Prostituzione,
le lucciole sul web
di
Fabio Miceli
Carta
vincente dell’ultima campagna elettorale, il tema sicurezza
si sta confermando sempre più il cavallo di battaglia dell’attuale
governo in carica. Dopo le leggi sugli immigrati e l’esercito
nelle città, infatti, ecco la legge Carfagna, proposta
dal Ministro alle pari opportunità per combattere il fenomeno
della prostituzione, “un allarme sociale” per il quale
“nulla è più stato fatto dalla legge Merlin
del ‘58”. In quell’occasione, in nome del buon
costume e del decoro, le prostitute vennero buttate fuori dalle
case chiuse per finire in strada. Oggi, in nome del decoro e del
buon costume, le prostitute verranno mandate via dalla strada
per tornare nelle case. E su internet. Il Ministro ha affermato
che le “fa orrore chi vende il proprio corpo”, un
concetto assolutamente nobile e condivisibile, ma anche di essere
consapevole del fatto che “il fenomeno esiste e purtroppo
non può essere debellato”. Ma allora, quale obiettivo
si pone la sua proposta? Cosa può ottenere chi sa già
di partire sconfitto? Tutt’al più , potranno essere
risolti alcuni problemi legati al traffico e al decoro urbano,
ma non si capisce come questa legge possa dare “uno schiaffo
durissimo “ e “togliere linfa al mercato della prostituzione”.
Quindi non resta che soffermarsi ad osservare quella parte del
bicchiere mezzo pieno e scegliere di accontentarsi perché
se questo è un mestiere che continua da centinaia e centinaia
di anni allora vuol dire che alcuna legge si può fare efficacemente
emanare per evirare la sua manifestazione, al massimo ci si può
impegnare affinché questo non ostruisca il pudore di chi
ha ben poca voglia di vedere seni di plastica e fondoschiena al
vento mentre è a passeggio con l’allegra famigliola.
Ed è su questo fronte che si stanno ottenendo buonissimi
risultati. Dopo tutto per fare la “lucciola” non c’è
bisogno di particolari palcoscenici o specifiche attrezzature
quindi se proprio deve esistere che lo si faccia in modo “invisibile”.
Detto fatto, sapete dov’è finito qualcosa come il
50% di prostitute che mancano all’appello? Nelle proprie
case al caldo, indispensabile ora che arriva all’inverno,
e si procura clientela registrandosi in siti appositi dove grazie
pochi semplici clic è possibile ottenere una pagina personale
contenente una propria foto (ovviamente mettendo in mostra l’artiglieria
pesante) e un messaggio caldissimo rivolto al potenziale “consumatore”
che con altrettanta facilità può trasformare una
noiosissima serata del lunedì sera in una notte da sballo.
Poche semplici regole e il raggiungimento di un incontro fra domanda
e offerta in serenità lontano da pattuglie e occhi indiscreti.
Voilà, ecco spiegato il sorprendente boom di registrazioni
e visualizzazioni dei portali delle escort, una grandissima onda
sulla qui cresta con gli anni si è creato un importante
spazio anche Eros 3000, uno dei portali leader
del settore.
“Sento
dire che c’è gente disgustata perché in rete
compaiono siti come il nostro – riferisce il Signor Marco,
gestore del sito -, ma di cosa? Si tratta di una semplice
evoluzione di un mestiere antico "quando il mondo".
Sarebbe come meravigliarsi dell’evoluzione on-line delle
banche,o del nuovo utilizzo dei servizi postali, o dello stesso
successo registrato dei quotidiani nazionali e, peggio, dei siti
di annunci che ricordano le vecchie agenzie matrimoniali o i fermo
posta degli anni 70/80.....
Si
parla comunque di prostituzione, che nel nostro paese non è
ancora libera
Beh, vero è che anche che la tipologia
di queste inserzioni in un certo senso potrebbe essere considerata
illegale, poiché la legge bandisce in forme, direi astratte,
questo mestiere, ma che dire quando gli stessi annunci di escort
partono dagli stessi giornali e quotidiani per finire alle riviste
specializzate ormai da anni? Detto questo comunque capisco lo
storcere del naso verso questi servizi, ma credo che in un certo
senso che questi stiano contribuendo alla risoluzione disgustosa
della prostituzione da strada, quella che sfrutta le donne e nasconde
giri di affari loschi.
Beh si, c’è più possibilità
in questa maniera di eseguire la professione in proprio ed evitare
la malavita…
Esatto, io garantisco il massimo impegno perché
quello che promuove Eros 3000 sia ciò che traspare nei
messaggi di escort e accompagnatori, che fanno questo mestiere
senza essere sfruttati da nessuno, ma perchè amano i soldi,
ma anche lo stile di vita e per finire in molti amano proprio
far sesso quindi offrono un servizio migliore in tutti i sensi,
naturalmente ad un prezzo più basso. E’ per questo
per esempio prediligo le italiane o le straniere super italianizzate,
perchè la mia paura è che dietro queste inserzioni
ci sia dell'altro.
Sarebbe
d’accordo a legalizzare la prostituzione in modo da poter
operare alla luce del sole?
Come persona sarei favorevole ma cambiando qualcosa
in termini di tassazione. Se non si affrontano questi ostacoli
che stanno alla base la vedo dura, a mio avviso non si può
far pagare ad una persona una tassa sulla prestazione, è
un qualcosa di disdicevole e perverso, ma bisogna trovare altri
sistemi per legalizzare il settore.
Sia ben chiaro che nessuno sta sostenendo la prostituzione, in
questo l’attacco del Ministro Carfagna sembra coraggioso
e pieno di buoni propositi ma, come dire, se il problema esiste
è meglio appoggiare chi riesce a controllarlo come fa Eros
3000 perchè con lo spostamento in massa delle escort sulla
rete la piaga dello sfruttamento infatti non è stata eliminata.
Questo è quello che evince dopo un’indagine condotta
da “On the Road” dove su 83 donne contattate dall’associazione,
e che hanno usufruito dell'articolo 18 a tutela delle vittime
di tratta, 15 venivano sfruttate in casa e 5 in night club. Un
dato eloquente.
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