Euromobility
e Kyoto Club: mobilità sostenibile
di
Matteo Auriemma
E'
Parma la città più "eco-mobile" d' Italia.
La città emiliana, che ha scalzato dal primo posto dello
scorso anno Bologna, ha un trasporto pubblico che funziona, ha
avviato importanti innovazioni nella gestione della mobilità,
ha una quota significativa di auto a basso impatto ambientale,
pianifica il traffico e tiene lo smog sotto controllo.
Nella
"top ten", che vede sul podio ben quattro città
emiliane, seguono Bologna,poi Firenze e Venezia a pari
merito, quinta Padova; al sesto posto si trova Torino e al settimo
Bari (unica città del sud che è anche migliorata
rispetto all’ undicesimo posto dello scorso anno); segue
Modena all’ ottavo posto e quindi Ferrara nona e Genova
decima. Fanalini di coda nella classifica della mobilità
sostenibile, Taranto, L' Aquila, Campobasso.
Questa
graduatoria delle città italiane alla ricerca della mobilità
sostenibile, presentata oggi, è contenuta nel secondo rapporto
"Mobilità sostenibile in Italia: indagine
sulle principali 50 città", elaborato da
Euromobility e Kyoto Club in
collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas
e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.
"Questo
secondo rapporto insieme alla classifica delle città più
virtuose - ha detto Lorenzo Bertuccio
direttore scientifico di Euromobility- vuole costituire uno
stimolo per fare sempre di più sulla strada delle mobilità
sostenibile e dell’ innovazione. E' importante infatti che
si spinga il pedale dell' innovazione per avviare una nuova cultura
della mobilità che liberi le città da un traffico
insostenibile e dal rischio inquinamento. Il rapporto non misura
solo il numero di misure adottate, ma anche la loro efficienza
ed efficacia”.
Gli
indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica
sono stati in particolare le innovazioni introdotte per la gestione
della mobilità (car sharing, bike sharing, taxi
collettivi, piattaforme logistiche per le merci, mobility manager,
car pooling ecc) e la loro efficacia; lo stato di salute delle
città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione
o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano); l' offerta
di trasporto pubblico, le piste ciclabili, le ZTL, le corsie preferenziali;
l' adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.
Le 50 città monitorate sono i 20 capoluoghi di Regione,
i due capoluoghi delle Province autonome e le città con
una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
“Questa
–ha concluso Carlo Iacovini, Presidente di Euromobility-
è la prima indagine che attraverso l’analisi degli
effettivi utilizzi dei servizi, misura realmente i risultati e
l’ efficacia delle politiche di mobilità e non solo
la loro applicazione. Bike sharing e car sharing possono incidere
realmente solo se gestiti come veri servizi e non come progetti
sperimentali, come avviene in molte città. Il problema
è da un lato infrastrutturale e dall’altro culturale:
gli amministratori non ci credono fino in fondo e i cittadini
ci si avvicinano ancora con poca convinzione. La svolta ambientale
delle politiche dei trasporti passa attraverso gli investimenti
in innovazione e la trasformazione dei progetti in servizi industriali”.
Foto:
http://www.ce.unipr.it
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