Traffico:
Roma la città più pericolosa d’Europa
di
Luca Magrini Cupido
Secondo
l’Ania, la fondazione per la sicurezza stradale,
Roma è la città più pericolosa d’Europa
in quanto a sicurezza stradale. Lo ha dichiarato il suo presidente,
Sandro Salvati: ”Le grandi città
italiane hanno un livello di rischio sensibilmente superiore a
quello di Parigi, Londra, Stoccolma, Madrid o Barcellona. Basta
pensare che Roma è, in assoluto, la più pericolosa
d’Europa”. E ancora: “Ogni quattro
incidenti con danni alle persone, tre si verificano in ambito
urbano, con 2.600 morti e 210.000 feriti all’anno”.
Sembrano cifre di guerra e gravano a dismisura sulle casse dello
stato sociale. L’Ania si propone, in accordo con le istituzioni,
di lavorare per ridurre il numero delle vittime e per rendere
le strade un luogo più sicuro. La Fondazione Ania,
ricostruisce sul suo sito un percorso della sicurezza è
possibile segnalare i punti pericolosi delle strade.
L'idea, espressa da Umberto Guidoni, segretario generale della
Fondazione Ania, è di aggiornare la mappa dei rischi stradali
italiani che è consultabile da tutti, sul sito internet
dell' Ania. Questo allo scopo di far 'conoscere i punti più
pericolosi e prevenire quindi possibili incidenti, ma, soprattutto,
supportare la Pubblica Amministrazione e gli Enti competenti nell'
individuazione della criticità per una soluzione dei problemi
segnalati', come ha dichiarato Guidoni.
Il rapporto "Sustanable Urban Infrastructure"
commissionato da Siemens e condotto da McKinsey & Company,
ha studiato Londra, New York, Tokyo e Roma. Nella nostra capitale
la situazione è impressionante. Le emissioni di
traffico e industria (2,1 kg di CO2 a testa, contro l'1,6
kg di Londra). L’Apat [Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente], che ha presentato il quarto Rapporto sulla
qualità dell’ambiente urbano ha indicato che il trasporto
su strada «contribuisce» per oltre il 60 per cento
dell’inquinamento totale, parallelamente, cresce il numero
complessivo delle auto in tutte le città, con un altro
primato della capitale, che registra il più alto numero
di veicoli, 699, ogni mille abitanti. Alemanno tempo fa ha dichiarato:
“E’ finita la fase di rodaggio”. Effettivamente
per l’assetto stradale l’unica idea che è stata
espressa è quella di dedicare una strada a Giorgio Almirante.
Non che la toponomastica cittadina non meriti
considerazione. Alemanno che ha fatto del tema della sicurezza
e del traffico un nodo centrale della sua campagna elettore non
sembra abbia trovato ancora misure adeguate a sciogliere il costante
ingorgo al quale è condannata la città. Basti pensare
ad un tram che, secondo lo studio di Atac e Legambiente "sostituirebbe
in parte il massiccio numero di bus che oggi passano su via Nazionale,
con un risparmio di 1,2 milioni di km/vettura all'anno. Cinque
milioni di euro risparmiati che andrebbero a ripagare in 10 anni
l'investimento", dice Cristina Avenali di Legambiente:
"Il prolungamento dell'8 comporterebbe una riduzione
del 67,5% delle polvere sottili, del 76% degli ossidi di azoto
e una riduzione di 8-10 decibel per il rumore".
Un altro annoso problema è la Via Del Mare,
arteria delle spiagge che resta senza aree di servizio, senza
possibilità di invertire il senso di marcia, senza corsia
d’emergenza, con poche piazzole di soccorso e con traffico
promiscuo, persino di biciclette, quando invece la via è
esclusivamente destinata alle auto.
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