Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num.40 del 10 Novembre 2008

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Erickson, un convegno sulla qualità del Welfare

 

di Giuditta Angela Mosca

 

La Qualità del Welfare, buone pratiche e innovazioni” è la denominazione del Convegno che si terrà a Riva del Garda dal 13 al 15 novembre 2008. L’evento è organizzato dal Centro Studi Erickson e dalla rivista “Lavoro Sociale” in collaborazione con varie associazioni di categoria: sociologi, psicologi, educatori, assistenti sociali e le Università di Bologna, Bolzano, Cattolica di Milano e Trento. In questi tre giorni di Convegno si discuterà, in un confronto aperto tra operatori e volontari, della qualità nel sistema dei servizi e interventi sociali. La pratica da sempre costituisce fonte di ispirazione e palesa la qualità di molti servizi e progetti in ambito sociale, questo convegno sarà il luogo dove teoria e pratica si incontreranno.

 

Sotto la Direzione Scientifica di Pierpaolo Donati, Università di Bologna, e Fabio Folgheraiter, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si alterneranno 30 workshop di approfondimento, la presentazione delle esperienze innovative condotte nel campo del lavoro sociale nella Sezione “Interventi Liberi”, presentazione di software Erickson e testi sui temi trattati. Il Convegno è aperto ai contributi di operatori professionisti o volontari che intendano presentare un’esperienza innovativa condotta nel campo del lavoro sociale e proprio il loro apporto verrà premiato individuando le migliori esperienze che saranno inserite in un volume delle Edizioni Erickson, inoltre, le migliori “prassi” verranno esposte nell’ultima giornata del Convegno e saranno pubblicate sulla rivista “Lavoro sociale”. A parlarci meglio del Convegno sarà Maria Luisa Raineri, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Coordinatore Scientifico del Convegno.

 

Di cosa si dibatterà in questo convegno sul Welfare?
Il settore del Welfare di cui ci occuperemo è, in particolare, quello dei servizi sociali alla persona, i servizi socio-assistenziali. Il Convegno sarà quindi un'occasione di incontro e di riflessione per tutti coloro che, a vari livelli e con varie funzioni, si occupano di questi servizi. Dunque i professionisti che vi lavorano, cioè assistenti sociali, educatori professionali, psicologi, eccetera, ma anche persone impegnate nel volontariato. Poi i dirigenti e gli amministratori degli enti locali, delle cooperative sociali, delle associazioni di volontariato, più in generale del settore non-profit: tutti coloro che si occupano delle politiche sociali e/o della concreta realizzazione degli interventi di assistenza e di aiuto. I relatori del Convegno sono, da un lato, studiosi del settore, nell'ambito del lavoro sociale, della sociologia, della pedagogia, della psicologia, delle politiche sociali. Oltre a molti studiosi italiani, il Convegno prevede anche il contributo di alcuni esperti stranieri: avremo con noi sette ospiti della Gran Bretagna e una studiosa israeliana. Accanto a questi studiosi, l'anima del Convegno saranno poi numerosissimi esperti, oltre cento, che lavorano sul campo: operatori che portano le loro esperienze dirette, in particolare quelle che appaiono ben riuscite, o particolarmente significative e promettenti rispetto alla costruzione del welfare, inteso come benessere delle persone, e miglioramento della vita di chi è più in difficoltà. Non ultimi per importanza, abbiamo una serie di contributi e riflessioni portate dai cosiddetti utenti e familiari esperti: persone che ben conoscono le difficoltà per averle vissute in prima persona o nella loro famiglia, conoscono altrettanto bene il mondo dei servizi e, nel tempo - nonostante le loro difficoltà ed, anzi, proprio grazie ad esse - hanno maturato una competenza preziosa sia nel contribuire fattivamente ad aiutare altri, sia nel proporre idee e miglioramenti agli addetti ai lavori.

Quali saranno le principali tematiche e tavole rotonde? Di cosa tratteranno?

Il Convegno è articolato così: nelle tre mattinate sono previste altrettante sessioni plenarie, con contributi di largo respiro che riguardano tre ambiti principalmente:

 

-le politiche socio-assistenziali e l'organizzazione dei servizi, con particolare attenzione, direi, al tema della sussidiarietà e al Terzo settore;


-l'etica dell'assistenza e il "cuore" che, accanto alle competenze tecniche, è indispensabile per dare anima ai progetti di aiuto, di animazione, di prevenzione;


-la metodologia del lavoro sul campo e gli approcci che la guidano. Nei due pomeriggi, invece, sono previsti 60 interventi liberi e 30 workshop di approfondimento, su altrettante tematiche, più specifiche. È soprattutto qui che troveranno spazio le esperienze concrete, le buone prassi cui si fa riferimento nel titolo del Convegno. Con buone prassi intendiamo quelle esperienze che hanno successo nel migliorare il benessere delle persone. Quelle iniziative, quei progetti, ma anche quei modi di lavorare con le singole persone o le singole famiglie che stanno dando buoni risultati, che promettono bene e quindi meritano di venire anzitutto conosciuti, diffusi, e poi meritano anche di diventare spunti di riflessione, di confronto, di ricerca, per individuare assieme quali ne sono gli aspetti "vincenti", per così dire, e quindi come estenderne la realizzazione. Nel campo dei servizi alla persona ci sono senz'altro molte cose che non vanno, molte cose da migliorare, ma anche centinaia di operatori, di volontari, di cittadini attivi che fanno del lavoro di grande valore, del lavoro prezioso ma spesso non abbastanza conosciuto o capito.

 

Tante buone prassi, nella quotidianità, che costituiscono un grande patrimonio da mettere in valore. Cito soltanto alcuni dei temi dei workshop:

 

-avremo un workshop sull'auto/mutuo aiuto per le vecchie e nuove dipendenze (quindi alcol, stupefacenti, ma anche gioco d'azzardo, shopping compulsivo, dipendenza da internet);
-un altro sulle esperienze di riqualificazione delle periferie urbane;
-un altro ancora sul "Fareassieme" in psichiatria, cioè su quel movimento volto all'empowerment e alla valorizzazione del sapere di chi vive difficoltà di salute mentale;
-ancora, sull'intercultura nelle comunità scolastiche, sui progetti di vita indipendente per le persone disabili, sugli interventi di protezione per i minori, immigrati, sui problemi di indebitamento e molto altro ancora.


Il convegno è alla seconda edizione, quali sono stati le conclusioni del primo convegno, e in cosa questo secondo incontro si differenzia?
Il senso del Convegno, sia di quest'anno che due anni fa, è soprattutto creare un'occasione significativa per conoscersi, per confrontarsi sulle buone prassi, per creare contatti che possano continuare anche dopo, per cercare tutti insieme, studiosi e operatori, di imparare da ciò che funziona. Per questo abbiamo strutturato i lavori dando spazio a moltissime testimonianze e abbiamo curato la costruzione di un programma di sala molto corposo, in cui abbiamo inserito la sintesi di tutti gli interventi, quasi duecento, e i riferimenti per contattare chi ha portato il proprio contributo: proprio per consentire occasioni di confronto anche al di là delle tre giornate del convegno. Questo, nella scorsa edizione, è stato molto apprezzato dai partecipanti. Un'ulteriore opportunità offerta dal Convegno è quella di far conoscere a chi lavora nei servizi socio-assistenziali qualche aspetto significativo di ciò che, in questo campo, succede al di là dei confini italiani. Sul piano pratico il lavoro sociale è, per necessità, molto contestualizzato. Questo però non significa che quanto si sviluppa in altri Paesi non dia significativi spunti di riflessione. Gli operatori sociali italiani in genere conoscono assai poco il panorama internazionale. È per questo che, in questa edizione e in quella del 2006, così come in altre iniziative più piccole che le hanno precedute, abbiamo coinvolto anche esperti stranieri. In questo senso, oltre che per la centratura sulle buone prassi, il Convegno è l'estensione dell'attività della rivista "Lavoro Sociale", che il Centro Erickson pubblica da otto anni. In qualche modo, quindi, questa edizione è una sorta di "prosecuzione" di quella precedente, con una diversa articolazione delle tematiche specifiche, con nuove testimonianze e nuovi contributi.


La partecipazione al convegno è aperta a tutti? Perché un cittadino dovrebbe partecipare a questo convegno?
Il convegno è aperto a tutti, salvo il pagamento della quota di iscrizione, l'evento è organizzato dalla rivista “Lavoro Sociale” e dal Centro Studi Erickson senza alcun contributo economico esterno. Come ho accennato sopra, ci rivolgiamo a chi ruota attorno al mondo dei servizi di welfare e il taglio dei lavori non è divulgativo, quanto piuttosto di riflessione e approfondimento. Per cui la partecipazione è soprattutto per chi ha già una certa esperienza maturata nel campo, come professionista, dirigente, oppure come volontario, utente o familiare all'interno di associazioni.

 

PER SAPERNE DI PIU’:

 

http://www.erickson.it/erickson/content.do?cat_id=316&id=1464


 

 

 

 

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