I Trans
non badano al Gene
di
Fabio Miceli
Vuoi
vedere che siamo davvero vicini all’individuazione delle
cause del transessualismo? Quanto manca non si
può dire con certezza, ma continuano con successo gli studi
e le ricerche sul tema condotti da troupe di scienziati di tutto
il mondo…almeno questo secondo gli esperti.
Discorso
difficile da intraprendere soprattutto perché ancora non
è chiaro se l’essere Trans sia una scelta di vita
o una condizione con la quale imparare lentamente a convivere.
Quindi, in primis, resta da superare questo scoglio, sicuramente
un quesito dalla non facile soluzione. Proprio in questi ultimi
giorni, però, i ricercatori del Prince Henry's
Institute of Medical Research del Monash Medical Centre,
in Australia, hanno diffuso quella che in molti indicano come
essere la svolta che ci si aspettava. Durante un esperimento è
stato scoperto che nel Dna di 112 uomini transessuali era presente
una versione più lunga del normale di un recettore androgeno,
che molto probabilmente è il “Gene della
Transessualita’”.
Cosa
vuol dire? Ancora nulla di definitivo, siamo ancora ai primordi,
nemmeno è scontato che una soluzione si possa trovare perché
gli oppositori ritengono che invece siano numerosi i fattori che
intervengono nel determinare in una persona la sensazione di sentirsi
in un corpo sbagliato. La chiamano “Disturbo dell'identità
di genere”. Molto importanti, oltre ai fattori
biochimici potrebbero essere fattori psicolosociali come l’educazione
o l’ambiente in cui si è cresciuti. Vero è
che non si tratta di una notizia nuova. Altri studi infatti erano
già stati conclusi con gli stessi risultati in passato,
ma questi ultimi confermano ulteriormente i progressi precedenti.
Il mondo transessuale intanto si sta conquistando sempre più
spazio e rispetto nella società (come sono lontani i tempi
dei primi Gay Pride) . Sempre in progresso l’inserimento
in tutti i settori della società: dalla televisione al
la politica fino ad arrivare in Parlamento, ormai chi è
Trans non solo non vive più nell’ansia di scoprire
i motivi della sua situazione “diversa”, ma rifiuta
con indignazione pure il tentativo, vano, di individuarne.
“Buffo
come funzionino i media – pensa Mirella Izzo,
presidente AzioneTrans Nazionale -. La "notizia" reclamata
a gran voce non è, in realtà, nient'altro che la
replica di uno studio già effettuato nell'anno 2005, pubblicato
su World Science e tradotto, su autorizzazione, da noi in Italiano.Tale
articolo è stato pubblicato unicamente sul nostro sito
al link:
http://www.azionetrans.it/transgenetica.html”.
Stessa
presa di posizione anche per Carla Turolla, presidente
di Arci Trans.it:
Presidente
perché questo distacco da quella che in molti hanno accolto
come un’interessante novità.
Non mi sembra la notizia abbia questa grande valenza scientifica.
Per le seguenti ragioni:
-
nessuno mai ha scartato a priori possibili implicazioni genetiche
sul sentire dell'identità di genere; - la transessualità
è tutto sommato un'altra cosa - molti studi sono stati
condotti e nessuno conclusivo o definitivo;
- questo studio ha (forse) trovato una correlazione statistica
fra le persone in transizione e la forma di un recettore del testosterone.
Se questo sia causa o effetto e se questo sia significativo e
in che modo, è da dimostrare..... Insomma questo studio
non prova che sei in transizione perché il recettore del
testosterone funziona male e, al contrario, non transizioni perchè
i recettori sono "giusti".
Ma allora come mai è stata rispolverata questa
non-notizia dai media?
Quel che interessa è soprattutto dare una dimostrazione
scientifica della nostra inferiorità come è già
successo in passato per spiegare le differenze con altre realtà
sociali: le leggi razziali, ad esempio, partivano
dalla "considerazione scientifica" dell'inferiorità
degli ebrei, dei negri, degli zingari (per la verità il
questo caso la cosa continua anche oggi). Era (è?) "scientificamente
certo" che finocchi e travestiti hanno un problema, hanno
una malattia. E finalmente l'hanno trovata. Da
adesso in poi, alla nascita facciamo lo screening genetico e quelli
che hanno il recettore sbagliato, sulla cartella clinica scriveremo
"viado", oppure "frocio", oppure "normale".
E se succede che il "frocio" vien su "normale"
e il normale" vien su "trans", che si fa?.. E'
evidentemente tutto un paradosso, ma spiega molto bene come il
tentativo di dare una spiegazione eziologica di causa-effetto
a comportamenti psicosociali che hanno multifattorialità
e multicausalità, è un tentativo stupido o peggio
razzista.I comportamenti psicosociali hanno origine multifattoriale;
anche avessero fra le possibili concause una di tipo genetico,
non sarebbe comunque l'unica e non sarebbe discriminante della
condizione - così come non lo è la madre anaffettiva,
una sindrome di ansia sociale, e tantissime altre "concause"
che cercano di dare una "spiegazione" della condizione
transessuale. Tutte virgolette d'obbligo: cause, concause, spiegazione,
ecc, vissuta nella
nostra cultura come anomala.
Come
mai secondo lei non siamo ancora pronti ad accettare un differenza
fra sesso e genere?
Perchè la nostra cultura NON è la cultura
dell'umanità, ma ce ne sono e ce ne sono state
molte altre. E in molte di queste molte altre culture (dai nativi
americani all'India hindu classica, dalla cultura samoana del
pacifico alla cultura dei serbi-macedoni fino agli innuit, eccetera)
non è poi così strano che ci siano persone con il
genere non corrispondente al sesso (e anche questa è una
nostra deformazione: perchè il sesso e il genere devono
essere fra loro strettamente correlati?). Immaginiamo un diverso
paradigma culturale: non c'è nessuna "causa"
alla transessualità. Semplicemente il sesso e il
genere sono cose un po' diverse e non obbligatoriamente
correlate. Perchè non pensare che se sei nata maschio e
ti senti donna (o viceversa, sei nato femmina e ti senti uomo)
la cosa è del tutto normale? Per citare la
Simone De Beauvoir: "maschi e femmine si nasce,
uomini e donne si diventa".
Non
resta da dire che se vogliamo ritenerci evoluti rispetto ai nostri
antenati potremmo iniziare a percorrere una strada differente.
Ma se in effetti fosse tutto normale? Perché dev’essere
considerato un vizio, una malattia, o un atto incosciente quello
di rifiutare il corpo assegnato da un disegno divino? Dopo tutto
i transessuali ci sono sempre stati, la differenza
sta nell’aver avuto maggiori possibilità negli ultimi
decenni di rendere pubblica la propria situazione. In attesa della
prossima scoperta si potrebbe magari imparare a conoscerli e ad
apprezzarli come persone normali, uno sforzo nemmeno troppo impegnativo
visto che sono già in tanti quelli che da molto tempo lo
fanno.
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