| Il
fuoco: come evitare i rischi. Parte III
di
Antonio Nenzioni
È
l’allegato II del Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 che
tratta questo argomento con dovizia di parti-colari ed è
appunto a questa fonte che rimando il lettore che ne vuole sapere
di più. Lo scopo di questo e dei precedenti articoli è,
infatti, quello di dare una panoramica di quanto il legislatore
ha disposto in materia d’incendio per aiutare chi ne è
interessato ad orientarvisi meglio. Come abbiamo visto nel pezzo
precedente, è la valutazione dei rischi la fonte a cui
rifarsi per l’adozione delle misure antincen-dio e nel caso
specifico per individuare i rimedi intesi a ridurre le probabilità
d’insorgenza degli in-cendi.
Le
aree d’intervento sono due principalmente: tecnica e gestionale
- organizzativa. Entrambe prevedono l’adozione di tutta
una serie di misure che qui di seguito brevemente elenco.
Misure
di tipo tecnico: Impianti elettrici realizzati a regola
d’arte e loro messa a terra; Impianti di protezione contro
le scariche atmosferiche; Ventilazione degli ambienti in presenza
di gas, vapori, polveri infiammabili; Adozione di dispositivi
di sicurezza.
Misure
organizzative – gestionali: Mantenimento dell’ordine
e della pulizia dei locali; Controlli sulle misure di sicurezza
adottate; predisposizione di un regolamento interno, informazione
e formazione dei lavoratori. Naturalmente per individuare provvedimenti
adeguati è fondamentale scoprire le cause che possono scatenare
un incendio e i relativi rimedi. A titolo esemplificativo ecco
un elenco di misure d’adottare per ridurre il pericolo incendio:
Limitare
il quantitativo dei materiali infiammabili allo stretto necessario;
i quantitativi eccedenti devono essere depositati in aree adeguatamente
predisposte; quando possibile, sostituire le sostanze a rischio
d’incendio con altre meno pericolose, Il deposito di materiali
infiammabili, inclusi i materiali di pulizia, se combustibili,
deve essere predis-posto in luoghi isolati e con strutture e porte
d’accesso resistenti al fuoco, I lavoratori devono essere
addestrati sulle misure di sicurezza da osservare e delle caratteristiche
delle sostanze a rischio.
L’allegato
II dedica, inoltre, spazio all’utilizzo dei generatori di
calore. I lavori di saldatura o di taglio alla fiamma devono essere
eseguiti in aree tenute libere da materiali combustibili. Anche
eventuali scintille prodotte durante la lavorazione devono essere
tenute sotto controllo.
I
condotti di aspirazione di cucine, forni, seghe e molatrici devono
essere tenuti puliti per evitare accu-mulo di grassi e polveri.
Attenzione agli apparecchi di riscaldamento portatili! Spesso
vengono utiliz-zati con leggerezza; mai collocarli vicino a materiali
combustibili. Particolare cura deve essere prestata alle operazioni
di rifornimento degli apparecchi alimentati a kerosene.
Il
datore di lavoro è tenuto, inoltre, a predisporre luoghi
in cui si può fumare, dotandoli di posacenere che devono
essere svuotati regolarmente e segnalare con appositi cartelli
le aree dove il fumo può costi-tuire pericolo d’incendio.
Le zone poco frequentate, come scantinati, depositi, e tutti quei
luoghi in cui potrebbero svilupparsi in-cendi senza poter essere
individuati rapidamente, devono essere tenute libere da sostanze
combustibili.
I
lavoratori addetti alla prevenzione incendi devono essere forniti
di liste in cui sono elencati tutti i con-trolli di routine. In
via esemplificativa i controlli devono accertare che: le porte
antincendio siano chiuse; le apparecchiature elettriche dopo l’uso
non siano in tensione; le fiamme libere siano spente o lasciate
in condizione di sicurezza, tutti i rifiuti combustibili siano
rimossi e depositati in aree sicure, e, aggiungo io, che le via
di fuga non siano ostruite o ingombre.
Inoltre tutti i lavoratori devono essere sensibilizzati a segnalare
ogni situazione di pericolo agli addetti alla prevenzione incendi.
Ancora una volta, quindi, la formazione e l’informazione
assumono un’importanza strategica fondamentale nella prevenzione
dei pericoli d’incendio e degli infortuni nei luoghi di
lavoro.
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