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Siamo
tutti belli mentre chattiamo
di
Fabio Miceli
Ancora oggi, come già sapevamo nel 1971, gli italiani si
distinguono come i più bugiardi nelle corrispondenze epistolari.
Ce l’ha insegnato Alberto Sordi in un film
diretto da Luigi Zampa, mentire nel descriversi in una lettera
con destinatario una preda sconosciuta da conquistare fa parte
del nostro Dna. In “Bello, onesto, emigrato
Australia sposerebbe compaesana illibata”,
impaurito dal trascorrere una vecchiaia in solitudine, il grande
Albertone decide, dall’Oceania, di cercar moglie in Italia,
iniziando una corrispondenza via posta con la splendida Claudia
Cardinale all’insegna della menzogna. Troppo brutto lui
per riuscire a conquistarla dopo averlo visto in foto. Unica via:
spacciarsi per un altro, mandarle immagini non sue e farla innamorare
lentamente al suo arrivo nell’emisfero sud.
Sembrano
storie di altri tempi ma di obsoleto rispetto al 2009
vi è solo il mezzo di comunicazione, un tempo
vi erano le lettere, oggi si mente in chat, dove ci si spaccia
per alti, belli, aitanti e dotati di super poteri per poi, il
più delle volte essere scaricati già all’esordio
del primo appuntamento per “truffa”.
C’è
da dire che gli italiani sono bravissimi in questo, l’arte
dell’intorto ci rende famosi in Europa e nel Mondo, ed ora,
a riprova della tesi sono arrivati anche i risultati di un sondaggio.
E’ partito da un’idea della della Logitech.
Che ha commissionato un sondaggio alla società di analisi
Lightspeed Research su un campione di oltre 2500
utenti europei appassionati al mondo delle chat e dei
siti di incontri. Dividendo le risposte in base alla
nazionalità degli intervistati il risultato è apparso
inquietante: è di addirittura del 72 su 100
la percentuale di navigatori, donne o uomini, che al posto della
propria immagine invia quella di un amico piacente nella speranza
di rimediare almeno un appuntamento con la bellissima trovata
in rete. Poi lì si gioca la partita della vita, si motivano
le proprie mosse con tanto di scuse ma molto spesso la vittima
scappa inventandosi un impegno improvviso. Siamo incredibili ma
soprattutto unici nel nostro genere, basti pensare al secondo
dato inquietante. Quelli lontanamente paragonabili a noi sono
i tedeschi, secondi nella speciale classifica, ma in Germania
solo il 58% degli internauti si spaccia per sosia
di Claudia Schiffer. Un gap davvero consistente, terzi i francesi,56%,
giù dal podio restano gli inglesi per un solo punto percentuale
in meno.
La
domanda sorge spontanea. Ma siamo davvero un popolo di
conquistatori? A quanto pare c’è chi risulta
meglio di noi. Almeno su internet vince l’onestà
degli olandesi, i più sinceri nei rapporti per
corrispondenza. Mente solo il 48%, ma ci verrebbe da pensare che
se fossimo tutti alti belli biondi come nei paesi Bassi saremmo
sempre sinceri anche noi. Il tema ha destato ben più di
una curiosità anche nel mondo della psicologia e della
psicoterapia, che attraverso le parole della Dott.ssa
Daniela Benedetto prova a dare un interpretazione a questi
dati recentemente diffusi.
Gli
articoli e le riflessioni maturate in merito al sondaggio –
dice la psicologa di Roma - pongono attenzione sulle “bugie”
come elemento distintivo che porta l’Italia al primo posto
per l’uso che ne fa quale strumento di conquista. Si fa
per dire, ovviamente. La strategia scelta come categoria di elite
dall’Italiano per “intrappolare” la propria
preda in un incontro al buio, nel caso delle chat, non stupisce:
si basa sul fare leva su comportamenti ritenuti vincenti quali
la furbizia, la scaltrezza, l’inganno e soprattutto sul
credere che la preda in questione sia così “debole”
da lasciarsi convincere dalla non realtà..
E’ la modalità del perdente che usa la “furbizia”
come una mossa a suo avviso intelligente per ingannare l’altro
e se-durlo verso il proprio desiderio.
Ma
siamo sicuri che il popolo delle chat sia davvero ingenuo? Sono
poi così vincenti queste strategie? Chi è in cerca
di partner poi raccoglie veramente “quello passa il convento”?
A quanto pare no, non sono tutti ingenui in quanto la percentuale
degli incontri “persi” sale in proporzione alle delusioni
vissute di fronte ad un individuo che di simile a quello descritto
in chat non ha proprio nulla. Purtroppo anche nelle chat l’Italiano
si distingue e fa la sua “figura”. Il tentativo di
giocare con l’altro svalutando l’altrui capacità
di ri-conoscere e discernere tra la fantasia e la realtà
porta poi il malcapitato o la malcapitata a fuggire a gambe levate
e a detestare il bugiardone.
Gli
olandesi dal sondaggio risultano utilizzare le bugie con meno
frequenza, saranno per caso più trasparenti e meno complessati
di noi Italiani?
Io mi chiedo, sarà mica che per conquistare una donna o
un uomo, perché no, è sufficiente semplicemente
essere se stessi? Ci siamo mai chiesti se il nostro valore, il
valore delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e soprattutto
i nostri desideri risplendano in maniera molto più intensa
e accendano in modo più caldo le passioni e le sensazioni
di quanto invece non faccia un essere ipocrita e subdolo? Certo
c’è da dire che la questione andrebbe approfondita
analizzando anche le motivazioni che portano le persone ad incontrare
un partner online.
I
siti che ospitano organizzatori di appuntamenti on line vantano
sempre più iscritti, una moda che sta prendendo realmente
piede e consistenza. Sono stati riconosciuti quattro categorie
di frequentatori: l'osservatore, il bugiardo cronico, l'eterno
ottimista e il passionale.
Sì, ma possiamo anche pensare anche ad altre caratteristiche
differenziali tra soggetti se ci soffermiamo a riflettere sulla
motivazione di base. E allora abbiamo: sesso puro, passione, amore,
amicizia che se volessimo tradurlo in uso dell’oggetto in
questione (femmina o maschio che sia) potremmo dire: quello che
lo usa e basta, quello che lo usa insieme e in armonia con il
partner, quello che forse lo usa ma non subito, e infine quello
che lo pensa ma lo sublima subito dopo.
Foto:
www.mymovies.it
PER
SAPERNE DI PIU’:
http://www.danielabenedetto.it
http://www.pagineblupsicologia.eu/daniela.benedetto/,
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