Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 45 del 15 Dicembre 2008

 

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Traffico: Roma la città più pericolosa d’Europa

 

di Luca Magrini Cupido

 

Secondo l’Ania, la fondazione per la sicurezza stradale, Roma è la città più pericolosa d’Europa in quanto a sicurezza stradale. Lo ha dichiarato il suo presidente, Sandro Salvati: ”Le grandi città italiane hanno un livello di rischio sensibilmente superiore a quello di Parigi, Londra, Stoccolma, Madrid o Barcellona. Basta pensare che Roma è, in assoluto, la più pericolosa d’Europa”. E ancora: “Ogni quattro incidenti con danni alle persone, tre si verificano in ambito urbano, con 2.600 morti e 210.000 feriti all’anno”. Sembrano cifre di guerra e gravano a dismisura sulle casse dello stato sociale. L’Ania si propone, in accordo con le istituzioni, di lavorare per ridurre il numero delle vittime e per rendere le strade un luogo più sicuro. La Fondazione Ania, ricostruisce sul suo sito un percorso della sicurezza è possibile segnalare i punti pericolosi delle strade. L'idea, espressa da Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania, è di aggiornare la mappa dei rischi stradali italiani che è consultabile da tutti, sul sito internet dell' Ania. Questo allo scopo di far 'conoscere i punti più pericolosi e prevenire quindi possibili incidenti, ma, soprattutto, supportare la Pubblica Amministrazione e gli Enti competenti nell' individuazione della criticità per una soluzione dei problemi segnalati', come ha dichiarato Guidoni.


Il rapporto "Sustanable Urban Infrastructure" commissionato da Siemens e condotto da McKinsey & Company, ha studiato Londra, New York, Tokyo e Roma. Nella nostra capitale la situazione è impressionante. Le emissioni di traffico e industria (2,1 kg di CO2 a testa, contro l'1,6 kg di Londra). L’Apat [Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente], che ha presentato il quarto Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano ha indicato che il trasporto su strada «contribuisce» per oltre il 60 per cento dell’inquinamento totale, parallelamente, cresce il numero complessivo delle auto in tutte le città, con un altro primato della capitale, che registra il più alto numero di veicoli, 699, ogni mille abitanti. Alemanno tempo fa ha dichiarato: “E’ finita la fase di rodaggio”. Effettivamente per l’assetto stradale l’unica idea che è stata espressa è quella di dedicare una strada a Giorgio Almirante.


Non che la toponomastica cittadina non meriti considerazione. Alemanno che ha fatto del tema della sicurezza e del traffico un nodo centrale della sua campagna elettore non sembra abbia trovato ancora misure adeguate a sciogliere il costante ingorgo al quale è condannata la città. Basti pensare ad un tram che, secondo lo studio di Atac e Legambiente "sostituirebbe in parte il massiccio numero di bus che oggi passano su via Nazionale, con un risparmio di 1,2 milioni di km/vettura all'anno. Cinque milioni di euro risparmiati che andrebbero a ripagare in 10 anni l'investimento", dice Cristina Avenali di Legambiente: "Il prolungamento dell'8 comporterebbe una riduzione del 67,5% delle polvere sottili, del 76% degli ossidi di azoto e una riduzione di 8-10 decibel per il rumore".


Un altro annoso problema è la Via Del Mare, arteria delle spiagge che resta senza aree di servizio, senza possibilità di invertire il senso di marcia, senza corsia d’emergenza, con poche piazzole di soccorso e con traffico promiscuo, persino di biciclette, quando invece la via è esclusivamente destinata alle auto.



 

 

 

 

 

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