Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                ANNO II Num. 40 del 10 Novembre 2008

 

 

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I Trans non badano al Gene

 

di Fabio Miceli

 

Vuoi vedere che siamo davvero vicini all’individuazione delle cause del transessualismo? Quanto manca non si può dire con certezza, ma continuano con successo gli studi e le ricerche sul tema condotti da troupe di scienziati di tutto il mondo…almeno questo secondo gli esperti.

 

Discorso difficile da intraprendere soprattutto perché ancora non è chiaro se l’essere Trans sia una scelta di vita o una condizione con la quale imparare lentamente a convivere. Quindi, in primis, resta da superare questo scoglio, sicuramente un quesito dalla non facile soluzione. Proprio in questi ultimi giorni, però, i ricercatori del Prince Henry's Institute of Medical Research del Monash Medical Centre, in Australia, hanno diffuso quella che in molti indicano come essere la svolta che ci si aspettava. Durante un esperimento è stato scoperto che nel Dna di 112 uomini transessuali era presente una versione più lunga del normale di un recettore androgeno, che molto probabilmente è il “Gene della Transessualita’”.

 

Cosa vuol dire? Ancora nulla di definitivo, siamo ancora ai primordi, nemmeno è scontato che una soluzione si possa trovare perché gli oppositori ritengono che invece siano numerosi i fattori che intervengono nel determinare in una persona la sensazione di sentirsi in un corpo sbagliato. La chiamano “Disturbo dell'identità di genere”. Molto importanti, oltre ai fattori biochimici potrebbero essere fattori psicolosociali come l’educazione o l’ambiente in cui si è cresciuti. Vero è che non si tratta di una notizia nuova. Altri studi infatti erano già stati conclusi con gli stessi risultati in passato, ma questi ultimi confermano ulteriormente i progressi precedenti. Il mondo transessuale intanto si sta conquistando sempre più spazio e rispetto nella società (come sono lontani i tempi dei primi Gay Pride) . Sempre in progresso l’inserimento in tutti i settori della società: dalla televisione al la politica fino ad arrivare in Parlamento, ormai chi è Trans non solo non vive più nell’ansia di scoprire i motivi della sua situazione “diversa”, ma rifiuta con indignazione pure il tentativo, vano, di individuarne.

 

Buffo come funzionino i media – pensa Mirella Izzo, presidente AzioneTrans Nazionale -. La "notizia" reclamata a gran voce non è, in realtà, nient'altro che la replica di uno studio già effettuato nell'anno 2005, pubblicato su World Science e tradotto, su autorizzazione, da noi in Italiano.Tale articolo è stato pubblicato unicamente sul nostro sito al link:

http://www.azionetrans.it/transgenetica.html”.

 

Stessa presa di posizione anche per Carla Turolla, presidente di Arci Trans.it:

 

Presidente perché questo distacco da quella che in molti hanno accolto come un’interessante novità.
Non mi sembra la notizia abbia questa grande valenza scientifica. Per le seguenti ragioni:

 

- nessuno mai ha scartato a priori possibili implicazioni genetiche sul sentire dell'identità di genere; - la transessualità è tutto sommato un'altra cosa - molti studi sono stati condotti e nessuno conclusivo o definitivo;
- questo studio ha (forse) trovato una correlazione statistica fra le persone in transizione e la forma di un recettore del testosterone. Se questo sia causa o effetto e se questo sia significativo e in che modo, è da dimostrare..... Insomma questo studio non prova che sei in transizione perché il recettore del testosterone funziona male e, al contrario, non transizioni perchè i recettori sono "giusti".


Ma allora come mai è stata rispolverata questa non-notizia dai media?
Quel che interessa è soprattutto dare una dimostrazione scientifica della nostra inferiorità come è già successo in passato per spiegare le differenze con altre realtà sociali: le leggi razziali, ad esempio, partivano dalla "considerazione scientifica" dell'inferiorità degli ebrei, dei negri, degli zingari (per la verità il questo caso la cosa continua anche oggi). Era (è?) "scientificamente certo" che finocchi e travestiti hanno un problema, hanno una malattia. E finalmente l'hanno trovata. Da adesso in poi, alla nascita facciamo lo screening genetico e quelli che hanno il recettore sbagliato, sulla cartella clinica scriveremo "viado", oppure "frocio", oppure "normale". E se succede che il "frocio" vien su "normale" e il normale" vien su "trans", che si fa?.. E' evidentemente tutto un paradosso, ma spiega molto bene come il tentativo di dare una spiegazione eziologica di causa-effetto a comportamenti psicosociali che hanno multifattorialità e multicausalità, è un tentativo stupido o peggio razzista.I comportamenti psicosociali hanno origine multifattoriale; anche avessero fra le possibili concause una di tipo genetico, non sarebbe comunque l'unica e non sarebbe discriminante della condizione - così come non lo è la madre anaffettiva, una sindrome di ansia sociale, e tantissime altre "concause" che cercano di dare una "spiegazione" della condizione transessuale. Tutte virgolette d'obbligo: cause, concause, spiegazione, ecc, vissuta nella
nostra cultura come anomala.

 

Come mai secondo lei non siamo ancora pronti ad accettare un differenza fra sesso e genere?
Perchè la nostra cultura NON è la cultura dell'umanità, ma ce ne sono e ce ne sono state molte altre. E in molte di queste molte altre culture (dai nativi americani all'India hindu classica, dalla cultura samoana del pacifico alla cultura dei serbi-macedoni fino agli innuit, eccetera) non è poi così strano che ci siano persone con il genere non corrispondente al sesso (e anche questa è una nostra deformazione: perchè il sesso e il genere devono essere fra loro strettamente correlati?). Immaginiamo un diverso paradigma culturale: non c'è nessuna "causa" alla transessualità. Semplicemente il sesso e il genere sono cose un po' diverse e non obbligatoriamente correlate. Perchè non pensare che se sei nata maschio e ti senti donna (o viceversa, sei nato femmina e ti senti uomo) la cosa è del tutto normale? Per citare la Simone De Beauvoir: "maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa".

 

Non resta da dire che se vogliamo ritenerci evoluti rispetto ai nostri antenati potremmo iniziare a percorrere una strada differente. Ma se in effetti fosse tutto normale? Perché dev’essere considerato un vizio, una malattia, o un atto incosciente quello di rifiutare il corpo assegnato da un disegno divino? Dopo tutto i transessuali ci sono sempre stati, la differenza sta nell’aver avuto maggiori possibilità negli ultimi decenni di rendere pubblica la propria situazione. In attesa della prossima scoperta si potrebbe magari imparare a conoscerli e ad apprezzarli come persone normali, uno sforzo nemmeno troppo impegnativo visto che sono già in tanti quelli che da molto tempo lo fanno.


 


 

 

 

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