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Siamo
un popolo di marinai, non di navigatori
di
Fabio Miceli
Nonostante
l’inarrestabile diffondersi di chat e social network quali
Facebook e dei vari portali organizzatori di forum e discussioni
gli italiani, confronto agli altri cittadini europei, risultano
ancora poco in confidenza con le nuove tecnologie, specialmente
nei confronti di internet. Lo ha riferito l’Istat, al termine
di un’indagine relativa al consumo dei beni tecnologici
per il 2008 che, numeri alla mano, ha reso noto un dato
piuttosto inaspettato. Siamo al fanalino di coda in Europa in
termini di accesso a internet da casa, sia tradizionale
che in banda larga e in comparazione agli altri paesi, guardiamo
gli altri dagli inferi del quart’ultimo posto
con un tasso di penetrazione del 42% rispetto alla media
europea del 60%. Non si rischia la retrocessione ma certo
è evidente che questo tipo di tecnologia ci ancora troppo
estraneo, peggio di noi solo in Grecia, Romania e Bulgaria.
In termini di Digital Divide siamo dunque considerati
un paese a rischio. Col termine inglese (divario
digitale) si intende il divario esistente tra chi può accedere
alle nuove tecnologie) e chi no.. Tuttavia vi è consenso
nel riconoscere che condizioni economiche, di istruzione
e l'assenza di infrastrutture siano i principali cause
alle spalle della mancanza di un computer. In poche parole chi
non usa internet è perché al giorno d’oggi,
dove il business viaggia sfrecciando su bande invisibili, non
può permettersi di farlo, restando così
escluso dalle mille meraviglie messe a disposizione dalla rete.
Non siamo un popolo di navigatori e allo stesso
tempo l’unico paese in Europa a non aver registrato un incremento
rispetto l’anno precedente, scendendo addirittura di un
punto (nel 2007 la media era del 43%). Vicini all'Italia troviamo
Paesi come Cipro (43%), mentre Olanda, Svezia e Danimarca registrano
un tasso di penetrazione quasi doppio. In famiglie con almeno
un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad
Internet da casa mediante banda larga la situazione non cambia:
anche in questo caso l'Italia si colloca solo al ventesimo posto
con un tasso di penetrazione del 31% rispetto alla media europea
del 48%. Altra storia in Olanda, Danimarca e Svezia dove si è
potuto registrare un tasso di penetrazione più che doppio.
Al Paesi dove stati sostenuti investimenti importanti a favore
della diffusione della rete. Palma d’oro per i paesi che
nell’ultimo anno hanno investito maggiormente sull'accesso
ad Internet mediante banda larga va assegnata a Grecia e la Romania,
dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 70%
e del 40%.
Non
tutti possiamo permettercelo e le cause della creazione di “classi”
sono ad oggi oggetto di studio. La mancanza di infrastrutture
adeguate però sembra farla da padrone e basti
pensare che l'8 per cento della nostra popolazione non ha una
connessione veloce a internet e vi sono appena 147 utenti di banda
larga ogni mille abitanti. Alla luce dei dati forniti dall’Istat
il divario digitale sembra essere legato a fattori: generazionali:
le famiglie più tecnologiche infatti sono quelle con almeno
un minore. Queste possiedono almeno un personal computer e accesso
a Internet nel 74.3% e nel 60,9% dei casi; culturali:
in quanto il divario tecnologico fra Nord e Sud è in aumento.
Sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più
elevate di beni tecnologici (52% di PC contro 44,9), economiche:
Il 49,9% delle famiglie italiane non possiede un personal computer
e il 58% non accede a Internet da casa. Fra le ragioni del mancato
accesso a Internet, aumenta rispetto agli anni passati l'indicazione
da parte degli intervistati della mancanza di capacità,
segnalata nel 40,6% dei casi.
La risposta più convincente al particolare periodo negativo
per chi investe nella comunicazione in rete l’ha fornita
la “Digital Divide”, lanciando sul mercato “Eolo”.
“I numeri del Digital Divide al Nord e in generale
in Italia sono davvero preoccupanti e i disagi che esso crea sono
enormi – dichiara Luca Spada, amministratore delegato
di NGI-. Per questo abbiamo deciso di investire nella ricerca
e nelle nuove tecnologie: per soddisfare questa crescente domanda
di mercato. E la risposta di NGI si chiama EOLO, un prodotto nato
con l’obiettivo di portare la banda larga nelle zone scoperte
e non fornite dal servizio ADSL. In pochi mesi, ad esempio, grazie
ad EOLO, il 90% delle famiglie residenti in Valtellina è
stata finalmente raggiunta dalla banda larga”.
Foto: http://ilsognodiuncurioso.splinder.com
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