Chi è
nato prima,il "Bullo" o il cortisolo?
di Fabio Miceli
Vi
può sembrare possibile che il bullismo si possa ricondurre
unicamente a fattori biologici invece che a una pessima educazione
ricevuta nei primi anni di vita dai teppisti di turno? Si ritorna
a parlare di un argomento tornato alla ribalta mediatica dopo
il boom dei videofonini, che nient’altro ha fatto che dare
maggior popolarità a un fenomeno sempre esistito sia nelle
scuole che in strada come all’interno degli spogliatoi delle
scuole calcio, nelle piazze di paese fino ad arrivare addirittura
dentro gli oratori sotto gli occhi poco vigili del prete della
parrocchia. Ma che impresa titanica tentare di trovargli delle
cause, ma soprattutto delle soluzioni, anche perchè pensandoci
bene questo fenomeno sempre al centro dell’attenzione quando
si parla di giovani, a maggior ragione in seguito alla riforma
scolastica proposta dal Ministro Gelmini che lo ha addirittura
usato come cavallo di battaglia per giustificare l’introduzione
del maestro unico, nient’altro è che il mobbing o
il nonnismo chiamato con un altro nome, quindi cosa vuol dire
cercare di eliminarlo? Un po’ come immolarsi nel tentativo
di eliminare l’ingiustizia o la povertà nel mondo.
Questi quesiti sorgono alla luce dell’ennesima
spiegazione offerta da parte di un’ equipe di scienziati,
questa volta dell’Università di Cambridge, in Gran
Bretagna, saliti all’onore delle cronache per aver individuato
nei livelli innati dell’ormone di cortisolo i principali
aghi della bilancia nello stabilire chi è teppista e chi
no. In situazioni di stress, infatti, come quando siamo in preda
a impulsi violenti, nelle persone “normali” questi
aumentano e consentono al nostro cervello di riuscire a controllare
la situazione e ad affrontarla con produdenza e responsabilità,
come confermato in un esperimento durante il quale alcuni teen
ager britannici venivano sottoposti a situazioni stressanti simulate
in laboratorio e divisi in due gruppi: coloro che provenivano
da un’infanzia emotivamente “tranquilla” e quelli
che invece si erano resi protagonisti in passato di gravi comportamenti
antisociali. Al termine del test, come conferma delle aspettative,
i secondi registravano bassi valori di cortisolo, prova che queste
persone sono realmente meno in grado di controllare le proprie
emozioni.
Quindi trovata la causa del bullismo? Macchè.
E l’educazione famigliare che se completamente sbagliata
è in grado di lasciare macchie indelebili per tutta vita?
E l’ambiente sociale circostante? Bullo non si può
nascere ma lo si diventa come conseguenza di infiniti fattori
presenti che caratterizzano la quotidianità, il cortisolo
sembra essere solo una conseguenza, come conferma anche la Dott.ssa
Rosalia Cipollina, collaboratrice della sezione di psicologia
scolastica del sito http://www.iltuopsicologo.it.
“Ciò che la ricerca forse non
chiarisce del tutto e se la bassa produzione di cortisolo sia
un fattore innato o non sia conseguenza invece dell'educazione
ricevuta in passato. Quest'ultima infatti potrebbe produrre non
solo modifiche comportamentali ma anche ormonali. In ogni caso
ritengo che la solo componente ormonale non sia sufficiente ad
attivare comportamenti di bullismo, ma richiede necessariamente
l'influenza di variabili ambientali e situazionali. Una visione
solo "organicistica" del bullismo non aiuta assolutamente
ad affrontarlo ma potrebbe rappresentare una pericolosa deresponsabilizzazione
degli agenti educativi (famiglia, scuola, comunità)preposti
a prevenire e contrastare il fenomeno”.
“Ritengo che oltre all'ambiente socio-familiare
– aggiunge il Dott. Marco Messina, Redattore Web e Responsabile
Comunicazione e Marketing di Italiasalute.it
– una grossa fetta di responsabilità sia da attribuire
anche alle esperienze fatte e, non per ultimo, alle difficoltà
relazionali del bambino sottovalutate e trascurate magari per
lungo tempo”.
|