Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO III Num. 23 del 22Giugno 2009

 

 

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Meno acqua minerale, si torna a brocche e caraffe

 

 

di Daniele Cimò

 

 

 


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La scienza dello Spumante è tutta italiana

 

 

di Elena Pravato

 

Il nuovo metodo “Spark” o “Toscano” per ottenere lo spumante verrà presentato il 25 giugno presso la Fattoria di Poggio Capponi, la prima azienda italiana ad averlo sperimentato.


In seguito alla pubblicazione di un bando della Regione Toscana per la salvaguardia delle uve a bacca bianca, a rischio di sostituzione con vitigni d’uve a bacche rosse che hanno reso celebre la terra etrusca, Osvaldo Cavalzani, contitolare dell’omonima azienda di Cadenzano, e l'enologo Fabrizio Cardini, specializzato nell’arte spumantistica hanno dato vita a quest’innovativo processo di spumantizzazione.


Si è voluto coniugare il metodo classico o champenoise, dove la rifermentazione (necessaria alla formazione delle bollicine) avviene in bottiglia, e il metodo charmat, dove la rifermentazione del vino avviene in grandi contenitori d’acciaio e successivamente imbottigliato. Protagonista del metodo “Spark” è la piccola botte in acciaio inox (di capienza 30-35 litri) denominata “champagnotta”dotata di una valvola per eseguire le due operazioni tipiche del metodo classico, ossia la sboccatura (l’eliminazione delle fecce dei lieviti esausti, in parole povere “ i residui della rifermentazione”depositatosi sul tappo )e l’immissione del “liqueur d'expedition”(o sciroppo di dosaggio, distillato di vino e zucchero che va a ricolmare la bottiglia e a stabilire la dolcezza dello spumante Brut ed Extra-brut, Dry ed Extra-dry, Abboccato o Dolce).


La champagnotta è stata realizzata dall’azienda Cavalzani Inox che fin dai primi anni sessanta è protagonista nella produzione di serbatoi per vino, avendo sempre un occhio di riguardo alla sicurezza degli addetti alla costruzione di questi altissimi serbatoi, che dirigono tutte le operazioni direttamente da terra senza metter a repentaglio la propria incolumità.


I pregi di questo metodo sono la possibilità di poter usufruire anche di zone luminose per la maturazione del prodotto grazie all’acciaio della champagnotta, la maneggevolezza della medesima, la possibilità di utilizzare direttamente il contenitore per la distribuzione alla spina, l’ottima qualità del prodotto finale anche utilizzando vitigni poco nobili.


Inoltre, secondo quanto annunciato al quotidiano la Nazione dal titolare dell’azienda fiorentina, il dott. Osvaldo Cavalzani, potrà esserci la possibilità di noleggiare le attrezzature necessarie per le aziende che vogliano intraprendere la produzione di spumante con metodo”Toscano”.


Andando qualche chilometro a Nord, troviamo un’altra curiosa e spettacolare iniziativa: 6500 bottiglie di vino Bisson, la Capitanerie di porto di Portofino e S. Margherita Ligure, e i fondali di “Cala degli Inglesi”. Questi sono i singolari protagonisti dell’esperimento portato a termine in occasione del decennale dell’Area Marina protetta di Portofino.


L’idea: far affinare 5000 litri di spumante in bottiglie disposte in gabbie d’acciaio inox sui fondali di Cala degli Inglesi ad una profondità tra i 50 e i 70 metri sotto il mare. Il fondatore della Cantina Bisson di Chiavari, Piero Lugano, circa tre anni fa, data la mancanza di grotte e gallerie dove far affinare lo spumante, pensò alle anfore di vino degli antichi galeoni romani rinvenuti sui fondali mediterranei. Il vino riportato a galla aveva conservato intatte le sue proprietà organolettiche. Il mare garantisce le giuste condizioni per la spumantizzazione, ossia luce quasi assente, temperatura costante a 15° ed il cosiddetto “effetto culla” delle correnti marine che normalmente viene prodotto artificialmente con appositi macchinari.


Così il 22 maggio scorso le Capitanerie di porto di Portofino e Santa Margherita Ligure sotto la direzione dei comandanti Micheli e Vantaggiato hanno inabissato le speciali bottiglie. Solo fra 18 mesi saranno riportate in superficie e lo spumante confrontato con medesimo vino affinato con metodi consueti.
I vitigni utilizzati sono naturalmente liguri: la Bianchetta ligure e piccole percentuali di Vermentino. Il metodo utilizzato è quello classico o champenoise.
Si potrà, quindi, brindare a Natale 2010 e capodanno 2011 con la riserva Abissi, ma il prezzo promette già di esser veramente esclusivo.






 

 


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