Settimanale online di informazione                                                                                                                                                                                 ANNO II Num. 42 del 24 Novembre 2008

 

Il fatto della settimana

La strage stradale.
Intervista a Elena Valdini

 

di Stefano Giovinazzo

 


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Ancora silenzio sulla sicurezza stradale.

 

di Luca Magrini

 

In dieci anni in Italia (1997-2006) – i dati sono dell’Istat - il numero dei morti sulle strade è diminuito di 557 unità. Ben 373 solo nel 2004 (effetto patente a punti: 1° luglio - 31 dicembre 2003). Per dimezzare i morti entro il 2010 dovremmo arrivare a meno 3.000: obiettivo Irraggiungibile, ormai. Se si continua così, ci arriveremo solo nel 2019. Oltre la metà dei morti sui luoghi di lavoro (688 su 1341) sono in realtà morti sulle strade, 266 sono infortuni in itinere (19,8%) Hanno meno di 37 anni e muoiono per lo più in città.

 

Oltre la metà dei 1341 morti sui luoghi di lavoro del 2006 (688, il 50,9%) è avvenuto in realtà sulle strade: rappresentano anche il 12,3% dei morti complessivi negli incidenti stradali (688 dei 5.669 nel 2006: dati l’Istat). La Romea ha il decadente primato di strada statale più pericolosa d’Italia. Con 1,70 incidenti a chilometro e 0,10 morti per incidente, è seguita dalla Via Pontina che ha 3,09 incidenti/km con 0,05 morti, e la Pontebbana (2,32 incidenti, 0,05 morti), i dati sono elaborati da Aci e Istat.


Siamo davanti a un fenomeno sociale grave connesso anche agli ingenti costi che produce ogni anno: oltre 35 miliardi di euro (oltre 65.000 miliardi di vecchie lire) – e quasi del tutto sottovalutato da Istituzioni, privati e cittadini. Gli incidenti sono anche un oneroso e pesante problema di sanità pubblica (che assorbe quasi il 10% della spesa sanitaria) oltre che di non quantificabile ed indescrivibile dolore per oltre 30.000 famiglie ogni anno. Quel poco che lo Stato (a tutti livelli) ha fatto finora è del tutto insufficiente, in ordine alle politiche di sicurezza stradale, per far diminuire del 50% la mortalità sulla strada come ci chiede l’Unione Europea.


C’è bisogno, dunque, che il Governo e il Parlamento avviino – come hanno fatto in Francia e in Inghilterra - una “nuova visione” della sicurezza stradale. Sarebbe necessario avviare: La messa in sicurezza delle infrastrutture attraverso una loro manutenzione programmata, si pensi alle stragi del sabato sera sulla Pontina.

 

Un piano di controlli efficaci (ed effettivi) e costanti per il rispetto delle norme del Codice della strada; rendere effettive le sanzioni e le pene per l’eccessiva velocità, la guida in stato di ubriachezza, il passaggio con il semaforo rosso, che dovrebbero essere considerate come modalità di guida che il soggetto agisce con consapevolezza del rischio cui sottopone se stesso e gli altri.

 

Foto: http://www.crigiulianova.it

 

PER SAPERNE DI PIU': www.flg.it www.fondazionefisico.it

 

 

 

 

 

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