono previsti 60 interventi
liberi e 30 workshop di approfondimento, su altrettante tematiche,
più specifiche. È soprattutto qui che troveranno
spazio le esperienze concrete, le buone prassi cui si fa riferimento
nel titolo del Convegno. Con buone prassi intendiamo quelle
esperienze che hanno successo nel migliorare il benessere delle
persone. Quelle iniziative, quei progetti, ma anche quei
modi di lavorare con le singole persone o le singole famiglie
che stanno dando buoni risultati, che promettono bene e quindi
meritano di venire anzitutto conosciuti, diffusi, e poi meritano
anche di diventare spunti di riflessione, di confronto, di ricerca,
per individuare assieme quali ne sono gli aspetti "vincenti",
per così dire, e quindi come estenderne la realizzazione.
Nel campo dei servizi alla persona ci sono senz'altro
molte cose che non vanno, molte cose da migliorare, ma anche centinaia
di operatori, di volontari, di cittadini attivi che fanno del
lavoro di grande valore, del lavoro prezioso ma spesso non abbastanza
conosciuto o capito.
Tante
buone prassi, nella quotidianità, che costituiscono un
grande patrimonio da mettere in valore. Cito soltanto alcuni dei
temi dei workshop:
-avremo
un workshop sull'auto/mutuo aiuto per le
vecchie e nuove dipendenze (quindi alcol, stupefacenti,
ma anche gioco d'azzardo, shopping compulsivo, dipendenza da internet);
-un altro sulle esperienze di riqualificazione delle periferie
urbane;
-un altro ancora sul "Fareassieme"
in psichiatria, cioè su quel movimento volto all'empowerment
e alla valorizzazione del sapere di chi vive difficoltà
di salute mentale;
-ancora, sull'intercultura nelle comunità scolastiche,
sui progetti di vita indipendente per le persone disabili,
sugli interventi di protezione per i minori,
immigrati, sui problemi di indebitamento e molto
altro ancora.
Il convegno è alla seconda edizione, quali sono
stati le conclusioni del primo convegno, e in cosa questo secondo
incontro si differenzia?
Il senso del Convegno, sia di quest'anno che due anni fa, è
soprattutto creare un'occasione significativa per conoscersi,
per confrontarsi sulle buone prassi, per creare
contatti che possano continuare anche dopo, per
cercare tutti insieme, studiosi e operatori, di imparare
da ciò che funziona. Per questo abbiamo strutturato
i lavori dando spazio a moltissime testimonianze e abbiamo curato
la costruzione di un programma di sala molto corposo, in cui abbiamo
inserito la sintesi di tutti gli interventi, quasi duecento, e
i riferimenti per contattare chi ha portato il proprio contributo:
proprio per consentire occasioni di confronto anche al di là
delle tre giornate del convegno. Questo, nella scorsa edizione,
è stato molto apprezzato dai partecipanti. Un'ulteriore
opportunità offerta dal Convegno è quella di far
conoscere a chi lavora nei servizi socio-assistenziali qualche
aspetto significativo di ciò che, in questo campo, succede
al di là dei confini italiani. Sul piano pratico il lavoro
sociale è, per necessità, molto contestualizzato.
Questo però non significa che quanto si sviluppa in altri
Paesi non dia significativi spunti di riflessione. Gli operatori
sociali italiani in genere conoscono assai poco il panorama internazionale.
È per questo che, in questa edizione e in quella del 2006,
così come in altre iniziative più piccole che le
hanno precedute, abbiamo coinvolto anche esperti stranieri. In
questo senso, oltre che per la centratura sulle buone prassi,
il Convegno è l'estensione dell'attività
della rivista "Lavoro Sociale", che
il Centro Erickson pubblica da otto anni. In
qualche modo, quindi, questa edizione è una sorta di "prosecuzione"
di quella precedente, con una diversa articolazione delle tematiche
specifiche, con nuove testimonianze e nuovi contributi.
La partecipazione al convegno è aperta a tutti?
Perché un cittadino dovrebbe partecipare a questo convegno?
Il convegno è aperto a tutti, salvo il pagamento della
quota di iscrizione, l'evento è organizzato dalla rivista
“Lavoro Sociale” e dal Centro Studi Erickson
senza alcun contributo economico esterno. Come ho accennato sopra,
ci rivolgiamo a chi ruota attorno al mondo dei servizi di welfare
e il taglio dei lavori non è divulgativo, quanto piuttosto
di riflessione e approfondimento. Per cui la
partecipazione è soprattutto per chi ha già una
certa esperienza maturata nel campo, come professionista, dirigente,
oppure come volontario, utente o familiare all'interno di associazioni.
PER SAPERNE DI PIU’:
http://www.erickson.it/erickson/content.do?cat_id=316&id=1464
|