Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 43 del 1 Dicembre 2008

 

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L’OMM pubblica il bollettino sui gas serra

 

di Matteo Auriemma

 

Il livello dei gas serra in atmosfera, che favoriscono il riscaldamento del clima, non cessa di crescere. Nel 2007, le concentrazioni mondiali di biossido di carbonio hanno raggiunto nuovi record”. A lanciare l’allarme è il bollettino annuale sui gas serra pubblicato dalla Atmospheric environment and research division dell´Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo).

 

Le attività umane, quali l´agricoltura e l´utilizzo di combustibili fossili, emettono una grande quantità di questi gas, che secondo l´opinione generale degli scienziati, fanno parte delle cause del riscaldamento planetario e dei cambiamenti climatici” sostiene il rapporto. Inoltre, sempre in base a quanto emerge dall’analisi, “il biossido di carbonio, il metano, l´ossido di diazoto (o ossido nitroso) e i clorofluorocarburi sono i gas serra più abbondanti nell´atmosfera terrestre, dopo il vapore acqueo.

 

Secondo le ultime cifre il livello di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 383,1 parte per milione (ppm), con un aumento dello 0,5% sul 2006. Le concentrazioni di ossido nitroso sono aumentate dello 0,25%, il metano dello 0,34 %, battendo il valore record del 2003.

 

Il riscaldamento totale indotto da tutti i gas serra persistenti è cresciuto dell´1,06% in rapporto all´anno precedente e del 24,2% dopo il 1990 - sostiene l´Annual greenhouse gas index della Noaa -. Nel frattempo, la lenta diminuzione delle concentrazioni dli clorofluorocarburi (Cfc) è proseguita a causa della redizione delle emissioni conseguente all´applicazione del Protocollo di Montréal relativo alle sostanze che impoveriscono la cappa di ozono”.

 

Dal XVIII secolo il livello di CO2 in atmosfera è aumentato velocemente e nel 2007 ha raggiunto un più 37%. “A causa della crescita demografica e dell´espansione delle città nel mondo – spiega il rapporto Wmo – il ricorso a combustibili fossili quali il petrolio, il carbone e il gas naturale non smette di crescere, contribuendo a scaricare anidride carbonica ed altri gas nell´atmosfera. Per il resto, il dissodamento dei terreni per l´agricoltura e il disboscamento liberano del biossido di carbonio in atmosfera riducendo la fissazione del carbonio da parte della biosfera”.

 

Mente CO2 e ossido nitroso sono aumentati regolarmente nell´ultimo decennio, la crescita del metano in atmosfera è diminuita, accusando però fluttuazioni tra un anno e l´altro. L´aumento di 6 ppm della concentrazione di metano dal 2006 al 2007 rappresenta però la più forte crescita annuale osservata dal 1998.

 

Però – si legge nel documento Wmo – è ancora troppo presto per poter affermare che questo aumento corrisponde all´inizio di una nuova tendenza al rialzo del livello del metano in atmosfera. Le attività umane, in particolare lo sfruttamento di combustibili fossili, la risicoltura, la combustione della biomassa, il conferimento in discarica e l´allevamento di ruminanti, sono all´origine di circa il 60% del metano atmosferico, il restante 40% è imputabile a dei processi naturali quali quelli legati alle zone umide”.


 

 

 

 

 

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