Poznan,
il Rapporto del German Watch
di
Matteo Auriemma
Italia
in caduta libera in fatto di clima. A testimoniarlo il
Climate Change Performance Index del German Watch, il Rapporto
internazionale che valuta la qualità degli interventi per
la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati ed emergenti
realizzato con la collaborazione di Legambiente.
“Una
performance disastrosa - sottolinea l`associazione del
cigno - che rispecchia il cronico ritardo del nostro Paese nel
raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto”.
Lo studio, che si sofferma sugli interventi positivi e strutturali
di ogni singola nazione nel campo del riscaldamento globale, ci
mette al 44 posto sui 57 paesi a maggiori emissioni di CO2 (insieme
producono oltre il 90% dei gas serra a livello mondiale).
Svezia,
Germania e Francia sono il terzetto di testa. In quarta
e quinta posizione, a sorpresa, ci sono India e Brasile. Mentre
le ultime posizioni sono di Arabia Saudita, Canada e Usa.
A
spingerci così in basso in questa graduatoria sono l'assenza
di una strategia complessiva per abbattere le emissioni
di CO2, una politica energetica che punta sull'aumento dell'uso
del carbone, il deficit di trasporti a basse emissioni. A 11 anni
dalla firma del Protocollo di Kyoto c'è la constatazione
che l'Italia è uno dei Paesi europei dove i gas serra sono
cresciuti rispetto ai livelli del 1990 (+9,9%), nonostante il
trattato internazionale imponga un taglio del 6,5%.
E
come se non bastasse, “a salvare l’Italia
dagli ultimissimi posti della classifica – ha sottolineato
Legambiente - le poche ma importanti misure adottate in questi
anni, come il conto energia per la promozione del fotovoltaico
o gli incentivi del 55 per cento per l’efficienza energetica.
Misure che paradossalmente sono proprio quelle finite nel mirino
dell’attuale governo, che dopo aver eliminato l’obbligo
della certificazione energetica degli edifici, ha tagliato il
55 %”.
E
per di piu`, la situazione dell’Italia,
come sottolinea il rapporto, potrebbe presto diventare
ancora peggiore, anche per il ruolo all’interno
dei negoziati internazionali in corso. Insieme alla Polonia l’Italia
è il paese che merita il giudizio più negativo sul
piano internazionale per i ripetuti tentativi di sabotare il pacchetto
energia e clima dell’Unione europea.
Foto:
http://www.italianinnovation.it
|