Metropolis e il futuro della mobilità di Roma
di Susanna D'Aliesio
Roma: 1.300 kilometri quadrati di superficie, 3.000.000 di abitanti,900 auto ogni 1000 abitanti. Almeno un morto al giorno per incidenti stradali. Troppo traffico. Soluzione ottimale: nuove linee metropolitane. Ma che prezzo pagheremo per averle?
Tecnicamente sono previsti 9 miliardi di euro e aspettativa massima fino al 2019 per il completamento della linea D. Purtroppo il cittadino del centro-sud italiano è abituato fin troppo a vedere cantieri aperti e mai chiusi se non molto dopo le proroghe concesse. Roma è attualmente un cantiere a cielo aperto e lo sarà per molti anni ancora in quanto, attenendoci al progetto che potete trovare su www.romametropolitane.it, sono previsti prolungamenti della linea B (B1), l'apertura di 25 km più 9 facoltativi della linea C, e 20 km della D (nel 2009 si conta partiranno i lavori) e ulteriore estensione delle linee esistenti. Salvo eventuali ritardi per ritrovamenti archeologici.
Per la costruzione di questa titanica opera, che solo nelle possibilità più rosee la vedrà conclusa nei termini, nasce Roma Metropolitane ossia un emanazione del comune di Roma che svolge, per suo conto, tutte le funzioni connesse alla realizzazione, ampliamento, prolungamento e ammodernamento delle linee metropolitane. Questo organo è custode di tutto il capitale sociale. Il denaro proveniente in gran parte dallo stato e in minor parte dal comune di Roma e dalla regione Lazio, a monte dalle nostre tasche, viene usato per realizzare un progetto datato di almeno vent'anni.
Inoltre Antonio Tamburrino mi spiega che le linee C e D erano già previste durante il mandato Rutelli, in quanto si voleva terminarle in occasione del Giubileo del 2000. Presiede l'associazione Cesia per la tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale e vuole tutelare Roma e i suoi abitanti. Dice che il traffico a Roma è il peggiore che in ogni altra capitale europea. Guardando le statistiche di mortalità a causa di incidenti Copenaghen è quella che più si avvicina alla realtà romana solo che la mortalità diminuisce di 1/10 rispetto alla nostra. Vuol dire negare l'ovvio non ammettere che Roma non ha problemi di traffico, dovuto a trasporti pubblici insufficienti e troppe automobili pro capite.
"Muoversi vuol dire vivere meglio, vuol dire migliorare la qualità della vita" secondo Tamburrino. Per quanti è diventato un incubo andare in ufficio all'ora di punta, per quanti diventa un impresa andare a trovare un amico all'altro capo della città? Quindi ben vengano le metro, ma dovrebbero essere "ascensori orizzontali", dovrebbero essere "poco impattanti" e mirare a snellire il traffico cittadino tutelando ciò che si trova sotto il sottosuolo. Tutto ciò è possibile e a costi inferiori di quelli che andremo a sostenere ma non è stato preso in considerazione dal comune della capitale. Pochi sanno che per i reclami fatti dal Cesia per rendere la metro attuale e conforme alle altre colleghe europee si è dovuto "inserire" al progetto in uso un dispositivo non previsto.
Il dispositivo, si chiama VAL, è stato creato nel '93 per aumentare la frequenza dei treni dagli attuali 3 minuti ad 1 minuto rendendo completamente automatica la vettura escludendo così il guidatore addetto. Purtroppo, anche se inserito su progetti che quando saranno attivi avranno 40 anni per essere ottimisti, risulterà totalmente inefficace e assolutamente inutile in quanto le metro continueranno a passare ogni 3 minuti perché inadatte a supportare quel tipo di tecnologia . E lo snellimento sarà molto poco. Insomma la futura metro già in partenza sembra avere delle carenze.
Ulteriore dato di fatto è che il Tar ha respinto il ricorso proposto dal Cesia in quanto consideravano: ingiustificata la richiesta avanzata di accesso a tutti i dati raccolti in merito alle indagini archeologiche relative alla Metro C. Tamburrino mi spiega che il Cesia era interessato a "portare avanti un esame comparato per capire il perché si operavano determinate scelte", una cosa che dovrebbe risultare non anomala visto che è un opera pubblica, destinata al pubblico, quindi per tutti e di tutti. Un opera che senza i soldi dei cittadini non sarebbe stata mai costruita. Un opera che per ora e per almeno dieci anni garantisce inquinamento acustico, ambientale, traffico convulso.
Forse è "dovere dell'Amministrazione cercare di portare a casa del cittadino le informazioni". La Commissione Europea è di questo avviso poichè ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia che ha permesso che dalla linea B1 si cancellasse la stazione Nomentana con poche e sbrigative giustificazioni da parte di chi di dovere. Questa è una delle facce non mostrate di quella grande medaglia che è l'Italia.
Per maggiori informazioni www.cesia.eu
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